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Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia avrebbe attaccato il Paese con un missile balistico Iskander-M e 43 droni, nonostante il cessate-il-fuoco Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia avrebbe attaccato il Paese con un missile balistico Iskander-M e 43 droni, nonostante il cessate-il-fuoco 

Ucraina, Mosca e Kyiv confermano la tregua annunciata da Trump

"Sono lieto di annunciare un cessate il fuoco di tre giorni nella guerra tra Russia e Ucraina", ha scritto Trump su Truth Social, ricordando che in Russia si celebra il Giorno della Vittoria, ma che anche l’Ucraina ebbe "un ruolo importante nella Seconda Guerra Mondiale". Lo scambio di mille prigionieri. I bombardamenti nella notte nonostante l'annuncio

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

Un cessate il fuoco di tre giorni, dal 9 all’11 maggio, e uno scambio di mille prigionieri per parte. È quanto ha annunciato ieri il presidente statunitense, Donald Trump, presentando l’intesa tra Russia e Ucraina come un possibile primo passo verso la fine del conflitto. «Sono lieto di annunciare un cessate il fuoco di tre giorni nella guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto Trump su Truth Social, ricordando che in Russia si celebra il giorno della vittoria, ma che anche l’Ucraina ebbe «un ruolo importante nella Seconda Guerra Mondiale». Il presidente americano ha parlato di sospensione di tutte le attività belliche e di uno scambio di mille prigionieri, ringraziando i due presidenti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, per l’accordo raggiunto.

Lo scambio di mille prigioneri

La conferma è arrivata anche dal Cremlino. Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Putin, ha spiegato che Mosca considera «accettabile» l’iniziativa proposta dagli Stati Uniti. La tregua, ha precisato, fa seguito alla recente conversazione telefonica tra Putin e Trump, durante la quale i due leader hanno ricordato il ruolo di alleati svolto dai rispettivi Paesi nella Seconda guerra mondiale e discusso la possibilità di sospendere le ostilità durante le celebrazioni del giorno della vittoria. Anche Zelensky ha confermato l’accordo, insistendo però sulla necessità che Mosca lo rispetti. «La piazza Rossa è meno importante per noi della vita dei prigionieri ucraini che possono tornare a casa», ha scritto su X. Il presidente ucraino ha annunciato inoltre di aver ordinato all’esercito di non attaccare l’area della piazza Rossa durante la parata del 9 maggio. In un decreto pubblicato sul sito presidenziale, Kyiv ha precisato che, per tutta la durata della cerimonia, quella zona sarebbe stata esclusa dal piano per l’uso delle armi ucraine. La tenuta della tregua è apparsa tuttavia fragile già nelle prime ore. Secondo l’Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia avrebbe attaccato il Paese con un missile balistico Iskander-M e 43 droni, nonostante il cessate il fuoco. Le difese aeree di Kyiv avrebbero abbattuto o neutralizzato 34 velivoli senza pilota, mentre sarebbero stati registrati colpi di missile e droni in sei località.

Trattative diplomatiche

Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha intanto fatto sapere che la Russia sarebbe pronta a ricevere una delegazione americana, qualora Washington decidesse di inviarla. «Non c’è ancora nulla di specifico, ma naturalmente la Russia è sempre pronta a farlo», ha detto. Peskov ha però precisato che al momento non sono previsti colloqui diretti tra Trump e Putin e che non si è ancora discusso di una possibile estensione del cessate il fuoco oltre l’11 maggio. Nel giorno in cui in Russia si celebra la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale, Zelensky ha invece scelto di richiamare l’appartenenza europea dell’Ucraina. «Oggi è la Giornata dell’Europa», ha scritto su X, sottolineando che Kyiv la celebra «non con cerimonie formali o slogan», ma con la consapevolezza di essere «già parte integrante della famiglia europea». Difendere l’Ucraina, ha aggiunto, significa difendere «la nostra Europa» e il diritto del Paese a scegliere liberamente il proprio futuro.

La parata di Mosca

A Mosca, intanto, è iniziata sulla piazza Rossa la parata militare per l’81° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Nel suo discorso, Putin ha ricordato «l’eroismo del popolo sovietico», che a suo dire diede «il contributo decisivo alla sconfitta del nazismo» e «salvò il mondo». Il presidente russo ha poi collegato quella memoria all’attuale guerra in Ucraina, sostenendo che l’impresa della generazione vittoriosa ispira oggi i soldati impegnati nell’«operazione militare speciale», chiamati ad affrontare «una forza aggressiva armata e sostenuta dall’intero blocco della Nato». «Credo fermamente che la nostra causa sia giusta. Siamo uniti», ha concluso Putin, lanciando così un monito tanto a Kyiv quanto all'Europa intera.

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09 maggio 2026, 09:54