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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontra il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontra il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq

Medio Oriente, conclusi i negoziati in Svizzera tra Stati Uniti e Iran

Teheran ha annunciato che sono terminati i colloqui tecnici con gli Usa in Svizzera. Le discussioni hanno portato alla creazione di gruppi negoziali su questioni nucleari e sulle sanzioni. Il vicepresidente Usa Vance: “Buona base in vista di un accordo finale per porre fine alla guerra”

Gianmarco Murroni - Città del Vaticano

Soddisfazione e ottimismo all’indomani del round di colloqui diretti tra gli Stati Uniti e l’Iran in Svizzera. Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha espresso fiducia per l'esito delle sessioni di lavoro. "Dal mio punto di vista, questo viaggio ha portato a grandi successi, in particolare per quanto riguarda le discussioni sullo Stretto di Hormuz, quelle sul Libano, la questione delle deroghe petrolifere e lo sblocco dei beni congelati, che è uno dei progressi che stiamo compiendo". Il capo della delegazione negoziale dell'Iran ha affermato che "senza la diplomazia, gli sforzi sul campo non daranno frutti". Ghalibaf ha tracciato il bilancio di un negoziato che tocca i nodi dell'economia e della sicurezza della regione, confermando lo sblocco immediato di due tranche di fondi iraniani congelati all'estero, per un valore complessivo di 12 miliardi di dollari. I colloqui tecnici si sono conclusi con la creazione di quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione.

Traffico nello Stretto di Hormuz

Ghalibaf ha spiegato anche come Ira e Usa abbiano concordato di “istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie" rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. "Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell'articolo 5 - ha aggiunto - le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all'economia regionale, a sostenere l'economia globale e a permetterci di guardare avanti". Nella mattinata, intanto, il sultano dell’Oman Haitham bin Tariq ha ricevuto a Mascate lo stesso Ghalibaf e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Nel corso del colloquio i due alti funzionari iraniani hanno illustrato al sultano i dettagli dei colloqui con Washington. Da parte sua, Bin Tariq ha espresso il sostegno al processo diplomatico e auspicato il successo dei negoziati per arrivare a una conclusione definitiva di tutte le questioni. In particolare, ha auspicato per la ripresa della navigazione "sicura e senza ostacoli" nello Stretto di Hormuz.

La questione nucleare

L'efficacia dei colloqui tra Iran e Stati Uniti "dipende da un pieno impegno per gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione". Lo ha dichiarato, invece, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. I progressi del percorso, ha aggiunto, "saranno misurati dall'aderenza pratica alle responsabilità accettate". Infine, il presidente iraniano ha precisato che "le dichiarazioni al di fuori del testo concordato non aiutano ad avanzare le negoziazioni". Non esiste, invece, un calendario definito per consentire all'Agenzia internazionale per l'energia atomica di ispezionare gli impianti nucleari iraniani colpiti dagli attacchi statunitensi e israeliani. Lo ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aggiungendo che la delegazione iraniana in Svizzera non ha incontrato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi.

Soddisfazione da parte degli Usa

Soddisfatto anche il vicepresidente Usa JD Vance, che ha affermato che i lunghi colloqui con alti funzionari iraniani in Svizzera hanno creato una buona base in vista di un accordo finale per porre fine alla guerra con l'Iran. Vance e i funzionari statunitensi hanno affermato di aver fatto progressi su più fronti, tra cui l'istituzione di misure per garantire che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e che regga il cessate il fuoco nei combattimenti tra Israele e i militanti di Hezbollah nel Libano meridionale. Per il vicepresidente Statunitense, l'Iran ha notato "progressi importanti" per porre fine ai combattimenti in Libano e ha definito questo il primo vero test dei negoziati. Il capo della Casa Bianca Donald Trump non era presente in Svizzera, ma ha avuto un ruolo importante nei colloqui, ha spiegato Vance.

La reazione di Mosca

A commentare l’esito dei colloqui anche la Russia: Mosca spera che i negoziati per la risoluzione della crisi iraniana siano fruttuosi, sebbene il percorso verso la pace sia lungo. Lo ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov. "La Russia ha accolto con favore il cessate il fuoco e la conclusione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Speriamo che i negoziati iniziati siano produttivi", ha affermato Ushakov. "Tuttavia, dobbiamo riconoscere che la strada da percorrere per raggiungere una pace duratura è ancora lunga - ha aggiunto - In ogni caso, vorrei dire che le pertinenti proposte russe su una delle questioni principali, vale a dire la questione nucleare, restano sul tavolo", ha concluso il consigliere del Cremlino.

Ritiro israeliano dal Libano

I negoziati includerebbero anche il ritiro delle truppe israeliane dal Libano, previsto dal memorandum d'intesa negoziato con gli Stati Uniti. Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, secondo cui il Libano costituisce una parte "indiscutibile" dell'accordo. A confermare le sue parole anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo cui tra Israele e Libano "si raggiungeranno accordi definitivi nei prossimi giorni". In conferenza stampa a Teheran, Baghaei ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno l'obbligo di costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano meridionale. "L'impegno degli Stati Uniti è chiaro e non vi è alcuna giustificazione per il proseguimento degli attacchi contro il Libano", ha assicurato Baghaei. Infine, ha definito la guerra tra Israele e Hezbollah una "questione molto complessa", prospettando che "si raggiungeranno gli accordi definitivi nei prossimi giorni". Sul campo, due persone sono state ferite a morte dal fuoco israeliano nel villaggio di Nabatiyeh el-Faouqa, nel sud del Paese dei Cedri. Si tratta delle prime vittime nel Libano meridionale da quando l'esercito israeliano ha interrotto l'offensiva a margine dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.

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23 giugno 2026, 12:37