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Giovani ragazze ucraine partecipano all'evento Global Friendship organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nel 2025 Giovani ragazze ucraine partecipano all'evento Global Friendship organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nel 2025

Sant’Egidio, Budapest pronta al Global Friendship dei Giovani per la pace

Dal 28 al 30 agosto, nella capitale ungherese si vivranno tre giorni dedicati al tema della pace in occasione dell’incontro annuale organizzato dalla Comunità. Quest’anno vi prenderanno parte oltre mille i ragazzi di 14 Paesi diversi. Prevista anche la partecipazione di circa 150 ucraini provenienti da città devastate dal conflitto in corso. Massimiliano Signifredi, responsabile degli universitari della Comunità di Sant'Egidio: “Bisogna ascoltare di più la loro voce”

Bianca Tombini – Città del Vaticano

“Global friendship, global peace now!”, è lo slogan dell’edizione di quest’anno del Global Friendship, l'annuale raduno internazionale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, che vedrà la partecipazione di oltre 1.000 giovani provenienti da 14 Paesi diversi. Budapest è la capitale europea scelta per l'appuntamento del 2026, dedicato all’urgenza del ritorno della pace e dell’amicizia nel mondo. Spiega Massimiliano Signifredi, in prima linea per l’organizzazione dell’evento e responsabile degli universitari della Comunità: “Ci sono troppe guerre e ci siamo abituati ad un linguaggio violento. Servono incontri per costruire amicizia e pace attraverso il dialogo, l'ascolto di un discorso comune, ma anche che testimonino la forza di pace che c'è nei giovani”.

Ascolta l'intervista a Massimiliano Signifredi, membro della Comunità di Sant'Egidio

Una presenza significativa

È importante, secondo Signifredi, offrire testimonianze di pace ai giovani del mondo, circondati da notizie di guerre che sembrano non avere mai fine. “La guerra fa paura - afferma - ed è entrata non solo nel nostro linguaggio, ma anche nella nostra vita quotidiana”. Sarà la presenza degli oltre 150 ucraini che partecipano al Global Friendship a fornire un esempio di resistenza e di volontà di costruire la pace, per un futuro diverso. “Sono giovani che hanno avuto la vita sconvolta dalla guerra, i loro sogni sono finiti nel momento in cui è iniziata – continua il responsabile - ma si sono dati da fare: sostengono il lavoro umanitario della Comunità con le distribuzioni di cibo a chi è più in difficoltà, con le visite agli anziani, con attività educative per bambini e adolescenti traumatizzati dalla guerra”. I giovani ucraini portano con sé una forza straordinaria di pace e solidarietà, che può essere diffusa grazie ad iniziative come quella dell’incontro dei Giovani per la Pace. “Se, come diceva Papa Francesco, è in corso la terza guerra mondiale ‘a pezzi’, la comunità di Sant'Egidio e i giovani per la pace in Ucraina costruiscono pezzi di pace” conclude Signifredi.

I momenti principali

Saranno tre giorni intensi in cui i giovani della Comunità di Sant’Egidio si confronteranno su diversi temi importanti del nostro tempo, come migrazioni, povertà e cambiamento climatico. L’obiettivo è diffondere una cultura di pace e basata sui valori di solidarietà e rispetto, attraverso momenti di confronto. È prevista inoltre un'assemblea con il presidente della comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo e, spiega Signifredi, “a conclusione dell’evento ci sarà un momento particolarmente sentito e festoso: un flash mob sull'isola Margherita, da cui partirà un messaggio di pace per tutto il mondo”.

I giovani presenti al Global Friendship del 2025
I giovani presenti al Global Friendship del 2025

Una voce da ascoltare

Non sono tempi facili, ma ai giovani è molto chiara l’importanza di non dimenticare il passato per cambiare il presente ed immaginare un futuro migliore. Come afferma ancora Signifredi: “In un tempo in cui la guerra è stata riabilitata come uno strumento per risolvere le controversie internazionali, i Giovani per la pace della Comunità di Sant'Egidio mantengono sempre alta la vigilanza, perché le guerre del passato non siano dimenticate. Quando vengono dimenticate la guerra e le sue conseguenze devastanti, altri conflitti possono scoppiare”. “È importante – continua - guardare la realtà per come è. Il mondo è in fiamme, è necessario agire per interrompere questa spirale di violenza.” In questo scenario, i giovani non vanno lasciati soli. “Grazie ad incontri come il Global Friendship - conclude Signifredi - i giovani si vedono riconosciuti e viene realizzato il loro desiderio di contare nel mondo. Qui la loro voce è finalmente ascoltata”.

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27 agosto 2026, 10:43