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Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif durante i colloqui tra Stati Uniti e Iran Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif durante i colloqui tra Stati Uniti e Iran

Medio Oriente, concluso il primo round di colloqui Usa-Iran

Una road map per concludere l’accordo entro 60 giorni, una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e un’unità di gestione dei conflitti per porre fine alla guerra in Libano: queste le decisioni prese da Stati Uniti e Iran nel corso del primo round di colloqui appena concluso in Svizzera

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Sono proseguiti tutta la notte nel resort di Lucerna, in Svizzera, i colloqui tra i negoziatori americani e iraniani, alla presenza dei mediatori di Qatar e Pakistan. A detta di tutti sono stati raggiunti “buoni risultati”, compresa l’indicazione di una road map che dovrebbe portare entro 60 giorni a un accordo definitivo. Istituita, inoltre, una linea di comunicazione per garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz come anche una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. I colloqui andranno comunque avanti per tutta la settimana.

Un bilancio positivo

Il ministro degli Esteri iraniano Aragchi ha ringraziato i mediatori e ha reso noto che sono state revocate anche le sanzioni al petrolio e ai prodotti connessi, sbloccati alcuni beni congelati e avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo per il Paese. Positivo anche il bilancio del vicepresidente americano, J.D. Vance, nonostante le dichiarazioni del presidente Donald Trump arrivate proprio durante i colloqui: “Se non fermate Hezbollah in Libano e non aprite Hormuz non avrete un Paese in cui tornare”, aveva minacciato, immediatamente incalzato dal capo negoziatore di Teheran Ghalibaf che aveva assicurato: “Il nostro esercito è pronto a rispondere”.

Il nodo libanese

In Libano, intanto, le armi tacciono anche se si ha notizia di un duro scontro di terra tra Hezbollah e le forze di difesa israeliane nei pressi di Majdal Zun, sede di un quartier generale sotterraneo della milizia sciita. Israele vorrebbe che il fronte libanese fosse tirato fuori dall’accordo Usa-Iran, mentre il leader di Hezbollah, Naim Qassem ha respinto qualsiasi ipotesi di creazione di una zona di sicurezza israeliana nel Paese dei Cedri. Atteso il prossimo round di colloqui diretti martedì a Washington.

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22 giugno 2026, 08:21