Una vittima di abusi irlandese incontra il Papa: “Ha sentito il mio dolore"
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
"Non era colpa mia, ma colpa degli altri”. David Ryan racconta di aver impiegato quarant'anni per arrivare a questa consapevolezza e, cioè, che quegli abusi che lui e suo fratello Mark – ora defunto – avevano subito da bambini nel Blackrock College, gestito dai Missionari dello Spirito Santo (Spiritani) a Dublino, non fossero loro responsabilità. Quattro decenni per riconciliarsi con la sua storia, la sua vita, con la sofferenza sua e della sua famiglia. Oggi, come un balsamo su queste ferite, sono arrivate le parole di Papa Leone XIV che ha ricevuto privatamente l’uomo in Vaticano. Parole di empatia, di vicinanza e di scuse per lui, per il fratello e per tutte le vittime della Chiesa cattolica in Irlanda.
"Ha capito il mio dolore"
Ryan non trattiene l’emozione mentre racconta ai media, a margine dell’udienza, ciò che ha vissuto oggi in Vaticano: “Che esperienza! Non la dimenticherò mai, mai, mai”. “Un uomo adorabile” definisce David Papa Leone. Un uomo sincero, empatico: “Ha capito il mio dolore, anche se non lo ha vissuto sa quanto dolore ho vissuto io e la mia famiglia”. Lui, la sua famiglia e tutti “gli altri sopravvissuti che non si sono ancora fatti avanti”. Questa è la speranza che il Papa ha condiviso con Ryan: “Ha detto che spera che altre persone si facciano avanti e ne parlino. Questo è ciò che voglio, che altre persone si facciano avanti”.
Le accuse
È una battaglia che David e Mark hanno portato avanti per anni per tutti i sopravvissuti del Blackrock College e della scuola primaria Willow Park, dove circa 350 persone hanno denunciato abusi avvenute in quelle mura e anche in altre scuole gestite sempre dagli Spiritani, da parte di religiosi e personale laico. Fatti sui quali indaga una Commissione d’inchiesta formale, istituita dal governo irlandese nel settembre 2024.
Empatia con i sopravissuti
“Mi ci sono voluti quarant'anni per capire che non era colpa mia, ma colpa loro. Ci siamo impegnati molto”, spiega Ryan. Al Papa ha raccontato tutto questo: “Gli ho parlato degli abusi… Gli ho chiesto perché questi preti lo fanno ancora”. E da Leone assicura di aver percepito “la sua empatia per i sopravvissuti, per la mia famiglia e i miei amici più cari, gli è dispiaciuto. So che era sincero, è stato carino e ha fatto molti respiri profondi prima di rispondere a una domanda... Ma è stato bravo, davvero bravo. Sono molto felice”. Lo sarebbe stato anche Mark, scomparso nel 2023 a 62 anni, per un sospetto attacco cardiaco. “Mark sarebbe così orgoglioso di quello che abbiamo fatto”.
A Leone XIV il suo ospite irlandese ha mostrato una foto di loro due insieme, nel dicembre 2022, e ha donato una spilla raffigurante la croce di Santa Brigida, considerata la patrona dell'Irlanda celebrata il 1° febbraio, data in cui viene riportata la sua morte. All’udienza ha preso parte, solo negli ultimi minuti, anche Deirdre Kenny, attivista di One In Four gruppo di supporto delle vittime di abusi, tra i principali punti di riferimento sul campo nel Paese.
Le altre udienze con vittime di abusi
Non è la prima volta che Papa Leone riceve vittime di abusi. Nell’ottobre 2025, il Pontefice aveva dato udienza in Vaticano a sei membri del consiglio direttivo di ECA Global, associazione internazionale per i diritti umani che lotta per un maggiore sostegno e per i risarcimenti a chi ha subito abusi e chiede maggiore impegno e collaborazione alla Chiesa cattolica. A novembre aveva incontrato, invece, 15 persone provenienti dal Belgio, vittime di abuso quando erano minori da parte di membri del clero. Momenti per restituire vicinanza e consolazione a queste persone. Perché, come il Papa stesso ha affermato nel recente Concistoro straordinario, è “uno scandalo” quando coloro che hanno subito abusi non si sentono accolte e accompagnate nella Chiesa.
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