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L'umanità "In cammino..." nella mostra di Edoardo Bennato a Roma

Al Palazzo delle Esposizioni il cantautore napoletano espone, fino al 21 giugno, alcune opere che raccontano il moto incessante e millenario della famiglia umana attraverso le latitudini. Per il valore sociale delle sue creazioni artistiche, il musicista ha ricevuto dalla cooperativa Medihospes un premio che si lega alla Giornata Mondiale del Rifugiato

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

Due bambini camminano tra le macerie della loro terra. Donne e uomini attraversano le spiagge dell'Occidente, con i loro poveri oggetti, stanchi, ma instancabilmente in moto sulla crosta del pianeta. Con la sua mostra In cammino.... Edoardo Bennato racconta gli esseri umani sempre "pronti a salpare", come dice il titolo di una sua canzone, premiata nel 2016 con l’Amnesty International Award Italia. "Loro scappano da realtà che noi non possiamo neanche immaginare", ha affermato il cantautore, venuto il 16 giugno nella sala Fontana del Palazzo dell Esposizioni, tra le sue tele, a ritirare il premio che la cooperativa Medihospes gli ha offerto per il valore sociale della sua opera. 

"La Torre di Babele" di Edoardo Bennato, tra l'altro copertina dell'omonimo album del  1976
"La Torre di Babele" di Edoardo Bennato, tra l'altro copertina dell'omonimo album del 1976

Un viaggio tra musica e immagini

La personale di Bennato – curata da Marcello Lala, ideata da Mino Dinoi, promossa dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall'Azienda Speciale Palaexpo – mette in dialogo la pittura dell'artista, laureato in architettura, e la sua produzione musicale. "Questa complementarizzazione tra le arti grafiche e la musica, con i contenuti delle canzoni, è iniziata già dai primi album. Nella Torre di Babele ho disegnato la copertina, che tra l'altro ho regalato a Papa Francesco". Il polistrumentista, in quell'occasione, spiegò al Pontefice che si trattava di "una specie di scatto fotografico dell'umanità che fa perversamente la guerra". Nel suo brano scriveva: "Non vi fermate / dovete costruire la vostra torre / la Torre di Babele / costi quel che costi /anche guerra dopo guerra / siete o non siete i padroni della Terra?".

Papa Francesco ed Edoardo Bennato all'incontro con gli artisti del concerto di Natale, 14 dicembre 2018
Papa Francesco ed Edoardo Bennato all'incontro con gli artisti del concerto di Natale, 14 dicembre 2018   (Vatican Media)

E nei pannelli dell'allestimento si trovano alcuni versi delle canzoni, tra questi anche il testo di A cosa serve la guerra che "diciamo la verità / – recita – serve soltanto a vincere la gara dell'inutilità".
La Torre di Babele, tra l'altro, è un'immagine biblica che recentemente Papa Leone XIV ha richiamato nella sua enciclica Magnifica humanitas: "Evitiamo, dunque, la 'sindrome di Babele': l’idolatria del profitto che sacrifica i deboli, l’uniformità che appiattisce le differenze, la pretesa di un linguaggio unico – anche digitale – capace di tradurre tutto, persino il mistero della persona, in dati e prestazioni. Questo è il rischio della disumanizzazione – costruire il futuro escludendo Dio e riducendo l’altro a mezzo –, una tentazione antica e sempre nuova, che oggi assume anche un volto tecnico".

Due delle opere in mostra
Due delle opere in mostra

Millenni in movimento

Guardando le opere esposte con le figure umane dignitose, rappresentate nella loro nobile forza solitaria, tornano in mente le lontane parole di Alberto Moravia, che nel 1963, a Kano, in Nigeria, scriveva un articolo dal titolo Il destino degli africani è di camminare sempre. "Ho pensato – afferma Bennato illustrando l'ispirazione della sua mostra – di raffigurare i 'vu' cumprà', in cammino sulle nostre spiagge, che rappresentano il cammino della famiglia umana di millenni". È in fondo il racconto del lunghissimo spostamento latitudinale dell'essere umano che è sempre lo stesso, sottolinea Bennato: "A dispetto del diverso colore della pelle, gli umani hanno tutti le stesse potenzialità fisiche e morali. Il mio è un modo per veicolare l'attenzione sui problemi che riguardano l'emigrazione, le minoranze, la guerra". 

Il momento della premiazione
Il momento della premiazione

Il premio

Nel corso della cerimonia di premiazione, Edoardo Bennato ha ricevuto una targa da Luigi Grimaldi, consigliere delegato della cooperativa sociale Medihospes. Molti anche i beneficiari dei servizi della cooperativa presenti per festeggiare il cantante e pittore. "Abbiamo trovato una grandissima sensibilità nell'artista – ha asserito Susanna Migliarini, coordinatrice dell'area asilo e immigrazione di Medihospes–, anche nella disponibilità a raccontare la sua idea creativa e il percorso che lo ha portato a realizzarla. All'interno delle strutture in cui realizziamo progetti di accoglienza e integrazione, spesso organizziamo piccoli laboratori creativi e artistici che possano in qualche modo permettere al migrante una propria narrazione". Per la coordinatrice l'arte ha una grande forza come ponte, per creare uno spazio di confronto "come quello di oggi, e soprattutto essa tende a destrutturare gli sterotipi e ad abbattere le barriere, anche linguistiche".

"Faccio arte per legittima difesa"

Edoardo Bennato ha uno spirito rock in tutto quello che fa. Le sue canzoni lanciano quasi sempre messaggi controcorrente, e l'artista con le sue parole si è spesso fatto interprete di una dialettica viva, in passato anche con la Chiesa, di posizioni critiche verso la società e la politica. "Lo so – dichiara ai nostri microfoni – che con l'arte non si possono risolvere i problemi. Ma l'arte ha una sua funzione eversiva, iconoclasta, di ribellione. Io faccio arte per legittima difesa". Nello spiegare ai presenti lo spirito che anima la propria opera, Bennato ha fatto riferimento anche a un quadro di Mario Schifano, visibile nella mostra dedicata al pittore sempre a Palazzo delle Esposizioni: "Mi ha colpito un quadro dove c'è soltanto la scritta 'NO'". Quel "NO" Bennato lo declina a modo proprio, rivolgendolo contro l'ignoranza della storia e della geografia, un'ignoranza che ci fa dimenticare di essere tutti parte di un'unica famiglia umana. Nel 1980, già gridava il suo "No!" alla guerra, allo sfruttamento indiscriminato delle risorse della Terra. In Uffà! Uffà!, il pezzo che dà il titolo all'omonimo album cantava e canta: "Prima o poi sarò coinvolto, ma almeno fatemi sputare / addosso a quelli che sono addetti alla preparazione / di questa maledetta / di questa maledetta / di questa stramaledetta terza guerra mondiale!...".

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Alcune opere della mostra "In cammino..." di Edoardo Bennato
17 giugno 2026, 16:03