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Aftermath of migrant crossing in Ceuta

Migranti, UE compatta su Ceuta: superata una prova difficile

Nella riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell’Unione Europea di ieri, espressa piena solidarietà alla Spagna e riconosciuta al governo di Madrid la capacità di aver saputo gestire in modo rapido ed efficace i rimpatri. Magnus Brunner, commissario europeo per affari interni e migrazioni: l'Europa ha saputo affrontare ogni criticità. Timore per i dispersi, centinaia sarebbero bambini

Vatican News

A Ceuta, la forte pressione migratoria che ha creato una situazione molto grave non è stata, però, tale da far scattare i meccanismi del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’Ue che prevedono tempi più lunghi per le richieste d’asilo, fermi prolungati dei migranti e supporto rafforzato delle agenzie europee, come Frontex. È stato questo uno dei punti più importanti emersi ieri dalla riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell’Unione europea convocata in videoconferenza dalla presidenza di turno irlandese.

Solidarietà e protezione delle frontiere

Durante il vertice, è stata espressa piena solidarietà alla Spagna ed è stato riconosciuto che il governo di Madrid ha saputo gestire in modo rapido ed efficace i rimpatri, almeno 70.000 delle 72.000 persone che dal Marocco, nella notte tra il 30 e 31 luglio scorsi, avevano varcato il confine dell’enclave spagnola sulla costa nordafricana. I ministri dell’Interno europei si sono anche impegnati a rafforzare la protezione delle frontiere esterne ed integrare la collaborazione con il Marocco per la gestione dei flussi migratori. «Le frontiere esterne dell'Ue sono una responsabilità condivisa e la migrazione richiede una risposta europea unitaria» ha detto Jim O'Callaghan, ministro irlandese della giustizia, degli affari interni e delle migrazioni a nome della presidenza di turno dell’Unione.


Accelerare i rimpatri

Nel vertice di ieri è stata data molta enfasi anche all’idea, condivisa dalla maggioranza, di imprimere un’accelerazione sui rimpatri dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale. «Per il momento — ha rassicurato Magnus Brunner,  commissario europeo per gli affari interni e le migrazioni — penso che l'Europa abbia sicuramente superato la prova di Ceuta»

Nuova riunione

Domani, sempre in videoconferenza, i fatti accaduti nell’enclave spagnola troveranno spazio anche nella riunione della Libe, la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, convocata nel primo pomeriggio e alla quale sono stati invitati il ministro dell’Interno spagnolo,  Fernando Grande-Marlaska Gómez, e Juan Jesu's Vivas Lara, sindaco-presidente di Ceuta.

Morti in aumento

Oggi le autorità spagnole hanno aggiornato il bilancio delle vittime portando a 77 il numero dei morti che, però, nelle prossime ore potrebbe continuare ad aumentare. Numerosi media internazionali hanno riferito di centinaia di famiglie che si sono radunate a Fnideq, città marocchina al confine con Ceuta, nel tentativo di reperire informazioni sui propri familiari dispersi. In molti, in queste ore, stanno denunciando di non sapere se i propri cari  siano ancora vivi, ricoverati o tra le vittime. Per aiutare queste persone, la Guardia Civil spagnola ha aperto un ufficio dedicato presso il posto di frontiera di Ceuta nel quale raccogliere segnalazioni e testimonianze.


Minori non accompagnati

Preoccupazione è stata espressa anche per i minori non  accompagnati. Unicef Spagna ha sostenuto che molti bambini sono ancora separati dalle famiglie e non è chiaro quanti siano ancora dispersi. Gli operatori raccontano che numerosi bambini chiedono un telefono soltanto per poter rassicurare la madre di essere vivi. Intanto, il Marocco continua a confermare il bilancio delle vittime sul lato marocchino del confine con la Spagna: 11 migranti annegati nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto.

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05 agosto 2026, 13:07