Afghanistan, un milione di bambini soffre di malnutrizione acuta grave
Vatican News
Un milione. È questo il numero di bambini afghani che, secondo il nuovo rapporto dell’Unicef, soffrono di malnutrizione acuta grave, una condizione che può metterne a rischio la vita. Il dato si inserisce in un quadro ancora più ampio: sono complessivamente 3,7 milioni i bambini colpiti da deperimento nel Paese, segnato da decenni di guerra e da cinque anni nuovamente sotto il controllo dei talebani.
Oltre mezzo milione di bambini ricoverati per deperimento
Dall’inizio dell’anno oltre mezzo milione di bambini sono stati ricoverati per forme di deperimento da moderate a gravi. A descrivere la pressione sulle strutture sanitarie è il responsabile dell’Unicef in Afghanistan, Tajudeen Oyewale: in alcune zone del sud del Paese gli ospedali si trovano ad assistere tre o quattro bambini gravemente malnutriti per ogni posto letto disponibile. Particolarmente vulnerabili sono i più piccoli: l’83 per cento dei casi di malnutrizione acuta grave riguarda bambini sotto i due anni. Quasi il 40 per cento dei ricoverati per grave deperimento e complicazioni mediche ha meno di sei mesi.
Una situazione che continua ad aggravarsi
I casi di malnutrizione acuta grave accompagnata da complicazioni mediche sono passati dai 6.000 registrati nel luglio 2025 agli 8.000 dello scorso luglio, con un aumento di un terzo in dodici mesi. Secondo l’Unicef, la metà dei bambini afghani vive inoltre in condizioni di grave povertà alimentare, consumando quotidianamente alimenti appartenenti a non più di due gruppi alimentari. Per molte famiglie persino l’introduzione dei primi alimenti dopo i sei mesi di vita si riduce a pane con tè o yogurt diluito. Ad alimentare l’emergenza sono fattori diversi che si sovrappongono: anni consecutivi di siccità, piogge torrenziali e alluvioni, l’instabilità regionale e la crisi economica. A questi si aggiunge il ritorno nel Paese, dal 2023, di circa sei milioni di afghani, più della metà dei quali bambini, con un’ulteriore pressione su famiglie, posti di lavoro e servizi sanitari già in difficoltà.
Le crisi si moltiplicano
Ma proprio mentre aumentano i bisogni diminuiscono le risorse disponibili. Quest’anno oltre cento centri per la cura dei bambini affetti da malnutrizione grave hanno chiuso per mancanza di fondi e centinaia di altre strutture che offrivano sostegno nutrizionale a bambini e donne incinte o in allattamento hanno perso i finanziamenti. Il programma dell’Unicef per la nutrizione in Afghanistan necessita di circa 180 milioni di dollari nel 2026, ma finora ne è stato finanziato appena il 22 per cento. Alla crisi umanitaria si accompagna intanto la situazione dei diritti umani nel Paese. Secondo un rapporto dell’Afghanistan Human Rights and Democracy Organization, è in forte aumento il ricorso alla fustigazione come forma di punizione. I casi documentati sono passati dai 593 del 2024 ai 1.074 del 2025; nei primi quattro mesi di quest’anno ne sono stati registrati già 553. Le pene sono state inflitte soprattutto per accuse relative a relazioni extraconiugali e presunti reati sessuali, e in diversi casi le fustigazioni sono avvenute pubblicamente, anche all’interno di impianti sportivi.
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