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Bambini tra le macerie di Gaza Bambini tra le macerie di Gaza

Il Papa: gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla guerra possano convertirci

Lettera di Leone XIV indirizzata al direttore di “Avvenire”, Marco Girardo, e rivolta ai lettori di “Popotus”, l’inserto settimanale dedicato a più piccoli che celebra il 30.mo anniversario. Il Pontefice invita a non lasciare che i bambini credano di poter trovare nei chatbot dell’IA “i migliori amici” o “l'oracolo di ogni sapere”, impigrendo “intelletto e capacità relazionale”. “Per rimanere umani – afferma - abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà”

Vatican News

“In questi giorni di grande preoccupazione per le guerre che minacciano il futuro dell’umanità”, bisogna guardare ai bambini perché i loro occhi “smarriti” portino a una vera conversione e bisogna tornare anche un po’ bambini, avendo cioè gli “occhi puri” per guardare alla realtà così da “rimanere umani”. È quanto scrive Papa Leone XIV in una lettera ai lettori di Popotus, l’inserto settimanale di Avvenire dedicato ai più piccoli che celebra trent’anni dal suo primo numero del 23 marzo 1996.

I pericoli dell'era digitale e dell'IA

Nella missiva, indirizzata al direttore Marco Girardo, il Papa ringrazia per il lavoro di diffusione tra i più piccoli delle notizie di attualità: “Quelle buone che ci incoraggiano e quelle cattive che possono insegnarci a non ripetere più gli stessi errori”. Proprio con lo sguardo su quest’epoca, il Pontefice invita genitori e insegnanti a proteggere i bambini “da un'idea disumana dell'informazione e dell'educazione”.

Tutti, specialmente oggi, nell'era digitale e dell'intelligenza artificiale, abbiamo bisogno di un'educazione permanente. E per rimanere umani abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà.

Il Papa lancia un chiaro monito a non lasciare “che i bambini finiscano con il credere di poter trovare nei chatbot della IA i loro migliori amici o l'oracolo di ogni sapere, impigrendo il loro intelletto e la loro capacità relazionale, intorpidendo la loro creatività e i loro pensieri”. “Dobbiamo custodire la loro infanzia – esorta Leone - e guidare la loro crescita perché siano protagonisti di un mondo rinnovato”.

Restituire bellezza al mondo

Infattirestituire al mondo la sua bellezza è possibile”, assicura Leone XIV rivolgendosi ai più piccoli. “Voi potete aiutare i più grandi a vederlo - proprio attraverso questo giornale pensato per voi - con rinnovato stupore nella sua grazia, a pensarlo con fiducia, e costruirlo senza pregiudizi.

“Crescendo”, scrive ancora il Papa rivolgendosi ai lettori di oggi e ricordando quelli di ieri, ormai ultratrentenni, “scoprirete cose sempre nuove, costruirete voi stessi cose nuove; ma ci sono cose che dovrete sempre custodire di questi vostri primi anni di vita: la fiducia in chi vi vuol bene, il linguaggio universale dell'amore, la forza disarmante del sorriso, il coraggio di chiedere scusa, la bellezza di fare la pace”.

Uno sguardo con occhi puri

Il Papa rammenta le parole di Gesù ai suoi discepoli: “Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”. Un messaggio che è valido ancora oggi: “Essere come bambini – sottolinea infatti - non è tornare indietro, ma custodire una chiave per vedere l'essenziale di ogni cosa, per trovare risposte sorprendenti anche alle domande più difficili”.

Forse solo guardando gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla barbarie della guerra possiamo convertirci. Reimparare a guardarci negli occhi e a guardare il mondo con occhi puri.

Da qui un grazie a genitori e insegnanti per la “cura” e l’“amore” nell’educare i loro piccoli “compagni di strada” e l’invito ad aiutarli sempre più “a tirare fuori la bellezza che hanno dentro, e a esprimerla in modi sempre nuovi, relazionandosi con la storia, con la memoria, con la vita. Ognuno secondo la propria unicità, che è un dono di Dio”.

 

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22 marzo 2026, 08:00