Venezuela, sale il bilancio delle vittime: sono oltre 1400 i morti
Vatican News
È un conto incessante quello delle vittime accertate che hanno superato i 1400 morti, ai quali si aggiungono più di 3200 feriti e, cifra più impressionante, gli oltre 50mila dispersi.
La doppia scossa di terremoto di mercoledì 24 giugno in Venezuela - il più devastante dal 1900 in un Paese già prostrato da una grave crisi economica e da instabilità politica - delinea ogni ora di più i contorni di catastrofe, con la devastazione quasi totale di una intera cittadina, La Guaira, nell’omonimo Stato, il più colpito, affacciato sul Mar dei Caraibi, a pochi chilometri dalla capitale Caracas, anch’essa drammaticamente colpita. In tutta l’area, le strade sono ormai abitate solo da cumuli di macerie sotto le quali, è ormai quasi certezza, sono sepolte ancora migliaia di persone.
Continuano le scosse
La terra in queste ore non ha mai smesso di tremare, una nuova scossa, di 4,8, è stata registrata ieri pomeriggio con epicentro in mare a circa 10 chilometri di profondità. E il tempo che scorre lascia sempre più spazio all’impossibilità di ritrovare superstiti, nonostante il salvataggio di un undicenne avvenuto a 72 ore dal sisma. Sono i soccorritori però ad essere ormai pessimisti sulla possibilità di trovare persone in vita.
Le cifre della devastazione
Gli aiuti umanitari internazionali continuano ad affluire, mentre dai cittadini arrivano le denunce di mancanza di supporto nelle operazioni di soccorso da parte del governo. Gli ospedali sono al collasso, si calcolano in oltre 6,7 milioni le persone che necessitano di assistenza immediata, acqua potabile, farmaci, alloggi e cure mediche. La stima dei danni avrebbe raggiunto i 6,7 miliardi di dollari, il che segna circa il 6 per cento del Pil del Paese. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato che sono 24 i Paesi che hanno inviato aiuti, mentre circa tremila soccorritori hanno raggiunto le squadre di aiuto venezuelane.
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