Medio Oriente, intesa tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Nuove rotte, un possibile cessate-il-fuoco di 60 giorni e poi altri 30 – se tutto andrà bene – per procedere con lo sminamento: questi i principali punti dell’accordo, non ancora definitivo, raggiunto tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz che resterà chiuso – precisano le parti – finché resteranno quelle che Teheran definisce “violazioni degli Stati Uniti”, ossia il blocco navale. I due Paesi stanno lavorando a una dichiarazione congiunta, in attesa che l’accordo sia approvato dalla Guida suprema iraniana, Khamenei; Teheran in merito precisa che le trattative stanno andando avanti solo ed esclusivamente con Muscat.
La questione del pedaggio da pagare
Nell’intesa è prevista anche una “tassa di servizio” per coprire le spese di sicurezza del carico e la protezione dell’ambiente marino, ma allo scadere dei 60 giorni si stabilisce l’introduzione di un pedaggio obbligatorio per le navi mercantili e le petroliere, al quale l’amministrazione americana si è sempre opposta. A proposito del passaggio nello Stretto di Hormuz, una petroliera britannica ha segnalato due esplosioni a sud-est di Kumzar, vicino all’Oman.
Trump e la carenza di munizioni
Per tutta risposta, il presidente americano Trump, che sostiene di avere “ottimi colloqui in corso” con l’Iran, minaccia: “Hormuz deve riaprire presto o colpiremo duramente”. Il numero uno della Casa Bianca, inoltre, ha accusato di “tradimento” la parte della stampa americana che diffonde notizie su una “evidente carenza di munizioni” da parte delle forze statunitensi, vera motivazione che sarebbe alla base dell’annullamento dell’attacco a Teheran previsto per lo scorso fine settimana.
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