Sant’Egidio, Budapest pronta al Global Friendship dei Giovani per la pace
Bianca Tombini – Città del Vaticano
“Global friendship, global peace now!”, è lo slogan dell’edizione di quest’anno del Global Friendship, l'annuale raduno internazionale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, che vedrà la partecipazione di oltre 1.000 giovani provenienti da 14 Paesi diversi. Budapest è la capitale europea scelta per l'appuntamento del 2026, dedicato all’urgenza del ritorno della pace e dell’amicizia nel mondo. Spiega Massimiliano Signifredi, in prima linea per l’organizzazione dell’evento e responsabile degli universitari della Comunità: “Ci sono troppe guerre e ci siamo abituati ad un linguaggio violento. Servono incontri per costruire amicizia e pace attraverso il dialogo, l'ascolto di un discorso comune, ma anche che testimonino la forza di pace che c'è nei giovani”.
Una presenza significativa
È importante, secondo Signifredi, offrire testimonianze di pace ai giovani del mondo, circondati da notizie di guerre che sembrano non avere mai fine. “La guerra fa paura - afferma - ed è entrata non solo nel nostro linguaggio, ma anche nella nostra vita quotidiana”. Sarà la presenza degli oltre 150 ucraini che partecipano al Global Friendship a fornire un esempio di resistenza e di volontà di costruire la pace, per un futuro diverso. “Sono giovani che hanno avuto la vita sconvolta dalla guerra, i loro sogni sono finiti nel momento in cui è iniziata – continua il responsabile - ma si sono dati da fare: sostengono il lavoro umanitario della Comunità con le distribuzioni di cibo a chi è più in difficoltà, con le visite agli anziani, con attività educative per bambini e adolescenti traumatizzati dalla guerra”. I giovani ucraini portano con sé una forza straordinaria di pace e solidarietà, che può essere diffusa grazie ad iniziative come quella dell’incontro dei Giovani per la Pace. “Se, come diceva Papa Francesco, è in corso la terza guerra mondiale ‘a pezzi’, la comunità di Sant'Egidio e i giovani per la pace in Ucraina costruiscono pezzi di pace” conclude Signifredi.
I momenti principali
Saranno tre giorni intensi in cui i giovani della Comunità di Sant’Egidio si confronteranno su diversi temi importanti del nostro tempo, come migrazioni, povertà e cambiamento climatico. L’obiettivo è diffondere una cultura di pace e basata sui valori di solidarietà e rispetto, attraverso momenti di confronto. È prevista inoltre un'assemblea con il presidente della comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo e, spiega Signifredi, “a conclusione dell’evento ci sarà un momento particolarmente sentito e festoso: un flash mob sull'isola Margherita, da cui partirà un messaggio di pace per tutto il mondo”.
Una voce da ascoltare
Non sono tempi facili, ma ai giovani è molto chiara l’importanza di non dimenticare il passato per cambiare il presente ed immaginare un futuro migliore. Come afferma ancora Signifredi: “In un tempo in cui la guerra è stata riabilitata come uno strumento per risolvere le controversie internazionali, i Giovani per la pace della Comunità di Sant'Egidio mantengono sempre alta la vigilanza, perché le guerre del passato non siano dimenticate. Quando vengono dimenticate la guerra e le sue conseguenze devastanti, altri conflitti possono scoppiare”. “È importante – continua - guardare la realtà per come è. Il mondo è in fiamme, è necessario agire per interrompere questa spirale di violenza.” In questo scenario, i giovani non vanno lasciati soli. “Grazie ad incontri come il Global Friendship - conclude Signifredi - i giovani si vedono riconosciuti e viene realizzato il loro desiderio di contare nel mondo. Qui la loro voce è finalmente ascoltata”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.