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Il fumo dei bombardamenti israelian sul sud del Libano Il fumo dei bombardamenti israelian sul sud del Libano

Sud del Libano, colpiti civili e soccorritori: Msf lancia l’allarme

Nuovi bombardamenti israeliani nella zona meridionale del Paese aggravano la crisi umanitaria: ferito un operatore della Croce Rossa, mentre Medici Senza Frontiere denuncia: ospedali allo stremo. Per l’Onu, situazione “molto preoccupante”

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Il sud del Libano continua a essere teatro di intensi bombardamenti israeliani nonostante il cessate il fuoco annunciato nelle scorse settimane. Secondo quanto riportato dai media libanesi, l’artiglieria israeliana ha colpito le aree di al-Mansouri e Byout el-Saiyad, estendendo il fuoco fino alla costa di al-Mansouri-Hamra. Le operazioni sarebbero state accompagnate dal tentativo di avanzata di forze israeliane sostenute da mezzi militari ed elicotteri da ricognizione.

Civili sotto attacco

La situazione dei civili resta estremamente critica. Ieri sera, colpi di avvertimento attribuiti all’Idf hanno preso di mira squadre della Croce Rossa libanese e dell’esercito impegnate a raggiungere il comune di Zibqin per recuperare i corpi delle vittime e soccorrere i feriti di un raid precedente. Secondo fonti locali, un operatore della Croce Rossa sarebbe rimasto ferito, mentre i soccorritori sono stati costretti a ritirarsi sotto il fuoco.

Nuovi ordini di evacuazione

Intanto Israele ha emesso un nuovo ordine di evacuazione per sei località del sud del Libano. In un messaggio diffuso dal portavoce dell’Idf in lingua araba i residenti sono stati invitati ad abbandonare rapidamente le proprie case “per la loro sicurezza”, mentre Israele accusa Hezbollah di violare gli accordi di tregua.

La denuncia di Msf: “Civili senza protezione”

L’organizzazione non governativa umanitaria, Medici senza frontiere, denuncia che il cessate il fuoco non ha finora garantito alcuna reale protezione alla popolazione libanese. Msf riferisce che gli ospedali del sud del Libano continuano a ricevere decine di feriti ogni giorno e lavorano ormai in condizioni estreme. Tra il 18 aprile e il 3 maggio, l’ospedale Jabal Amel, supportato da MSF nel distretto di Tiro, ha ricoverato 173 feriti, mentre 145 persone sono morte per le lesioni riportate. Nel distretto di Nabatiyeh, altri due ospedali sostenuti dall’organizzazione hanno accolto 65 feriti e ricevuto 26 persone già decedute.

Colpite intere famiglie

I medici raccontano di intere famiglie travolte dai raid, con bambini gravemente feriti e pazienti arrivati troppo tardi a causa dell’insicurezza delle strade. La carenza di sangue e di forniture essenziali sta inoltre compromettendo le cure. “Senza una protezione significativa e un accesso senza ostacoli all’assistenza sanitaria, lo sfollamento non ha portato sicurezza né ha protetto i civili”, ha dichiarato Jeremy Ristord, capo missione di MSF in Libano.

L’allarme delle Nazioni Unite

Anche l’Onu esprime forte preoccupazione per il deterioramento della situazione. Il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha definito il quadro umanitario “instabile”, sottolineando che il recente attacco israeliano ai sobborghi meridionali di Beirut ha provocato nuovi sfollamenti tra la popolazione civile. Dujarric ha ricordato che si tratta del primo attacco sulla capitale libanese dall’annuncio del cessate il fuoco del 17 aprile, definendolo “uno sviluppo molto allarmante”. L’Onu si è detta inoltre profondamente preoccupata per le notizie relative alla morte di civili, compresi bambini, mentre la tregua appare sempre più fragile e incapace di fermare le violenze nel sud del Libano.

 

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08 maggio 2026, 11:03