Nicaragua, Ortega blinda il potere: "Mai più elezioni"
Vatican News
I primi segnali erano arrivati lo scorso anno quando il presidente Daniel Ortega aveva deciso di varare una serie di riforme costituzionali che, tra l’altro, avrebbero previsto la nomina della moglie Rosario Murillo “co-presidente” ed esteso il suo mandato a sei anni. Ora la conferma di blindare il suo potere con l’annuncio di domenica scorsa, occasione del 47esimo anniversario della rivoluzione sandinista del 1979, secondo cui non ci saranno più elezioni che permettano ai suoi avversari di tentare di conquistare il governo.
La repressione dopo il voto del 2021
La mossa dell’ottantenne presidente, che detiene il potere senza interruzioni dal 2007 dopo un precedente mandato presidenziale negli anni Ottanta, chiuderebbe definitivamente ogni spazio per l’opposizione, pur non fornendo dettagli su come verrà formalmente abolito il voto. La dichiarazione è fatta in vista della prossima tornata elettorale, originariamente prevista per novembre 2027. Le ultime elezioni, tenutesi nel 2021, furono ampiamente contestate dopo che Ortega fece arrestare oppositori ed esponenti del mondo imprenditoriale e annientò il dissenso. Dura la replica delle organizzazioni per i diritti umani. Secondo Juan Sebastián Chamorro, candidato alle elezioni del 2021 rimasto in carcere fino al suo rilascio negli Stati Uniti nel 2023 insieme ad altri oltre 200 prigionieri politici, la mossa conferma un piano di lunga data volto a concentrare il potere nelle mani del partito sandinista.
I detenuti politici
Secondo i dati del Mechanism for Recognition of Political Prisoners, l’organizzazione che opera in gran parte dall’esilio e che documenta i casi di detenzione per motivi politici in Nicaragua, sarebbero attualmente detenute per motivi politici almeno 46 persone anche se dopo l’operazione statunitense in Venezuela, che a gennaio ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, il governo nicaraguense aveva annunciato che avrebbe rilasciato altri dissidenti. Dal 2018 il Nicaragua ha chiuso oltre 5.000 organizzazioni, in gran parte di natura religiosa, costringendo migliaia di persone a lasciare il Paese. All’inizio di luglio, il governo Ortega-Murillo ha revocato la licenza professionale a un gran numero di avvocati, in quella che esperti delle Nazioni Unite hanno definito una vera e propria epurazione della professione legale.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.