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Libano meridionale, dopo un attacco israeliano una densa colonna di fumo vista da Nabatieh Libano meridionale, dopo un attacco israeliano una densa colonna di fumo vista da Nabatieh 

Usa-Iran, colloqui in Svizzera. Tregua violata in Libano

Diplomazia in campo in Svizzera dove sono attesi i referenti di Washington e Teheran. Entro lunedì, il primo round di colloqui "tecnici" su un potenziale accordo anche sul nucleare dopo la firma del memorandum che ha messo fine alla guerra. Da venerdì 19 giugno, alle 15 ora italiana, tregua anche in Libano, dove alcune violazioni di Hezbollah e Israele hanno causato almeno cinque morti negli scontri nel sud del Paese. Per l'Iran, si cerca la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza

Francesco De Remigis - Città del Vaticano

Il presidente americano, Donald Trump, rivendica di aver spinto l’alleato israeliano ad accettare il cessate il fuoco in Libano: in vigore dalle 15 di ieri, ora italiana, la tregua è stata però violata a più riprese con combattimenti nell’area di Nabatieh, nel sud del Paese dei Cedri. Almeno cinque i morti negli scontri nel villaggio di Arabsalim, secondo i media locali. Inoltre, la missione dei Caschi Blu dell’Onu, che opera nel sud, ha registrato 52 violazioni dello spazio aereo da parte dell’esercito israeliano dall'entrata in vigore del cessate il fuoco. L'Idf, le forze israeliane, sostengono di aver preso di mira le posizioni di Hezbollah in risposta agli "oltre 50 colpi di proiettile" sparati del gruppo filo-iraniano contro i soldati schierati nella regione.

Gli Usa guardano allo sblocco di Hormuz

Lo sguardo della Casa Bianca è rivolto soprattutto sull’altro fronte che vede gli Stati Uniti direttamente coinvolti: lo Stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, dove resta prudente l'approccio delle petroliere e delle navi gasiere bloccate da giorni nell'area nonostante le parti abbiano fatto tacere le armi. Dopo la firma sul memorandum d’intesa con l'Iran, alcune navi stanno transitando: circa 700, secondo Trump. Il capo della Casa Bianca spinge sull'acceleratore del petrolio sostenendo che la situazione favorirebbe una riduzione dei prezzi dell'energia. "Spero che le compagnie siano contente di questo", ha aggiunto Trump. Quanto al ruolo dei Paesi europei, che si erano resi disponibili a costituire una missione neutrale e pacifica per lo sminamento dello Stretto, nel Consiglio europeo appena conclusosi a Bruxelles è stato chiesto a Washington un quadro certo per avviare le operazioni di bonifica delle acque. Una ventina di Paesi sarebbero pronti a muoversi: Francia, Olanda e Gran Bretagna pronte a partire; Italia e Germania solo dopo un passaggio parlamentare che autorizzi l'eventuale operazione.

In Svizzera, Witkoff, Kouchner, Araghchi

Il presidente americano è tornato a dire che se non verrà trovato l'accordo definitivo e più strutturato con Teheran nei prossimi 60 giorni, "faremo delle cose che non li renderanno felici, ma non credo si arriverà a quel punto". Il cessate il fuoco anche in Libano è "un punto positivo", la valutazione di Trump, che ha inviato Jared Kushner in Svizzera per i colloqui con l'Iran. Attesi anche Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. Secondo Axios, ai colloqui sarà presente anche il premier del Qatar, uno dei due Paesi che hanno mediato l'intesa assieme al ruolo svolto dal Pakistan. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, volerà invece la prossima settimana negli Emirati Arabi, in Bahrein e Kuwait, Paesi del Golfo partner degli americani già colpiti dalle controffensive iraniane nei giorni più caldi della guerra ed oggi in cerca di stabilità nell'area.

Le richieste di Teheran: pace su tutti i fronti

"Teheran è pronta a procedere passo dopo passo e a continuare il processo diplomatico con Washington, se l'altra parte dimostrerà la stessa serietà e garantirà che Israele rispetti i termini del recente memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti". Così il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, secondo cui il "proseguimento della guerra" da parte di Israele nel sud del Paese dei Cedri avrebbe "gravi e immediate conseguenze". L'Iran cerca in sostanza "la pace su tutti i fronti, inclusa Gaza". Prima di arrivare a una discussione che tenga dentro la cornice dell'accordo anche la Striscia, che al momento resta fuori dal memorandum, resta il nodo Libano, incluso invece nell'intesa come precondizione anche "per il suo diretto coinvolgimento nel conflitto", afferma la diplomazia iraniana. Il vice presidente esecutivo dell'Iran, Mohammad Jafar Ghaem Panah, si concentra sull'aspetto economico dell'accordo, parlando di circa 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati annunciando che saranno sbloccati integralmente dagli Usa, sebbene in modo graduale, e saranno utilizzati come fonte di finanziamento per lo sviluppo delle infrastrutture "come strade e aeroporti" per garantire benessere alla popolazione.

L'accesso ai fondi vincolato al dossier nucleare

In prima battuta, Stati Uniti e Qatar stanno lavorando a un meccanismo che consentirebbe all'Iran di utilizzare circa 6 miliardi di dollari di fondi congelati a Doha, da utilizzare per acquistare beni umanitari come cibo e medicinali. Secondo fonti citate dal quotidiano Wall Street Journal, il piano complessivo, ancora in fase di definizione e soggetto all'approvazione di Teheran, riguarderebbe risorse derivanti principalmente dalle esportazioni petrolifere iraniane bloccate dalle sanzioni internazionali. Il denaro resterebbe sotto supervisione e verrebbe utilizzato tramite acquisti autorizzati dalla banca centrale iraniana. Da un primo incentivo previsto dall'accordo recentemente firmato per porre fine alla guerra, si ipotizza di consentire in seguito all'Iran di accedere a parte dei suoi circa 100 miliardi di dollari in contanti "bloccati" in tutto il mondo. Si tratterebbe di una delle idee che Washington potrebbe portare avanti nei prossimi due mesi di colloqui sul nucleare con Teheran; dossier su cui gli Usa tengono i fari accesi per dettagliare meglio l'impegno di massima dell'Iran a non possedere un’arma nucleare.

Il governo israeliano stigmatizza la scelta Usa

Gli Stati Uniti hanno accettato di sospendere le sanzioni e di rilasciare le autorizzazioni necessarie per agevolare le transazioni iraniane. Un punto, questo, già stigmatizzato dai vari esponenti del governo israeliano che sostegnono come già l'intesa preliminare garantisca all'Iran ingenti vantaggi economici e rafforzi il suo potere nella regione. E che saranno le Guardie Rivoluzionarie della Repubblica islamica, anche note come pasdaran, a beneficiare dell'allentamento delle sanzioni. Secondo Reuters, che cita quattro fonti iraniane, i pasdaran hanno infatti costruito negli anni un vasto impero commerciale che spazia dal petrolio ai trasporti marittimi fino alle telecomunicazioni per arrivare alla gestione dei porti. E dato che la legge iraniana sugli investimenti impone alle aziende straniere di collaborare con partner locali, l'elevato numero di società legate ai pasdaran fa sì, sempre secondo Reuters, che queste diventino un filtro per i potenziali investitori nei settori più redditizi dell'Iran.

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20 giugno 2026, 08:38