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Le abitazioni sommerse dall'acqua fangosa lungo le rive di un fiume dopo le inondazioni improvvise a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot, in Nepal Le abitazioni sommerse dall'acqua fangosa lungo le rive di un fiume dopo le inondazioni improvvise a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot, in Nepal  (AFP or licensors)

Nepal, una valanga e inondazioni nel nord del Paese: centinaia i dispersi

Secondo l’ente del turismo nepalese, mancano all’appello oltre 400 viaggiatori, la maggior parte dei quali stranieri. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è salito nelle ultime ore ad oltre 165 morti. La piena sarebbe stata provocata da una valanga di ghiaccio e rocce proveniente da un ghiacciaio sul versante nepalese dell’Himalaya

Vatican News

Una valanga di ghiaccio e rocce, poi l’improvvisa piena dei fiumi che travolge villaggi, strade e infrastrutture. È quanto accaduto mercoledì, 26 agosto, nel nord del Nepal, dove il distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet, è stato investito da violente inondazioni. Intorno alle 9 del mattino il fiume Bhote Koshi è esondato, causando ingenti danni anche agli impianti idroelettrici della zona. Centinaia di persone risultano disperse: secondo l’ente del turismo nepalese, mancano all’appello almeno 403 viaggiatori, tra cui 341 cittadini stranieri, 105 dei quali indiani. La Farnesina ha riferito che nella regione si trovavano almeno 90 cittadini italiani. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è salito nelle ultime ore ad oltre 165 morti. Esercito, polizia e Armed Police Force sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso. I droni vengono utilizzati per mappare le aree colpite e individuare eventuali persone rimaste isolate. Le ricerche si concentrano anche nella zona della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove si teme che alcune persone siano rimaste sepolte.

La situazione nel distretto di Nuwakot
La situazione nel distretto di Nuwakot   (ANSA)

L'improvvisa ondata d'acqua

Secondo gli esperti del Centro internazionale per lo sviluppo integrato delle montagne di Kathmandu, la piena sarebbe stata provocata da una valanga di ghiaccio e rocce proveniente da un ghiacciaio sul versante nepalese dell’Himalaya. Il materiale avrebbe ostruito il Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, provocando successivamente un’improvvisa ondata d’acqua verso valle. Le autorità hanno invitato gli abitanti delle zone attraversate dai fiumi Bhote Koshi, Trishuli e Narayani ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri. Il governo nepalese ha inoltre chiesto assistenza all’India e alla Cina. Sul versante cinese, il presidente, Xi Jinping, ha disposto la mobilitazione dei soccorritori dopo che frane e inondazioni hanno interrotto le strade verso il valico di Gyirong, oltre alle comunicazioni e all’erogazione di energia elettrica.

La vulnerabilità dell’Hindu Kush-Himalaya

Non è la prima volta che la zona viene investita da un fenomeno di questa portata. Nell’agosto dello scorso anno, lo straripamento di un lago glaciale nel vicino Tibet provocò nove vittime e danneggiò infrastrutture fondamentali, tra cui un ponte di collegamento tra Nepal e Cina. Gli esperti avvertono da tempo della particolare vulnerabilità della regione dell’Hindu Kush-Himalaya, dove l’aumento delle temperature sta accelerando lo scioglimento dei ghiacciai e aumentando il rischio di frane e inondazioni improvvise. Secondo le ricerche del centro di Kathmandu, dal 2000 il ritmo di perdita del ghiaccio nella regione è raddoppiato.

Case sommerse dall'acqua fangosa lungo le rive di un fiume dopo le inondazioni a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot, in Nepal
Case sommerse dall'acqua fangosa lungo le rive di un fiume dopo le inondazioni a Trishuli Bazar, nel distretto di Nuwakot, in Nepal   (AFP or licensors)

(ultimo aggiornamento alle ore 16:20)

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26 agosto 2026, 13:13