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Una immagine dell'interno della Cattedrale Nostra Signora d'Arabia in Bahrein Una immagine dell'interno della Cattedrale Nostra Signora d'Arabia in Bahrein

Bahrein, padre Rossi: la Cattedrale, luogo per far conoscere la bellezza dell’arte cattolica

Il responsabile per l’evangelizzazione in Medio Oriente del Cammino Neocatecumenale spiega come la Chiesa cattolica sostiene la comunità cattolica bahrenita e racconta la nascita del progetto di Nostra Signora d’Arabia, che il Papa visiterà oggi per l’incontro ecumenico e la preghiera per la pace

Emanuela Campanile – Manama, Bahrein

Da sempre il Bahrein è noto per essere un crocevia di scambi commerciali e di storie di uomini che hanno lasciato il proprio Paese per una terra dove trovare lavoro e mantenere la propria famiglia. Un territorio, dunque, abitato prevalentemente da immigrati arrivati dal Pakistan, dall’India o dalle Filippine, tutte persone alle quali la Chiesa va incontro anche cercando di ricongiungere queste famiglie divise dalla ricerca di un futuro dignitoso.

Il sostegno della Chiesa

Lo ricorda nell’intervista con Vatican News don Rino Rossi, responsabile del Centro internazionale del Cammino neocatecumenale in Terra Santa, Domus Galilaeae Monastry, e responsabile dell’evangelizzazione – sempre per il Cammino - in Qatar, Emirati Arabi, Kuwait e Bahrein. “La Chiesa ha fatto un grandissimo sforzo e posso parlare sia del vicariato del Sud con monsignor Paul Hinder, che di quello del Nord con monsignor Ballin”. Uno sforzo, prosegue don Rino, mirato a creare “delle strutture per accogliere tutta questa gente e organizzare celebrazioni nelle loro lingue di appartenenza. Certamente non è facile perché lì ci sono tantissime lingue”.

Un'eredità per il futuro

Grande il lavoro di monsignor Camillo Ballin - scomparso la notte di Pasqua del 2020 - primo vicario apostolico dell'Arabia settentrionale, nominato nel 2011 da Papa Benedetto XVI che gli aveva affidato la guida delle comunità cattoliche in Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Bahrain.

Ballin è morto a causa di una malattia che lo ha consumato in breve tempo, ma la relazione e la stima ottenuta dall’attuale re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, è la sua eredità. Il sovrano ha deciso di sostenere la costruzione della Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, appoggiando il progetto lanciato dal vicario e donando 9 mila metri quadrati di terreno su cui costruire il luogo di culto.

Il legame con il Cammino Neocatecumenale

A progettare la Cattedrale, che Francesco visiterà oggi per l’incontro ecumenico e per la preghiera della pace, è stato Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale. Ricorda ancora don Rino: “Monsignor Ballin aveva conosciuto il Cammino in Italia e poi in Egitto, al Cairo, e chiese proprio a Kiko e ai suoi collaboratori, perché lavora con una équipe di architetti, di fare il progetto della Cattedrale del Bahrein. È stato Kiko Argüello a disegnare tutto questo. Ha voluto mettere a disposizione la sua arte e la sua estetica anche per far vedere a un mondo islamico la bellezza dell’arte cattolica, l’estetica della Chiesa. Penso che sarà molto contento anche il Papa che ci andrà”.

La figura del Re

Nel suo racconto, padre Rino Rossi descrive anche la figura del Re: “Una persona molto aperta, anche verso le altre religioni che fanno parte del suo Regno”. È, questo, un frutto anche della “sua visione politica”, spiega: “Stiamo entrando in una realtà mondiale globalizzata, il Regno ha rapporti con tutto l’Occidente. Siamo un villaggio globale e ci sono quindi delle ‘leggi di coesistenza’. Per questo il Papa ha accettato di venire e partecipare al Forum anche per approfondire il rapporto con l’islam”.

 

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04 novembre 2022, 09:30