Burkina Faso, rotte le relazioni diplomatiche con la Francia
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano
Il Burkina Faso ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia, segnando uno dei momenti più critici nei rapporti con Parigi. La decisione, comunicata attraverso un messaggio letto dalla televisione nazionale, rappresenta l'ultimo atto di un deterioramento iniziato dopo l'ascesa al potere della giunta militare guidata dal capitano Ibrahim Traoré.
Il messaggio della giunta militare
“Il governo del Burkina Faso porta a conoscenza dell'opinione pubblica nazionale e internazionale la decisione di rompere le relazioni diplomatiche con la Repubblica francese”, si legge nel comunicato ufficiale diffuso ieri dalla giunta. Ouagadougou accusa apertamente la Francia di operare “contro gli interessi del Burkina Faso”, denunciando “ambizioni neocoloniali” e sostenendo che Parigi avrebbe fornito un “sostegno attivo a reti sovversive e a terroristi che imperversano nel Paese e nell’intero Sahel”.
Parigi respinge le accuse
Il ministero degli Esteri francese ha espresso “rammarico” per quella che definisce una “decisione ostile e senza fondamento”, sottolineando che si tratta di una scelta unilaterale che “mostra la deriva preoccupante delle autorità burkinabè”. Il Quai d'Orsay ha inoltre annunciato che sono allo studio “misure di reciprocità”, senza fornire ulteriori dettagli sulle possibili conseguenze diplomatiche.
Una crisi maturata nel tempo
I rapporti tra i due Paesi si erano progressivamente incrinati dopo il colpo di Stato del settembre 2022, il secondo nel giro di appena otto mesi, che aveva portato Ibrahim Traoré alla guida del Burkina Faso. Da allora il governo militare ha adottato una linea fortemente improntata all'autonomia nazionale e accompagnata da una crescente ostilità nei confronti della presenza occidentale, in particolare francese. Parigi è diventata il bersaglio privilegiato della retorica della giunta, che identifica nell'ex potenza coloniale una delle principali responsabili delle difficoltà del Paese nella lotta contro il terrorismo jihadista. Negli ultimi anni il Burkina Faso è stato, infatti, teatro di una grave crisi di sicurezza, con vaste aree del territorio interessate dalle attività di gruppi armati affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. Una situazione che ha provocato migliaia di vittime e milioni di sfollati interni, alimentando il malcontento della popolazione nei confronti delle istituzioni e dei tradizionali partner internazionali.
Si restringe l’area di influenza nel Sahel
La rottura diplomatica rappresenta anche un ulteriore tassello del ridimensionamento dell'influenza francese nel Sahel. Negli ultimi anni, infatti, Parigi ha visto deteriorarsi i rapporti anche con Mali e Niger, entrambi guidati da regimi militari e accomunati da una crescente distanza politica dalla Francia. In tutti e tre i casi le nuove leadership hanno progressivamente allentato la cooperazione militare con Parigi, privilegiando una politica estera orientata alla piena affermazione della sovranità nazionale e all'apertura verso nuovi partner internazionali. Il Burkina Faso, insieme a Mali e Niger, ha inoltre rafforzato la cooperazione regionale attraverso l'Alleanza degli Stati del Sahel, presentata come alternativa ai tradizionali assetti sostenuti dall'Occidente. La scelta riflette una più ampia trasformazione degli equilibri geopolitici dell'Africa occidentale, dove il peso delle ex potenze coloniali appare in costante diminuzione.
Conseguenze ancora da valutare
La rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia apre ora una fase di forte incertezza. Resta da capire quali saranno le conseguenze concrete sul piano politico, economico e consolare, mentre Parigi valuta le contromisure e il Burkina Faso prosegue nel suo percorso di progressivo distacco dall'influenza francese. Una scelta che conferma come il Sahel sia diventato uno dei principali teatri della ridefinizione degli equilibri geopolitici africani e della competizione tra vecchie e nuove potenze.
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