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Leone XIV: la Chiesa accoglie i figli offesi nella dignità con una proposta di vita piena

Nella Messa celebrata nella Chiesa di Santa Maria della Presentazione, Leone XIV si fa prossimo alla realtà di periferia della parrocchia, incoraggiandola a prendersi cura, “come una madre”, delle fragilità di coloro che bussano alla sua porta “senza condannarli, anzi accogliendoli - afferma - ascoltandoli e sostenendoli di fronte al pericolo”

Benedetta  Capelli - Roma

C’è ancora luce, segno di una primavera sempre più inoltrata, quando il Papa esce dai locali della parrocchia, dopo gli incontri con le famiglie più fragili e gli ammalati,  e in processione entra in chiesa per celebrare la Messa. A concelebrare il cardinale Baldo Reina, vicario del Pontefice per la diocesi di Roma, il parroco don Paolo Stacchiotti, e gli altri sacerdoti che animano la vita di Santa Maria della Presentazione a Torrevecchia,  don Jokens Antony e don Richard Kenneth.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'OMELIA DI PAPA LEONE XIV

Nei banchi ci sono i fedeli protagonisti della vita di questa chiesa di periferia e che, con il loro servizio volontario, cercano di arginare le difficoltà che si vivono. Anche il Papa le ricorda nella sua omelia incentrata sul dialogo di Gesù con la samaritana al pozzo. Un episodio che sembra rispondere al bisogno di “acqua nuova” che il Signore suscita nel cuore di ogni uomo. Il Vangelo infatti, afferma il Vescovo di Roma, “oltre che parlare a noi, parla di noi” e parla ad “un territorio con diverse sfide".

Non mancano situazioni di marginalità che preoccupano, povertà materiali e morali. Anche gli adolescenti e i giovani rischiano di crescere ingannati da venditori di morte o disillusi sul futuro. Tanti stanno aspettando una casa, un lavoro che assicuri una vita dignitosa, ambienti sicuri dove potersi incontrare, giocare, progettare insieme qualcosa di bello.

la processione d'ingresso della Messa del Papa a Torrevecchia
la processione d'ingresso della Messa del Papa a Torrevecchia   (@Vatican Media)

Assetati di speranza

Un quadro a tinte forti: ma è proprio nell’acqua che disseta, nel “pozzo del Vangelo” che qualcosa cambia.

In questa parrocchia arrivano uomini e donne feriti nell’animo, offesi nella dignità e assetati di speranza. A voi il compito, urgente e liberante, di mostrare la prossimità di Gesù, la sua volontà di riscattare la nostra esistenza dai mali che la minacciano con una proposta di vita giusta, vera, piena.

La Chiesa madre

Il Papa indica la via alla comunità cristiana a partire dall’Eucaristia, tornando alla Parola che “zampilla in noi – afferma - come fonte di verità” e capace di aiutare “ciascuno ad aprire gli occhi, per saper valutare con saggezza ciò che è bene e ciò che è male, formando così coscienze libere e adulte”.

Vi incoraggio a fare in modo che le attività parrocchiali siano segno di una Chiesa che – come una madre – si prende cura dei propri figli, senza condannarli, anzi accogliendoli, ascoltandoli e sostenendoli di fronte al pericolo.

L'omelia di Papa Leone XIV
L'omelia di Papa Leone XIV   (@Vatican Media)

Andare avanti con fiducia

Fiducia è la parola che Leone consegna a Torrevecchia; fiducia nel Signore che è accanto e che, come ha fatto con la samaritana, libera con il suo sguardo misericordioso dalle ferite, facendosi “dono” di vita e rendendo chi lo accoglie “una sorgente di verità”. L’invito è di riscoprire in Quaresima la grazia del Battesimo che, “come una porta”, ha introdotto alla fede e alla vita cristiana. “Il Signore – aggiunge il Papa – ci accompagna sempre, lì dove viviamo e così come siamo”, perdonando e “rendendoci capaci di diventare a nostra volta dono per i fratelli”.

Cari fratelli e sorelle, andate avanti con fiducia! In ogni situazione, il Signore cammina con noi e ci sostiene lungo la strada. La Vergine Santissima accompagni sempre i vostri passi nella fede, e vi doni la gioia di essere umili e coraggiosi annunciatori del suo Vangelo.

Al termine della Messa, il parroco don Paolo Stacchiotti dona al Papa una copia della Madonna Pellegrina che, durante il mese di maggio, viene portata in pellegrinaggio all'interno del quartiere di Bastogi, dove da trent'anni vivono Silvia e Donatella, due laiche consacrate della Fraternità dell’Incarnazione.

Un'altra immagine della Celebrazione
Un'altra immagine della Celebrazione   (@Vatican Media)

Il saluto fuori dalla parrocchia

"Un'ultima parola" il Papa la rivolge a tutti i presenti fuori sul sagrato, quando a Roma già è calato il buio della sera. Parole di ringraziamento, da parte del Pontefice, anzitutto al Signore e poi ai fedeli "di questa bellissima parrocchia". "Un incontro così tutte le domeniche dovremmo viverlo", dice Leone, esortando quanti oggi sono giunti a Santa Maria della Presentazione a essere così numerosi "tutte le domeniche": "Tutte le domeniche ci sia un incontro col Signore con questo stesso entusiasmo, con la felicità, con la gioia di sapere che Dio ci ama, Dio è con noi, Dio vuole che siamo tutti operatori di pace nel mondo", esclama il Papa, tra gli applausi della gente. E dal quartiere di Torrevecchia si congeda  lasciando la benedizione di Dio e l'incoraggiamento "a vivere sempre la fede".

“Siate sempre testimonianza della vicinanza di Dio nella nostra vita”

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08 marzo 2026, 17:30