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Gli sfollati sudanesi in Egitto Gli sfollati sudanesi in Egitto 

Sudan, Onu: lo stupro usato come arma di guerra

Un rapporto dell'Alto commissariato per i diritti umani documenta almeno 546 episodi verificati tra aprile 2023 e aprile 2026, con 838 vittime accertate. Circa un quarto dei casi riguarda stupri di gruppo; sono stati inoltre registrati episodi di schiavitù sessuale, matrimoni forzati e tratta di persone a fini di sfruttamento sessuale. Secondo l'Onu, alcune delle violenze commesse, soprattutto nella regione del Darfur, potrebbero configurare crimini di guerra e crimini contro l'umanità

Vatican News

Non si placano gli attacchi provocati dalla guerra in Sudan. Secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, nella notte un attacco con un drone ha colpito un'autocisterna parcheggiata nei pressi di una scuola a El Obeid, nel Kordofan Settentrionale. Non ci sono state vittime, anche se alcuni studenti sono rimasti feriti nell'esplosione, avvenuta anche vicino agli uffici di diverse organizzazioni umanitarie. Tuttavia, l'Onu ha denunciato come i continui combattimenti tra esercito regolare e Forze di supporto rapido stiano continuando a prendere di mira e quindi a mettere in pericolo anzitutto la popolazione civile.

Lo stupro come arma di guerra

Ed è proprio a proposito di popolazione sudanese che è arrivata l'ultima, drammatica denuncia da parte delle Nazioni Unite: il ricorso sistematico alla violenza sessuale come arma di guerra. Un rapporto dell'Alto commissariato per i diritti umani documenta almeno 546 episodi verificati tra aprile 2023 e aprile 2026, con 838 vittime accertate. Circa un quarto dei casi riguarda stupri di gruppo. Sono stati inoltre registrati episodi di schiavitù sessuale, matrimoni forzati e tratta di persone a fini di sfruttamento sessuale. Secondo l'Onu, alcune delle violenze commesse, soprattutto nella regione del Darfur, potrebbero configurare crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Peggiorano le condizioni dei rifugiati in Egitto

Sul fronte umanitario, inoltre, un'inchiesta di Reuters ha denunciato il peggioramento delle condizioni dei rifugiati sudanesi in Egitto. Secondo l'agenzia, migliaia di persone sarebbero state arrestate e oltre 5.500 deportate dallo scorso novembre. Di più, l'Unhcr ribadisce che il ritorno in Sudan non può essere considerato sicuro a causa del conflitto ancora in corso. Ex detenuti hanno riferito di sovraffollamento, violenze, estorsioni e carenza di acqua e assistenza nelle carceri egiziane. Molti rifugiati affermano di sentirsi costretti a scegliere tra il rischio della deportazione e il ritorno in un Paese ancora devastato dalla guerra.

Verso il confine con l'Etiopia

Sul terreno proseguono infine altre operazioni militari. Ieri l'esercito sudanese ha annunciato di aver conquistato la zona di Al Bar, nel distretto di Geissan, nella regione del Nilo Azzurro, durante un'offensiva lanciata nei pressi del confine con l'Etiopia contro la coalizione formata dalle Forze di supporto rapido e dal Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nord. L'area è considerata strategica perché rappresenta uno dei principali corridoi di collegamento con il territorio etiope, che Khartoum accusa di offrire sostegno logistico ai gruppi ribelli, oltre a costituire una storica direttrice dei combattimenti nel sud-est del Paese.

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25 giugno 2026, 08:08