Aquileia, dopo 7 secoli, riuniti tre frammenti del codice del Vangelo di Marco
Paolo Ondarza – Città del Vaticano
Una mostra frutto di un articolato lavoro di diplomazia culturale che, per la prima volta dopo quasi sette secoli, riunisce ad Aquileia i tre frammenti di uno dei più importanti codici dell'Europa medievale contenenti il Vangelo di Marco e conferma la città friulana come crocevia di istituzioni, culture e Paesi europei.
Ospitata a Palazzo Meizlik, sede espositiva della Fondazione Aquileia, l'esposizione racconta la storia di un manoscritto che, dopo essere stato custodito per secoli nella città patriarcale, venne smembrato e disperso, seguendo strade e destinazioni diverse.
Un ritorno alle origini
Proprio ad Aquileia ebbe inizio la storia del codice. Qui il manoscritto fu custodito per secoli. Nell'alto Medioevo il Patriarcato di Aquileia era la più vasta diocesi d'Europa e rappresentava un ponte tra Roma, Bisanzio, il Sacro Romano Impero e il mondo slavo. Una centralità religiosa, culturale e politica che rende particolarmente significativo il ritorno dei tre frammenti superstiti nello stesso luogo.
Tre frammenti, un manoscritto
L'esposizione, che aprirà il prossimo 12 settembre, riunisce il reperto custodito nella Basilica di San Marco a Venezia, quello conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli e quello appartenente al Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga e al Tesoro della Cattedrale. Quest'ultimo, considerato patrimonio indivisibile dello Stato e del popolo ceco, lascia per la prima volta il territorio della Repubblica Ceca grazie a un'intensa collaborazione tra istituzioni civili, ecclesiastiche e museali.
Una testimonianza della cultura cristiana europea
Più che un antico manoscritto, il codice, realizzato nel VI secolo, rappresenta una delle più alte testimonianze della cultura medievale europea. Per secoli fu venerato addirittura come un autografo dell'evangelista Marco. Le vicende che portarono allo smembramento del manoscritto saranno ricostruite nel percorso espositivo con il merito di restituire al pubblico una testimonianza significativa delle radici cristiane dell’Europa.
Il progetto e il programma di iniziative scientifiche e divulgative saranno presentati alla stampa italiana e internazionale giovedì 10 settembre 2026 a Roma.
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