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Attacco di una banda criminale in una cittadina collinare vicino alla capitale di Haiti Attacco di una banda criminale in una cittadina collinare vicino alla capitale di Haiti 

Haiti, la strage delle bande armate vicino a Port-au-Prince

Si tratta di oltre 40 morti. Il governo ha definito l’episodio un «attacco efferato» e ha assicurato il potenziamento del sistema di sicurezza. Ma gli haitiani di Kenscoff sono ormai esausti e hanno chiesto le dimissioni del capo della polizia locale. I gruppi armati possono contare su un esercito di 10-15 mila che hanno un’influenza o un controllo su circa il 70-75% della capitale

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Sono ancora le bande armate a seminare il terrore ad Haiti. L’ultimo bilancio dell’ennesima incursione notturna di una gang in un quartiere che domina Port-au-Prince parla di 47 persone uccise e altre 22 ferite. A rivelarlo il Réseau National de Défense des Droits Humains, secondo cui il numero delle vittime è destinato a salire. 


Un attacco efferato

Il governo ha definito l’episodio un «attacco efferato» e ha assicurato il potenziamento del sistema di sicurezza. Ma gli haitiani di Kenscoff (la zona dove si è consumato il massacro) sono ormai esausti e hanno chiesto le dimissioni del capo della polizia locale, sostenendo che gli agenti non riescono a garantire una efficace rete di protezione. Pronta la risposta delle autorità locali: «Kenscoff non sarà abbandonata. La legalità verrà ripristinata, senza esitazioni e senza indugi».  Il comune montano, situato a circa 10 chilometri a sud-est dalla capitale, è considerato un punto strategico perché controlla le vie di accesso a Port-au-Prince e per questo ha già subito una dozzina di attacchi da parte delle bande armate dallo scorso anno, costringendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Stando ai dati forniti dal rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu ad Haiti, Carlos Ruiz Massieu, gli sfollati tra aprile e giugno sono stati un milione e mezzo, mentre 1.600 sono state le vittime. Il diplomatico ha indicato, inoltre, che i gruppi armati possono contare su un esercito di 10-15 mila che hanno un’influenza o un controllo su circa il 70-75% di Port-au-Prince. Sempre secondo Massieu, nonostante l’attenzione e il sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, rimane molto difficile arginare il fenomeno delle bande.


Circa 1,5 milioni di sfollati interni

A giugno scorso è intervenuta sulla questione l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, segnalando carenze di alloggi, cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria e sostegno psicologico nei siti di accoglienza. Secondo l’Oim, Haiti avrebbe raggiunto la cifra record di circa 1,5 milioni di sfollati interni, pari al 12% della popolazione nazionale. A farne le spese, per lo più, donne, ragazze e bambini. Vanessa Frazier, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati, ha rivelato che il reclutamento e l’utilizzo di  minori da parte delle gang è più che triplicato nel 2025 rispetto all’anno precedente. I bambini rappresentano ora tra il 30% e il 50% dei membri delle bande criminali. Allo stesso tempo, i casi di bambini uccisi o mutilati sono quasi raddoppiati, mentre la violenza sessuale contro i minori rimane diffusa. «Ad Haitii i bambini vivono in un ciclo ininterrotto di violenza e crescere per loro significa lottare ogni giorno per sopravvivere, vivere nella paura costante ed essere soggetti a bullismo, sfratto, violenza e traumi» ha detto Frazier durante la sua missione del maggio scorso. 

L'attacco di bande criminali a Kenscoff, Haiti
L'attacco di bande criminali a Kenscoff, Haiti   (ANSA)

Inizia la stagione degli uragani

Ad aggravare la situazione, l’inizio della stagione degli uragani che, presumibilmente, durerà fino a novembre. L’acuirsi e l’intensificarsi degli episodi di violenza potrebbero dipendere anche dalla decisione di fissare al 13 dicembre prossimo le elezioni presidenziali e legislative, le prime dal 2016, con un eventuale ballottaggio previsto per il 21 febbraio 2027 e la proclamazione dei risultati definitivi il 7 marzo. Ovviamente le date indicate sono strettamente legate allo stato di sicurezza del Paese e alla disponibilità economica per sostenere le spese elettorali. Più volte le elezioni sono state rinviate nel recente passato. Tuttavia la macchina organizzativa ha acceso i motori e il 31 luglio scorso è iniziata la registrazione degli elettori con l’apertura di dieci centri nelle aree ritenute più sicure. Haiti non ha un presidente eletto da quando Jovenel Moïse, alla guida del paese dal 2017 al 7 luglio 2021, è stato assassinato. Da allora il ripetersi degli episodi di violenza hanno impedito il rinnovo delle istituzioni attraverso elezioni democratiche. Ad oggi la Forza di repressione delle bande criminali, sostenuta dall’Onu e incaricata di aiutare la polizia nella lotta contro le bande, punta a raggiungere un organico di oltre 5.500 soldati entro il prossimo autunno.


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25 agosto 2026, 15:00