Dal Papa per rispettare la dignità delle persone e costruire la pace
Fabrizio Peloni - Città del Vaticano
«Arrivare qui da tutti i continenti, ritrovandoci davanti al Papa per ascoltare le sue parole, che fin dal primo giorno ci hanno invitato a vivere in pace con noi stessi, nel nostro Paese, nella nostra società e nella nostra comunità, è stato un momento sacro». Suor Abby Avelino, coordinatrice di Talitha Kum, la Rete internazionale promossa dalla Vita Consacrata contro il turpe fenomeno della tratta di esseri umani, parla a nome della delegazione di 20 persone, quasi tutte donne, presente all’udienza generale di oggi. «Da Leone XIV — spiega — abbiamo ricevuto l’incoraggiamento a proseguire nella lotta contro la piaga del commercio di persone, consapevoli che la pace non sarà possibile se non rispettiamo veramente la dignità umana».
Vengono da Pakistan, Burundi, Libano, Giappone, Italia, Ecuador, Brasile, Botswana, Australia, Ucraina e Venezuela e sono a Roma per prendere parte alle iniziative in programma fino a domenica prossima, 8 febbraio, XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone e memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita. La monaca sudanese — canonizzata il 1° ottobre 2000 da Giovanni Paolo II — dall’età di sette anni aveva vissuto sulla propria pelle la schiavitù ed è pertanto considerata simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro questo flagello. Suor Avelino, sottolineando come la finalità sia quella «di promuovere una società rispettata e pacifica, proteggendo non solo le vittime e i sopravvissuti alla tratta di esseri umani, ma soprattutto quelle persone vulnerabili intrappolate in questo crimine», aggiunge che «lo sfruttamento delle persone distrugge fondamentalmente le basi della pace e della giustizia». E «di conseguenza desideriamo liberare i circa 27 milioni di persone, in prevalenza donne, minori, migranti costretti alla fuga, vittime della tratta».
Il piccolo Arthur chiede lo zucchetto bianco a Leone XIV
Anche Arthur, 10 anni, ha nel cuore l’idea di costruire un mondo migliore e giusto. E per farlo «ho chiesto al Papa di prestarmi il suo zucchetto bianco — confida il piccolo —, perché lì ci sono i poteri magici per portare la pace nel mondo. E io lo voglio aiutare». Colpito da una sindrome rara, Arthur più di 7 anni fa, dalla Russia, è arrivato a Monte Paone, in provincia di Catanzaro, grazie a papà Ettore e mamma Stefania che lo hanno adottato, togliendolo da un Istituto «dove era finito perché rifiutato da tutti». Con loro in Aula Paolo VI il parroco don Salvatore Varano, che si dice colpito «dalla costante presenza di Arthur alle celebrazioni come chierichetto e dalla sua ferma convinzione di diventare un sacerdote». Sempre in tema di vocazioni, Mattia Soffitto, ventenne di Gragnano, vicino a Napoli, ha donato al Pontefice una riproduzione della Madonna del Carmine, alla quale ha affidato il proprio percorso spirituale.
Il calendario per i 50 anni di Radio libere in Italia
Una delegazione dell’associazione “Giornalisti 2.0” ha illustrato a Leone XIV le iniziative promosse in occasione del 50.mo anniversario della storica sentenza del luglio 1976 della Corte costituzionale italiana, che sancì la legittimità delle trasmissioni via etere in ambito locale, aprendo la stagione delle radio libere e del pluralismo dell’informazione in Italia. «Gli abbiamo consegnato il calendario 2026 dell’associazione, che ripercorre cinquant’anni di coraggio, passione e battaglie civili, dando voce ai territori, ai quartieri, alle idee e alle speranze di milioni di italiani», racconta il presidente Maurizio Pizzuto. Con lui i giornalisti Josephine Alessio di Rainews, Massimo Di Russo e Pino Nano, intenti a mettere in evidenza «anche alla luce del recente messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali, l’immenso valore di una comunicazione libera, accessibile, autentica, basata prima di tutto sulla coscienza delle persone, al di sopra di qualsiasi prompt».
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