Dal Papa donne palestinesi e israeliane in difesa delle famiglie del Medio Oriente
Fabrizio Peloni - Città del Vaticano
“Nella solennità dell’Annunciazione del Signore e a pochi giorni dalla Settimana Santa, viviamo il sì libero di Maria come un esempio da seguire nelle difficoltà di tutti i giorni, per difendere tutte le famiglie del Medio Oriente e costruire un futuro di pace”. Così Catherine Shomali e Hyam Tannous, una palestinese e l’altra israeliana, entrambe cristiane, descrivono l’emozione dell’incontro con il Papa all’udienza generale di oggi, 25 marzo, cui hanno partecipato insieme.
Le due donne erano in piazza San Pietro con altre quindici rappresentanti di “Mothers Call”, movimento che da alcuni anni ha dato vita in oltre trenta Paesi a marce a piedi nudi per chiedere un futuro di pace, libertà, uguaglianza, diritti e sicurezza per i figli e le generazioni future della regione mediorientale.
A piedi nudi in Piazza San Pietro
L’ultima “Barefoot walk”, si è svolta ieri pomeriggio, 24 marzo, a Roma. E stamani c’è stata la “sosta” in piazza San Pietro per ascoltare le parole di Leone XIV e condividere con lui il desiderio comune della pace. “Vogliamo la fine immediata e definitiva della violenza e l’avvio di negoziati in cui le donne, le madri palestinesi e israeliane, insieme, abbiano un ruolo determinante”. Parlano all’unisono la palestinese Reem Al-Hajajreh e l’israeliana Yael Admi — fondatrici rispettivamente di Women of the Sun e di Women Wage Peace, candidate al premio Nobel — che insieme hanno fondato “Mothers Call”. A piedi nudi hanno consegnato al Papa la dichiarazione comune su cui hanno basato il cammino congiunto. Nel testo — si legge — si esortano i leader “a dimostrare coraggio e lungimiranza per realizzare questo cambiamento storico, a cui tutti aspiriamo... e restituire la speranza ai nostri popoli”.
Il coraggio delle mamme ucraine
Accanto a loro altre madri, circa cinquanta, giunte dall’Ucraina per ricevere il conforto e la benedizione del Pontefice. Alcune hanno perso i figli in guerra, altre li hanno prigionieri e altre ancora vivono la preoccupazione di averli impegnati nella difesa del Paese. Tutte hanno al collo la bandiera nazionale. Alcune arrivano proprio da Lviv dove ieri pomeriggio l’esercito russo ha compiuto degli attacchi con droni, danneggiando anche il monastero dei Bernardini.
Dall’Indonesia la statua di Giuseppe d’Arimatea
Poco distante dai due gruppi di mamme, una delegazione della federazione dei giornalisti cattolici dell’Indonesia — accompagnata dal vescovo di Surabaya, monsignor Agustinus Tri Budi Utomo, che in seno alla Conferenza episcopale è responsabile della Commissione per la comunicazione — ha donato al Papa una statua di Giuseppe d’Arimatea.
Il centenario dell’incoronazione della Madonna dell’Agnena
In occasione del centenario dell’incoronazione da parte del Capitolo Vaticano (11 aprile 1926), la statua lignea della Madonna dell’Agnena, patrona dell’omonima parrocchia di Vitulazio, nell’arcidiocesi di Capua, è stata benedetta da Leone XIV alla fine dell’udienza. Presenti l’arcivescovo Pietro Lagnese, il parroco don Valerio Lucca, e circa 500 persone della comunità parrocchiale.
Un dipinto pieno di speranza per i ragazzi della cooperativa “Dal Barba”
Da Rovereto hanno incontrato il Papa alcuni dei ragazzi con autismo, con ritardo mentale e con sindrome di down assistiti dalla cooperativa “Dal Barba”. Gli hanno consegnato un dipinto in cui hanno rappresentato le loro speranze per il futuro centro “Dopo di noi”, visto che un incendio doloso ha distrutto la struttura che li avrebbe dovuti accogliere.
L’orchestra intitolata al beato Rosario Livatino suona in piazza San Pietro
La musica delle orchestre di due scuole medie italiane ha allietato i presenti in piazza prima dell’ingresso del Pontefice. Si trattava dell’orchestra intitolata al giudice beato Rosario Livatino proveniente da San Giovanni Gemini, nell’Agrigentino, esibitasi sulle note di Fratello Sole sorella Luna, e degli studenti di un Istituto di Sora, nel Frusinate, che hanno eseguito l’inno pontificio e la canzone Lo chiederemo agli alberi di Simone Cristicchi.
Volare alto non solo in un campo di volley
Infine particolarmente visibili in piazza i cappellini blu con la scritta «Volare alto» indossati da oltre cento membri della società veneta Benacus Volley Bardolino, fondata nel 1986 da Stefano Bianchini, che stamane ha salutato il Pontefice al termine dell’udienza, donandogli una targa commemorativa.
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