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La polizia spagnola controlla i documenti dei viaggiatori provenienti dall'Italia all'aeroporto di Madrid-Barajas La polizia spagnola controlla i documenti dei viaggiatori provenienti dall'Italia all'aeroporto di Madrid-Barajas

Spagna, controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia

È la risposta di Madrid dopo la decisione di Roma di sospendere l’accordo di Schengen a causa della crisi a Ceuta. La gestione dei flussi migratori resta uno dei banchi di prova dell’unità degli Stati membri dell’Unione Europea

Giovanni Zavatta – Città del Vaticano

Semplici scaramucce estive o la certificazione dell’ennesima crisi legata alla gestione dei flussi migratori in Europa? Il botta e risposta fra Italia e Spagna dopo la forte pressione registratasi a fine luglio alla frontiera con il Marocco a Ceuta, con almeno 70 mila persone giunte contemporaneamente nella città autonoma iberica sita in Nord Africa, obbliga a una riflessione non solo le due nazioni coinvolte. Il commissario Ue per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, per il momento getta acqua sul fuoco: "Ho avuto contatti con i ministri dell’Interno spagnolo e italiano", ha scritto ieri in un post su X, ed "entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei. Ho sottolineato i progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina e che la fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa".

Alta tensione fra i due Paesi

Sta di fatto che, dopo la decisione presa dal Governo italiano di sospendere dal primo agosto l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, quello spagnolo - chiesto inutilmente a Roma di revocare la misura - ha comunicato di aver ripristinato i controlli alle frontiere sui collegamenti aerei e marittimi con l’Italia. E così dall’8 agosto (e fino al 7 settembre) sono scattate le verifiche dei documenti per i passeggeri in arrivo dall’Italia nei porti e negli aeroporti del Paese iberico. Controlli a campione che ieri hanno riguardato circa il 15 per cento dei viaggiatori e che non hanno provocato disagi. Una scelta fatta per "monitorare attentamente l’evolversi della pressione migratoria nel Mediterraneo, in particolare quella che interessa la Repubblica Italiana", informa il ministro dell’Interno spagnolo; una "misura di ritorsione del Governo Sánchez" per il ministero degli Affari esteri italiano, che comunica di aver rafforzato l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio, precisando che restano i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio. Intanto il ministro Antonio Tajani in un’intervista ha ulteriormente difeso la decisione di sospendere Schengen, come prevedono i trattati, "perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario" e ancora oggi sono rimasti nella zona migliaia di migranti sub-sahariani che "non possono essere rimpatriati".

La nota di Palazzo Chigi

In una nota datata 7 agosto Palazzo Chigi ha affermato che non intende in alcun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, "almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia". Il 15 agosto, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria. Il Governo italiano tuttavia precisa di aver agito "senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna", aggiungendo che le autorità di frontiera italiane "faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadini spagnoli ed europei che, è importante sottolinearlo, non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi".

UE di fronte a una sfida comune da affrontare insieme

Appena cinque giorni fa, il 4 agosto, i ministri degli Affari interni dell’UE, in videoconferenza, avevano discusso dei recenti sviluppi a Ceuta, dimostrando "unità nell’esprimere forte solidarietà alla Spagna" e apprezzando "la rapidità e l’efficacia degli sforzi delle autorità spagnole nel rispondere alla situazione". Per gli Stati membri è stata un’opportunità di procedere a uno scambio di opinioni sull’importanza di proteggere le frontiere esterne dell’Unione Europea, convenendo sulla necessità di continuare a combattere le reti del traffico di migranti, intensificare i rimpatri, rafforzare le frontiere dell’UE, costruire partenariati approfonditi con i Paesi terzi e migliorare le attività di previsione e comunicazione. Ma ciò che appare è che quella "sfida comune da affrontare insieme" venga sostenuta ancora individualmente dai singoli Paesi. Sarà probabilmente il Patto sulla migrazione e l’asilo - approvato il 14 maggio 2024 ed entrato in vigore il 12 giugno 2026 - il banco di prova in materia. Introducendo una serie di norme per gestire la migrazione e istituire un sistema comune di asilo a livello dell’Ue, e bilanciando le esigenze degli Stati membri con la protezione di coloro che ne hanno bisogno, il provvedimento potrebbe dare risposte efficaci a tutto tondo, dalla migrazione all’asilo, dalla gestione delle frontiere all’integrazione.

La situazione attuale a Ceuta

Nel frattempo a Ceuta la situazione non è ancora tornata alla normalità. Ieri il sindaco della città, Juan Jesús Vivas Lara, davanti ai microfoni dei giornalisti, ha parlato di "situazione insostenibile che richiede una risposta immediata dal Governo nazionale". Per Vivas Lara l’unico rimedio è il ritorno in Marocco, attraverso il confine di Tarajal, di tutte le persone entrate a Ceuta e rimaste in città, informandole che "non ci saranno documenti qui, né uscite per la penisola iberica". Fra gli 8 mila e i 10 mila, secondo Madrid, i migranti ancora da rimpatriare mentre per l’Associazione marocchina per i diritti umani sono 3500 quelli ancora nascosti tra i quartieri e i boschi attorno all’exclave. L’Ong ha aggiornato anche il tragico bilancio dei morti a 141, in gran parte ritrovati in mare su entrambi i versanti della costa.

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09 agosto 2026, 10:10