Ucraina, scade la tregua: attesa per gli inviati Usa a Mosca
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
Scade oggi la tregua di tre giorni concordata da Mosca e Kyiv, ma al momento non emergono segnali concreti di una possibile proroga. Nonostante il cessate-il-fuoco annunciato nei giorni scorsi dal presidente statunitense, Donald Trump, le ultime ore sono state segnate da nuove accuse reciproche tra Ucraina e Federazione Russa, che continuano a imputarsi violazioni lungo la linea del fronte e attacchi contro obiettivi civili. La giornata di ieri, la seconda della tregua, è stata caratterizzata da una diminuzione dei raid aerei su larga scala, senza però che le ostilità cessassero realmente.
La situazione sul terreno
Secondo le autorità ucraine, nuovi attacchi russi nell’est del Paese hanno provocato almeno nove feriti. Nella regione di Dnipropetrovsk, droni russi hanno colpito diverse aree causando il ferimento di una bambina di tre anni e di un soccorritore di 23 anni. Il giovane, secondo fonti locali, si trovava a bordo di un mezzo di emergenza diretto verso il villaggio di Myrivska quando il veicolo è stato centrato da un drone. Altri attacchi sono stati registrati nella regione di Kherson, dove sono rimaste ferite quattro persone, mentre nella regione di Mykolaiv due civili sarebbero stati colpiti durante un raid con droni contro un’automobile. Un ulteriore bombardamento nella regione di Zaporizhzhia avrebbe invece ferito un uomo. Anche sul fronte russo si registrano vittime. Il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito che attacchi ucraini nelle aree di confine hanno provocato il ferimento di quattro persone. Mosca ha inoltre accusato Kyiv di aver compiuto oltre 16mila violazioni del cessate-il-fuoco nelle ultime ore, tra attacchi con droni e bombardamenti lungo varie sezioni del fronte. Accuse respinte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui la Russia “non sta nemmeno cercando particolarmente” di rispettare la tregua. Il leader ucraino ha tuttavia affermato che Kyiv si è astenuta da azioni di ritorsione a lungo raggio durante la pausa degli attacchi russi su vasta scala, avvertendo però che qualsiasi nuova offensiva riceverà una “risposta immediata e significativa”.
Il ruolo della Germania
Intanto la Germania prova a rafforzare la cooperazione militare con Kyiv. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, è arrivato oggi nella capitale ucraina per una visita non annunciata pubblicamente per ragioni di sicurezza. Al centro dei colloqui vi sarebbe l’ampliamento della cooperazione industriale nel settore della difesa, con particolare attenzione allo sviluppo congiunto di sistemi avanzati senza pilota e nuove joint venture tra aziende tedesche e ucraine. Pistorius ha definito Germania e Ucraina “partner strategici”, sottolineando come la cooperazione possa aprire “molte nuove opportunità”. Sul piano diplomatico resta aperto il dibattito europeo sull’eventualità di nuovi contatti con Mosca. Dopo le parole del presidente del Consiglio europeo António Costa sulla possibilità di parlare con la Russia “al momento giusto”, Vladimir Putin aveva indicato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile mediatore per riaprire un canale di dialogo. Una proposta però respinta dall’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, che ha definito Schröder un “lobbista russo”, ricordando i suoi legami con Gazprom e il progetto Nord Stream. “Dare alla Russia il diritto di scegliere i negoziatori europei non sarebbe molto saggio”, ha dichiarato Kallas.
Aperture diplomatiche
Anche dalla Finlandia arrivano segnali di una possibile apertura diplomatica. In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente finlandese Alexander Stubb ha affermato che “è tempo che l’Europa inizi a parlare con la Russia”, pur sottolineando la necessità di un coordinamento tra i principali Paesi europei, i nordici e i baltici. Secondo Stubb, una pace appare difficilmente raggiungibile nel breve periodo, ma l’Europa dovrebbe iniziare a preparare un canale di dialogo diretto con Mosca. Sempre sul fronte negoziale, proseguono anche i contatti tra Washington e il Cremlino. Il consigliere diplomatico di Vladimir Putin, Yury Ušakov, ha annunciato che gli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno presto a Mosca nel tentativo di mantenere aperti i canali diplomatici e favorire una possibile ripresa del dialogo.
Un nuovo scambio di prigionieri
Parallelamente sarebbero in corso, con mediazione americana, i preparativi per un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina secondo la formula “mille per mille”. Ieri in tarda serata il presidente Zelensky avrebbe consegnato la lista con i nomi di mille persone. Si terrà infine oggi a Bruxelles incontro di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini: "Dobbiamo avere un sistema, e il sistema esiste già grazie all'aiuto dell'Ucraina. Il ministero della Giustizia ha creato un buon sistema. Dobbiamo avere fondi sufficienti per poter ritrovare quei bambini. E ciò che è altrettanto importante è il livello diplomatico. Con l'aiuto di tutti i paesi partecipanti, dobbiamo sensibilizzare l'opinione pubblica su ciò che la Russia sta realmente facendo", ha detto la commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos al suo arrivo al Consiglio Esteri.
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