Leone XIV: chi insegna religione sia autentico, chi la studia abbia un cuore aperto
Daniele Piccini - Città del Vaticano
“Autenticità” e un “cuore aperto”. Sono le due qualità necessarie per garantire un'efficace trasmissione della fede e del sapere religioso, da insegnante a discente, secondo Leone XIV. Il Papa lo sottolinea in una lettera firmata dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, diffusa questo pomeriggio, 20 febbraio e indirizzata all’arcivescovo di Los Angeles, monsignor José H. Gomez. Il messaggio è rivolto a tutti i partecipanti al 70.mo Religious Education Congress (RECongress, Congresso di Educazione Religiosa), che si svolge ad Anaheim, vicino a Los Angeles, in California, da ieri, giovedì 19 febbraio, fino a domenica 22.
Il rapporto con la Verità
Chi insegna religione e trasmette la Buona notizia, sottolinea il Pontefice, deve farlo per attrazione: mostrando agli altri di intrattenere una relazione autentica con Cristo e suscitando in loro lo stesso desiderio di incontrarlo.
Infatti, approfondendo il vostro rapporto con Gesù, che è la Verità, e continuando a essere discepoli fedeli e gioiosi nella vostra vita quotidiana, la vostra autenticità come educatori e responsabili catechetici vi permetterà di trasmettere il Vangelo in modo tale da condurre a un vero incontro con il Signore e contribuire alla costruzione di una cultura duratura e generatrice di vita.
Leone cita infatti la sua lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza” - pubblicata il 28 ottobre del 2025 in occasione del 60.mo anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis - nella quale metteva in risalto che “il vero insegnante suscita il desiderio della verità”.
Un amore che dà conforto, in ogni circostanza
Dall'altro versante della dinamica di trasmissione del sapere religioso, il Papa incoraggia invece chi si dedica allo studio “ad aprire i loro cuori all’amore di Dio”. Un amore che arriva fino alla Croce e “rimane con noi nel Santissimo Sacramento”. Un amore definitivo, fino alla fine, che non può dunque mai deludere la speranza di chi lo cerca.
A questo riguardo, il Papa prega affinché l'esperienza dei partecipanti al Congresso "aiuti a scoprire la presenza eucaristica di Gesù come fonte inesauribile di conforto e di forza in ogni circostanza della vita". Dal Pontefice giunge inoltre l’auspicio che “questi giorni di preghiera, formazione e fraternità”, possano offrire “un’opportunità di autentico rinnovamento spirituale”.
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