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Gli abitanti di Devighat, nel comune di Bidur, nel distretto di Nuwakot, in Nepal, camminano accanto alle case sommerse dal fango dopo le inondazioni Gli abitanti di Devighat, nel comune di Bidur, nel distretto di Nuwakot, in Nepal, camminano accanto alle case sommerse dal fango dopo le inondazioni  (AFP or licensors)

Nepal, cresce il bilancio delle vittime per le devastanti alluvioni

Il bilancio della tragedia che si aggiorna purtroppo di ora in ora parla di circa 390 morti e di 1.400 dispersi dopo che il collasso di un ghiacciaio nell’area himalayana ha provocato una violentissima ondata di acqua, fango e detriti. Molto difficili i soccorsi nell'area, timori per una seconda piena

Vatican News

"La gente non è nemmeno in condizione di parlare". A raccontare ai media nepalesi le ore successive alla devastante alluvione che ha colpito il Paese è Yugnath Adhikari, residente di Dandathok, nel distretto di Nuwakot. Davanti ai suoi occhi la piena ha trascinato via due sorelle, un nipote e la moglie di quest’ultimo. "Non avevo mai visto nulla del genere", ha raccontato al Kathmandu Post, descrivendo un villaggio ancora paralizzato dalla paura. Continua a crescere il bilancio della catastrofe che ha investito il confine tra Nepal e Cina. Almeno 390 persone sono morte e 1.400 risultano disperse dopo che il collasso di un ghiacciaio nell’area himalayana ha provocato una violentissima ondata di acqua, fango e detriti, travolgendo villaggi, strade e ponti lungo le vallate. Lo ha riferito il portavoce della polizia nepalese, Abi Narayan Kafle, al quotidiano "The Kathmandu Post".

Le conseguenze delle devastanti alluvioni in Nepal
Le conseguenze delle devastanti alluvioni in Nepal

La situazione in Nepal

La situazione più grave si registra in Nepal, dove si sono verificate la maggior parte delle morti. Sul versante tibetano sono invece almeno tre i morti e 558 le persone ancora irreperibili. Tra i dispersi figurano centinaia di stranieri, molti dei quali pellegrini diretti verso il Monte Kailash, luogo sacro per diverse religioni asiatiche. Le operazioni di soccorso proseguono con difficoltà a causa della distruzione di decine di ponti e di circa 40 chilometri di strade. L’esercito nepalese ha impiegato elicotteri per raggiungere le comunità rimaste isolate e trasferire i feriti verso Kathmandu, mentre sul versante cinese sono state mobilitate oltre 1.500 persone.

L'ipotesi del collasso del ghiacciaio

In un primo momento gli strumenti dell’United States Geological Survey avevano registrato quello che sembrava essere un terremoto. Le successive analisi hanno invece stabilito che il segnale sismico era stato prodotto dal collasso del ghiacciaio. Secondo gli esperti, l’enorme massa di ghiaccio e rocce precipitata nella valle avrebbe provocato una piena improvvisa: in un punto del fiume Trishuli il livello dell’acqua è salito di circa nove metri in appena mezz’ora. Gli scienziati richiamano l’attenzione sulla crescente instabilità dei ghiacciai himalayani. Secondo recenti studi, il ritmo di perdita dei ghiacci nella regione dell’Hindu Kush-Himalaya è raddoppiato rispetto all’inizio del secolo, anche a causa dell’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico.

Gli abitanti osservano un elicottero sorvolare le case sommerse dal fango dopo le inondazioni improvvise a Devighat, nel comune di Bidur, nel distretto di Nuwakot, in Nepal
Gli abitanti osservano un elicottero sorvolare le case sommerse dal fango dopo le inondazioni improvvise a Devighat, nel comune di Bidur, nel distretto di Nuwakot, in Nepal   (AFP or licensors)

Gli aiuti internazionali

Caritas Nepal avverte però che è ancora troppo presto per avere un quadro completo della devastazione. "L’impatto reale sulle comunità più colpite è ancora incerto", spiegano gli operatori dell’organismo pastorale della Chiesa nepalese, la cui Emergency Response Team sta cercando di raggiungere le aree interessate: al momento soltanto il distretto di Nuwakot risulta accessibile, Rasuwa e altre zone rimangono isolate. Intanto si sta mobilitando la comunità internazionale. Il Regno Unito ha stanziato cinque milioni di sterline e offerto l’invio di squadre di soccorso, l’India ha già fatto arrivare oltre 47 tonnellate di medicinali, generi alimentari e materiali per l’assistenza umanitaria. Sul versante tibetano, il premier cinese, Li Qiang, si è recato a Gyirong per coordinare le operazioni di emergenza e incontrare soccorritori e popolazione.

Aggiornamento alle 18.41

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27 agosto 2026, 09:09