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Il Danubio in secca nei pressi della centrale nucleare ungherese di Paks Il Danubio in secca nei pressi della centrale nucleare ungherese di Paks 

Grave siccità nel Danubio, emergenza energetica in Ungheria e Romania

Per la prima volta in 44 anni, Budapest è stata costretta a spegnere temporaneamente la centrale nucleare di Paks. Emergenza idrica anche nei Paesi vicini. Una crisi che attesta il nesso inscindibile tra acqua ed energia

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

L’Ungheria, per la prima volta in 44 anni, è stata costretta a spegnere temporaneamente la centrale nucleare di Paks. La siccità che affligge tutta Europa ha ridotto drasticamente il livello d’acqua del Danubio, determinando questa scelta senza precedenti nell’impianto che produce oltre il 40 per cento dell’energia elettrica del Paese. L’acqua del fiume più lungo dell’Unione europea — che attraversa il continente per 2.860 km dalle sorgenti nella Foresta Nera, in Germania, fino alla foce nel Mar Nero, al confine tra Romania e Ucraina — viene infatti utilizzata dalla centrale di Paks per raffreddare la struttura, ma a causa della grave siccità il livello è ora insufficiente. «Cinque giorni critici», sono quelli che sta vivendo l’Ungheria secondo il premier Péter Magyar, il quale in un video diffuso domenica su Facebook ha osservato che la sospensione dell’attività della centrale nucleare coincide con i giorni più caldi segnati da temperature attorno ai 40 gradi. Al momento l’impianto sta ancora operando, anche se a meno del 10 per cento delle sue possibilità.

Deviato il corso del fiume

È allarme per la siccità e per l’energia anche nella vicina Romania, sempre per i livelli bassi del Danubio. Il governo di Bucarest ha annunciato nei giorni scorsi di aver spento per la prima volta un reattore della centrale nucleare di Cernavodă, mentre domenica le Forze armate romene hanno condotto una delicata operazione sul Danubio per distruggere con esplosivi una formazione rocciosa sul fiume così da deviare una maggiore quantità d’acqua verso il canale di alimentazione dell’impianto. E grandi aziende produttrici di auto come Dacia e Ford hanno annunciato di aver sospeso la produzione fino al 19 agosto per contribuire ad alleviare la crisi energetica.

L'operazione condotta dalle forze armate della Romania lungo il corso del Danubio
L'operazione condotta dalle forze armate della Romania lungo il corso del Danubio   (AFP or licensors)

Navigazione limitata

Lo scarso livello d’acqua sta innescando ripercussioni anche nella navigazione. In diversi tratti del fiume, sia in Ungheria che in Romania, si sono formate secche sabbiose che rendono difficile o impossibile il passaggio delle imbarcazioni. Duramente colpite anche la Bulgaria e la Serbia, dove migliaia di barche e chiatte da trasporto sono arenate sulle rive ormai secche del fiume nell’area di Novi Sad. La grave siccità in Serbia ha spinto il governo a ridurre drasticamente la produzione di energia idroelettrica, con i grandi impianti Djerdap I e II che producono ormai solo al 20 per cento della capacità. Emergenza idrica anche in Croazia con il Danubio e la Drava ai minimi storici. Le restrizioni alla navigazione in tutti i Paesi della regione stanno colpendo sia il traffico merci che quello passeggeri con conseguenze economiche notevoli lungo uno dei corridoi fluviali più importanti dell’Europa centro-orientale. 

La secca del Danubio vicino Novi Sad, nel nord della Serbia
La secca del Danubio vicino Novi Sad, nel nord della Serbia   (AFP or licensors)

Il nesso tra acqua ed energia

La crisi idrica in atto muta anche il paesaggio. Nella capitale ungherese Budapest il livello del Danubio ha raggiunto a fine luglio il minimo storico si soli 23 centimetri, ben 10 in meno rispetto al precedente record negativo del 2018. Testimonianze dal Paese riferiscono di molte persone che hanno potuto percorrere in bicicletta un tratto del letto del fiume in secca tra Budapest e Vác, mentre la siccità sta facendo riemergere anche reperti e relitti. La forte siccità che colpisce il Danubio mostra ancora una volta il nesso inscindibile che esiste tra acqua e energia. L’acqua è necessaria per produrre energia, come nel caso delle centrali idroelettriche o per il raffreddamento degli impianti; mentre l’energia serve a prelevare, pulire, trasportare e depurare l’acqua prima di farla arrivare nelle case o nei campi. Questa interdipendenza, che si estende anche al cibo visto che l’agricoltura assorbe circa il 70 per cento dei prelievi d’acqua dolce, evidenzia come sia sempre più necessario adottare a livello europeo e globale strategie improntate alla sostenibilità. Garantire la sicurezza idrica, energetica e alimentare richiede una visione sistemica, capace di coniugare innovazione tecnologica, tutela ambientale ed equità sociale.  

La siccità record del Danubio a Budapest
La siccità record del Danubio a Budapest

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04 agosto 2026, 14:24