Sant’Egidio, al via le "convivenze solidali" per anziani soli in tempo d'estate
Lorenzo Giovanardi – Città del Vaticano
Caldo torrido e solitudine: un connubio micidiale per milioni di anziani che vivono in Italia e che diventa mortale nel periodo estivo. Affetti deceduti, figli lontani e impegnati con il proprio lavoro, sono soprattutto queste le cause che portano milioni di donne e uomini, dai 65 anni in poi, a vivere in una condizione di profonda sofferenza. Lo conferma il racconto di Francesco, un anziano di quasi 90 anni, che con emozione, con i media vaticani condivide un pezzo della sua storia: “Ho perso mia moglie 14 anni fa, dopo 40 di matrimonio, e ho capito che la solitudine è la malattia più crudele che ci possa essere per un anziano, perché non c’è alcuna cura”.
Il modello di Sant’Egidio
Ed è proprio Il contrasto a questa solitudine, specialmente – ma non solo – nel periodo estivo con tutta l’Italia e gran parte dell’Europa colpite da ondate di caldo torrido, l’obiettivo di Sant’Egidio. Oggi, 25 giugno, a Roma, durante una conferenza stampa, il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, ha presentato il modello delle “convivenze solidali”. Si tratta, spiega, di “normali appartamenti dove possono alloggiare, circondati da ogni comfort, fino a quattro anziani che, vivendo sotto lo stesso tetto, riescono a vincere la solitudine. Il valore aggiunto è quello di ricreare una dimensione familiare che contrasta l’abbandono, soprattutto in estate, quando si diventa non più autosufficienti, evitando così il passaggio, spesso non felice e ostacolato da pratiche burocratiche, in RSA o altre strutture deputate all’accoglienza”. A Roma, indica ancora Impagliazzo, “annunciamo oggi di aver superato le 100 convivenze solidali”.
Il messaggio alle istituzioni
Un modello che, secondo il presidente, avrebbe la possibilità di essere replicato e anche migliorato grazie all’aiuto di comuni e regioni. Le istituzioni inoltre potrebbero impegnarsi maggiormente per garantire agli anziani la possibilità di vivere più a lungo. Ai media vaticani, Impagliazzo sottolinea che “una possibilità potrebbe essere quella di implementare la legge 33/2023 (Legge delega in materia di politiche a favore delle persone anziane), già approvata dal Parlamento ma che ancora non ha trovato una sua attuazione. Si chiede quindi che le istituzioni si accorgano di più di questa parte della popolazione che in solitudine soffre molto di più degli altri”.
Non solo convivenze sociali
Sant’Egidio non offre solo questo servizio agli anziani in difficoltà. È infatti attivo dal 2004 il programma “Viva gli anziani” che a Roma coinvolge 15.000 persone in età anziana e che opera in altre 9 città, tra cui Napoli, Genova, Padova e Catania. Circa 30.000 volontari – tra medici, portieri, commercianti, vicini di casa – eseguono telefonate di monitoraggio e di compagnia agli anziani soli, li aiutano facendo loro spese a domicilio, sia di cibo che di farmaci, offrono assistenza per le pratiche burocratiche digitali e danno a queste persone la possibilità di partecipare ad attività di socializzazione. Francesco, che ci ha regalato la sua testimonianza, è stato contattato da Sant’Egidio proprio grazie a questo programma e ora considera la Comunità alla stregua di una seconda famiglia: “Sant’Egidio è la seconda casa che ho trovato, sono stato contattato da loro che volevano sapere se avessi il piacere di frequentare la Comunità e ho detto ‘sì’ subito; è stata la via che ha permesso di risanare il dolore provocato dalla morte di mia moglie. In questi giorni di caldo particolarmente intenso, i volontari e gli operatori, ci contattano e ci vengono a trovare. Hanno un cuore grande e la loro presenza è quello che ci salva”.
Qualche numero
In Italia le persone sole sono attualmente 9,9 milioni, di queste 4,6 hanno più di 65 anni, circa un terzo di tutti gli anziani. Cresce anche il peso dell’isolamento sociale come riportato dall’Istituto Nazionale di Statistica: sono infatti 845mila gli anziani che dichiarano di non avere nessuno su cui contare, con il dato in peggioramento, secondo l’Istat, in particolare nei centri urbani.
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