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Oman, navi all'ancora nei pressi di Hormuz Oman, navi all'ancora nei pressi di Hormuz

Iran-Usa, tregua a rischio. Trump: Teheran ha violato l'accordo

Raid statunitensi su obiettivi iraniani a Hormuz, mentre i pasdaran attaccano Kuwait e Bahrein. L’Iraq si propone come mediatore mentre la Lega Araba accusa l’Iran di voler “minare la pace” nella regione mediorientale

Vatican News

A undici giorni, era il 17 giugno, dalla firma del memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran, che in 14 punti stabiliva un piano per la sicurezza regionale dopo mesi di conflitto, il Golfo è tornato campo di battaglia, con il lancio di missili e droni iraniani contro Kuwait e Bahrein in risposta ai raid statunitensi che avevano colpito diversi obiettivi militari di Teheran nell’area dello Stretto di Hormuz. Una ritorsione, aveva indicato Washington, per l’attacco contro una petroliera battente bandiera panamense in transito per lo stretto, non rivendicato dagli iraniani ma dagli Stati Uniti attribuito a un drone di Teheran.

Le reciproche minacce

Immediato lo scambio di minacce. Da una parte il presidente Usa, Donald Trump che avverte che l’Iran “non esisterà più” se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro. Dall’altra, le Guardie rivoluzionarie che parlano di “risposta implacabile” a qualsiasi nuova aggressione di un “nemico che non rispetta gli impegni” e per questo “ingannevole e inaffidabile”.

La mediazione irachena

L’attacco Usa viene definito da Teheran “una violazione esplicita” del protocollo di intesa bilaterale.  Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, da Baghdad in conferenza stampa con l’omologo iracheno Fuad Hussein che propone l’Iraq come mediatore, indica che Hormuz resterà sotto il controllo esclusivo dell’Iran per i prossimi 30 giorni, e che “qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile". Araghchi ha inoltre accusato gli Stati Uniti anche per gli attacchi di Israele sul Libano, poiché sono stati gli Usa a violare “il proprio impegno contenuto nel memorandum d'intesa relativo alla cessazione degli attacchi israeliani e al ritiro delle proprie forze". Il ministro quindi chiede a Washington di spingere Israele a fermare gli attacchi contro il Libano e a ritirarsi.

La conferenza stampa a Baghdad, a sinistra il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi
La conferenza stampa a Baghdad, a sinistra il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi

Il monito della Lega Araba

Il Regno del Bahrein, a seguito dell’attacco iraniano, ha chiesto una azione internazionale per fermare “la ripetuta aggressione iraniana”, mentre la Lega Araba accusa Teheran di voler “minare la pace” nella regione mediorientale, ritendo inoltre gli iraniani, “pienamente” responsabili delle loro “azioni illegali” e chiedendo pertanto “la cessazione immediata” di tutti gli "atti di aggressione iraniani diretti contro gli stati arabi del Golfo che minacciano la sicurezza e la stabilità regionale".

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28 giugno 2026, 14:36