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Il Papa: mai nella Chiesa divisioni per classi sociali, tutti sono accolti perché figli di Dio

Leone XIV incontra la comunità cattolica monegasca nella cattedrale dell’Immacolata Concezione dove celebra l’Ora Media. Nell’omelia evidenzia che il Principato di Monaco è “un piccolo Stato cosmopolita, in cui alla varietà delle provenienze si associano anche altre differenze di tipo socio-economico”. La luce del Vangelo argini "le spinte del secolarismo" che rischiano di ridurre l'uomo a individualismo e produzione delle ricchezze. La fede “ha bisogno di essere annunciata con strumenti nuovi"

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Una Chiesa che accoglie tutti "in quanto persone e figli di Dio", senza esclusioni o divisioni "in classi sociali". Una Chiesa chiamata alla comunione in Gesù Cristo, “ad essere nel mondo riflesso dell’amore di Dio che non fa preferenze di persone”, “a difendere l’uomo”, “in un cammino di discernimento critico e profetico” che promuova “uno sviluppo integrale dell’umanità” rispettandone “la dignità e l’identità autentica”. Questo devono essere i credenti. Leone XIV lo sottolinea alla comunità cattolica del Principato di Monaco, che incontra nella cattedrale dell’Immacolata Concezione per la celebrazione dell’Ora Media, ed invita a portare a tutti “la luce del Vangelo” perché l'uomo non cada nell’individualismo e non fondi la propria esistenza solo sulla produzione di ricchezze.

L'arrivo del Papa nella cattedrale dell'Immacolata Concezione
L'arrivo del Papa nella cattedrale dell'Immacolata Concezione   (@Vatican Media)

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV ALLA COMUNITÁ CATTOLICA

Al suo arrivo nel luogo di culto in cui riposano principi, principesse di Monaco e vescovi e che riunisce i monegaschi nei momenti più solenni, ai piedi della scalinata monumentale lo accolgono il principe Alberto e la consorte Charlène, insieme all’arcivescovo di Monaco, monsignor Dominique-Marie David, e all’ingresso il parroco Daniel Deltreuil. Tre canonici porgono al Pontefice la croce e l’acqua benedetta per l’aspersione, poi mentre il piccolo corteo attraversa la navata centrale e raggiunge l’altare, il coro intona un canto. Prima dell’inizio della recita dei salmi, il saluto dell’arcivescovo David: “Oggi, attraverso la sua presenza, Dio visita il suo popolo e Cristo Gesù si prende cura del suo gregge che è a Monaco”, dice, lieto di presentare “alcune delle pietre vive” della comunità, “nella diversità delle parrocchie, dei servizi e dei movimenti che la compongono”, assicurando la “determinazione” di tutti a rendersi “disponibili allo Spirito Santo per diventare i discepoli missionari che il Signore attende”.

L’arcivescovo di Monaco, monsignor Dominique-Marie David, porge il suo saluto al Papa
L’arcivescovo di Monaco, monsignor Dominique-Marie David, porge il suo saluto al Papa   (@Vatican Media)

Cristo “centro dinamico” e “cuore della nostra fede”

Nella sua omelia, il Papa si sofferma anzitutto sul mistero della salvezza realizzato da Dio in Cristo, colui che “ha preso su di sé il male dell’uomo e del mondo, lo ha portato con noi e per noi, lo ha attraversato trasformandolo e ci ha liberati per sempre”, “centro dinamico” e “cuore della nostra fede”, “il giusto” che intercede “per l’umanità presso il Padre, ci riconcilia con Lui e tra di noi”, venuto “per offrire a tutti la sua misericordia che purifica, guarisce, trasforma e ci rende parte dell’unica famiglia di Dio”. È il “tratto compassionevole e misericordioso” di Gesù che Leone evidenzia in particolare, quello che “lo rende ‘avvocato’ a difesa dei poveri e dei peccatori”, “per liberarli dall’oppressione e dalla schiavitù e renderli figli di Dio e fratelli tra di loro”. Nei gesti del Messia, infatti, c’è anche “una dimensione sociale e politica importante”, fa notare il Pontefice, “la persona guarita viene reintegrata, in tutta la sua dignità, nella comunità umana e religiosa dalla quale, spesso proprio per la sua condizione di malattia o di peccato, era stata esclusa”.

