Angola, i vescovi preparano la visita del Papa: sia incentivo per lottare contro la povertà
Anastácio Sasembele - Luanda
Non semplici riunioni amministrative, ma l'espressione visibile della collegialità episcopale e della sollecitudine pastorale verso le comunità. Così il capo dei vescovi angolani, monsignor José Manuel Imbamba, ha sottolineato all'apertura della Plenaria della Conferenza dei vescovi del Paese caratterizzata dalla notizia dell'arrivo del Papa, nell'ambito del suo prossimo viaggio apostolico in Africa, "una benedizione per la nostra nazione e la nostra Chiesa".
Il Papa trovi un Paese felice e fraterno
L'arcivescovo ha invitato a una preparazione spirituale e logistica affinché il Pontefice trovi “un'Angola unita, felice e, soprattutto, piena di speranza, pace e fratellanza”. Ha inoltre ringraziato le commissioni create dal governo angolano e dalla CEAST per il loro lavoro volto a garantire il buon svolgimento dell'evento. Sul piano pastorale, l'approfondimento - nel trienno che culminerà l'anno prossimo con la celebrazione dei sessant'anni di vita della conferenza episcopale - dedicato ai ministri ordinati e alle persone consacrate, sul tema «Discepoli chiamati e formati dal Signore», sottolinea la volontà dell'episcopato di evitare "un attivismo vuoto" per favorire, invece, conversioni autentiche. Ricordando il percorso compiuto dall'ultima assemblea, il presule ha evocato il Congresso nazionale della riconciliazione e della pace, tenutosi a novembre, che ha segnato il Giubileo della speranza e i cinquant'anni dell'indipendenza nazionale: "la pace è una costruzione quotidiana che richiede cuori e menti disarmati".
Tra gli altri eventi recenti, è stato citato il Giubileo del Rinnovamento Carismatico a Sumbe, la formazione della Pastorale dei Migranti a São Tomé e Príncipe e il ritiro dei vescovi a Walvis Bay, in Namibia, come momento di rinnovamento spirituale. Nel campo della pastorale giovanile, è stato condiviso il lancio della quarta Giornata Nazionale della Gioventù, che si terrà a Luanda dal 13 al 16 agosto, nonché la prima edizione dell'ADRO, un'attività Scout di formazione religiosa che ha riunito oltre 500 delegati delle diocesi.
Lotta alla povertà, sfida prioritaria
Monsignor Imbamba ha inoltre affrontato il tema dell'attuazione del Sinodo sulla sinodalità, invitando all'ascolto reciproco, alla valorizzazione delle donne e dei giovani e alla costruzione di una Chiesa dalle porte aperte. Ha anche espresso l'mportanza della formazione nei Seminari. Nella sua analisi della situazione sociale, si è soffermato sull'immagine di un'Angola "inclusiva e meritocratica", dove la cittadinanza prevale sul militante 'partigianismo'. L'arcivescovo ha ribadito che il dialogo è la via essenziale verso la pace sociale e che la partecipazione attiva alla vita pubblica è un diritto e un dovere per tutti. La lotta alla povertà è stata indicata come la più grande sfida nazionale. Il presidente della CEAST ha invocato inoltre la giustizia sociale, la diversificazione in campo economico, la necessità di potenziare gli investimenti nell'agricoltura a conduzione familiare e nell'istruzione tecnica e professionale, nonché nel ripristino delle vie di comunicazione. Ha espresso poi preoccupazione per i timori e le incertezze che affliggono soprattutto i giovani, molti dei quali scelgono di emigrare, e ha difeso la trasparenza istituzionale, il rispetto della legge e la promozione di una cultura del dialogo.
Appello ai politici: l'Angola al di sopra degli interessi di parte
In un appello diretto ai politici, l'incoraggiamento a mettere l'interesse nazionale al di sopra degli interessi di parte, ricordando che la politica è la forma più alta di carità quando è orientata al bene comune. Citando Papa Leone XIV, ha esortato ad astenersi dal pronunciare parole offensive, favorendo un linguaggio improntato alla gentilezza e al rispetto, capace di trasformare le parole di odio in parole di speranza. Imbamba ha infine confermato il proprio impegno a rendere le comunità "spazi di ascolto e di liberazione".
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