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Operazioni di soccorso in Colombia, una donna è stata estratta viva dalle macerie Operazioni di soccorso in Colombia, una donna è stata estratta viva dalle macerie  (AFP or licensors)

Colombia, corsa contro il tempo alla ricerca dei sopravvissuti

È salito a oltre 250 il numero dei morti per il terremoto che lunedì 10 agosto ha sconvolto la regione nordoccidentale della Colombia. I feriti sono un migliaio mentre si parla di circa 4mila dispersi. Le operazioni di soccorso e ricerca proseguono incessanti. Dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, l'impegno a destinare risorse straordinarie per far fronte a questa prima emergenza

Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano

Nelle città di Pereira, Cali e Manizales, squadre di soccorso e cittadini comuni lavorano nel silenzio più totale per riuscire ad udire la voce di quanti sono ancora sotto le macerie, mentre si avvicina inesorabilmente la soglia critica delle 72 ore dal terremomto, oltre le quali si affievolisce la speranza di trovare sopravvissuti. Oltre 1.500 gli edifici lesionati, centinaia quelli crollati. Gravemente danneggiate anche le comunicazioni, tanto che il governo sta pensando di creare un ente specializzato per avviarne la ricostruzione. Il neo presidente colombiano Abelardo de la Espriella, ha decretato lo stato di emergenza economica, attivando un prestito fino a 450 milioni di dollari presso la Banca Mondiale affidando ad un post sui social l’impegno verso ognuna delle famiglie colpite: “Rimaniamo sul territorio, al lavoro per la nostra gente".

Aiuti internazionali

Sono stati stanziati al momento 1,3 miliardi di dollari per fronteggiate l’emergenza in Colombia. I Paesi di tutto il mondo si sono mobilitati per aiutare in ogni modo la popolazione colpita dal terremoto. Svezia, Turchia, Stati Uniti, El Salvador, Giappone, Messico, Ecuador, persino il Venezuela, a sua volta colpito lo scorso giugno da un doppio sisma, si è unito alla catena della solidarietà. L’Unione europea ha messo a disposizione il sistema satellitare Copernicus per effettuare una stima dei danni sul territorio. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver stanziato 15,5 milioni di dollari per alloggi di emergenza, cibo e protezioni. Le Nazioni Unite hanno affermato di essere al lavoro per intensificare la presenza sul territorio nella regione produttrice di caffè  che comprende le citta di Manizales, Armenia e Pereira tra le più devastate dal sisma, e di avere scorte di cibo pronte per aiutare le persone rimaste senza casa.

Madre e figlio estratti vivi dalle macerie

A Cali, tra le città più colpite del terremoto, con un bilancio di quasi un centinaio di vittime, i soccorritori, volontari civili e funzionari locali si sono radunati fuori dal complesso residenziale distrutto delle Torres del Limonar. Li, un barlume di speranza in mezzo a una tragedia, lo ha acceso il salvataggio di una donna che da 36 ore era sepolta sotto le macerie con un bambino neonato. "È un miracolo, la madre ha protetto il piccolo con il suo corpo. Lei ha delle fratture, ma il bimbo ha riportato solo piccole escoriazioni durante la fase dell'estrazione dalle macerie, ed è stabile. È assistito dai paramedici della zona", ha dichiarato Carlos Ortiz, tra coloro che hanno partecipato all'operazione di recupero il cui video ha fatto il giro dei social.

La solidarietà della Cei

In una lettera indirizzata a monsignor Francisco Javier Múnera Correa, arcivescovo di Cartagena e presidente della Conferenza episcopale colombiana, il presidente della Conferenza episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, ha espresso vicinanza al popolo colombiano. "Preghiamo - si legge nel messaggio di Zuppi - per i feriti, per gli sfollati e per quanti hanno perso la casa e i mezzi necessari alla vita quotidiana. Il Signore sostenga chi è nella prova e dia forza agli organismi di soccorso, al personale sanitario, ai volontari e a quanti, con generosità e coraggio si dedicano alla ricerca, al soccorso e all'assistenza dei colpiti dalla tragedia".

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12 agosto 2026, 09:25