Un momento della Celebrazione dell'Ora Media
Un momento della Celebrazione dell'Ora Media   (@Vatican Media)

La Chiesa monegasca realtà accogliente e ospitale

Sull’esempio di Gesù Cristo la comunità ecclesiale deve essere amorevole verso tutti, indistintamente, esorta il Papa, rilevando la “grande ricchezza” della Chiesa nel Principato di Monaco, “realtà nella quale tutti trovano accoglienza e ospitalità, in quella mescolanza sociale e culturale” che è “tratto tipico” dei monegaschi.

Il Principato di Monaco, infatti, è un piccolo Stato abitato però in modo variegato da monegaschi, francesi, italiani e persone di tante altre nazionalità. Un piccolo Stato cosmopolita, in cui alla varietà delle provenienze si associano anche altre differenze di tipo socio-economico. Nella Chiesa, tali differenze non diventano mai occasione di divisione in classi sociali ma, al contrario, tutti sono accolti in quanto persone e figli di Dio, e tutti sono destinatari di un dono di grazia che incoraggia la comunione, la fraternità e l’amore vicendevole.

Il Papa mentre pronuncia l'omelia
Il Papa mentre pronuncia l'omelia   (@Vatican Media)

Promuovere e difendere la vita

È “una Chiesa chiamata a farsi ‘avvocato’, cioè a difendere l’uomo”, quella che Leone vuole, che annunciando il Vangelo prima di tutto illumini “la persona umana e la società”, affinché “scoprano la propria identità, il significato della vita umana, il valore delle relazioni e della solidarietà sociale” e ancora “lo scopo ultimo dell’esistenza e il destino della storia”. Da qui l’incoraggiamento alla Chiesa monegasca “a prestare un servizio appassionato e generoso nell’evangelizzazione”.

Annunciate il Vangelo della vita, della speranza e dell’amore; portate a tutti la luce del Vangelo perché venga difesa e promossa la vita di ogni uomo e ogni donna dal suo concepimento alla fine naturale; offrite nuove mappe di orientamento capaci di arginare quelle spinte del secolarismo che rischiano di ridurre l’uomo all’individualismo e di fondare la vita sociale sulla produzione della ricchezza.

La cattedrale dell'Immacolata Concezione gremita di fedeli
La cattedrale dell'Immacolata Concezione gremita di fedeli   (@Vatican Media)

L’annuncio del Vangelo non sia abitudine

E mette, poi, in guardia, dal rischio di ridurre “l’annuncio del Vangelo e le forme della fede, così radicate” nell’identità e nella società del Principato, “ad abitudine, seppur buona”, il Papa, perché “una fede viva è sempre profetica, capace di suscitare domande e offrire provocazioni”. Per questo occorre chiedersi: “Stiamo davvero difendendo l’essere umano? Stiamo proteggendo la dignità della persona nella custodia della vita in tutte le sue fasi? È davvero giusto e improntato alla solidarietà il modello economico e sociale vigente? È abitato dall’etica della responsabilità?”.

Leone XIV mentre attraversa la navata centrale
Leone XIV mentre attraversa la navata centrale   (@Vatican Media)

Strumenti e linguaggi nuovi

Infine, concludendo la sua riflessione, Leone XIV offre un ultimo insegnamento: quando si tiene “lo sguardo fisso su Gesù Cristo” sboccia “una fede radicata nel rapporto personale con Lui”, “che si fa testimonianza, capace di trasformare la vita e rinnovare la società” e da porgere con nuove modalità.

Questa fede ha bisogno di essere annunciata con strumenti e linguaggi nuovi, anche digitali, e ad essa tutti devono essere introdotti e formati con continuità e creatività. Ciò vale in particolare per coloro che si stanno aprendo all’incontro con Dio, ai catecumeni e ai ricomincianti, verso i quali vi raccomando un’attenzione particolare. 

Guarda il video integrale dell'incontro di Leone XIV con la comunità cattolica del Principato di Monaco

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28 marzo 2026, 12:15