Escalation di attacchi tra Usa e Iran. Colpiti cinque Paesi del Golfo
Marco Guerra – Città del Vaticano
Da una settimana dalla fine della tregua continua ad ampliarsi il raggio d’azione degli attacchi di Stati Uniti e Iran. Il comando centrale Usa (Centcom) ha riferito che questa notte sono stati colpiti siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime.
50.000 militari Usa nella regione
“Le forze statunitensi impiegarono aerei da caccia, droni aerei e navi da guerra oltre ad altri risorse” scrive il Centcom su X. Sempre il comando militare americano fa sapere che resta il blocco ai porti iraniani e che più di 50.000 militari statunitensi operano in tutto il Medio Oriente, rimanendo – si legge – “vigili, letali e pronti”. In particolare si continuano a segnalare raid sulle località della costa iraniana. Dal ritorno alle ostilità, Teheran traccia un bilancio: almeno 38 morti e oltre 400 feriti.
I Pasdaran rivendicano il controllo di Hormuz
Non si è fatta attendere la risposta dell’Iran che ha colpito basi, caccia e sistemi radar americani in ben cinque nazioni: Kuwait, Qatar, Giordania, Bharain e Arabia Saudita. “Chi ospita basi usa sia pronto a difendersi” dicono i Pasdaran. Ad Hormuz il traffico navale è di nuovo ridotto ai minimi ed entrambe le parti in conflitto ne rivendicano il controllo. I Pasdaran riferiscono inoltre che due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto hanno subito esplosioni e che hanno fermato altre quattro imbarcazioni sempre in quel tratto di mare. Notizia del tutto smentita dal Comando Centrale degli Stati Uniti.
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