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Il Papa a Torrevecchia: tutti possiamo essere costruttori di pace e di riconciliazione

Leone XIV arriva nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione, penultima visita quaresimale nelle chiese della diocesi di Roma. Nel primo incontro con i bambini del catechismo e gruppi giovanili, li esorta a rifiutare la violenza e ad accogliere Gesù, aprendosi agli altri. Abbraccia malati e anziani, e ai volontari dice: siete il segno dell'amore di Dio per i più vulnerabili

Benedetta Capelli – Roma

Quarantaquattro anni dopo, il Successore di Pietro torna a Torrevecchia in una giornata di sole. Il suo vestito bianco spicca appena scende dall’auto poco prima delle 16 ed immediato si avverte l’entusiasmo di chi lo attende da ore nel piazzale della Chiesa di Santa Maria della Presentazione, quadrante ovest di Roma. Una Chiesa viva, l'ha definita il parroco don Paolo Stacchiotti, arrivato qui da pochi mesi ma che chiaramente ha avvertito questa vitalità in un contesto complesso in cui, ci tiene sempre a ripeterlo, la gente cerca riscatto. Il Papa è accompagnato dal cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldo Reina, presente anche il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento.

Grazie per l’accoglienza

Nel 1982 Giovanni Paolo II aveva celebrato in un garage, oggi Leone XIV trova una struttura moderna nata intorno agli anni 2000. Sono tanti i bambini che a maggio faranno la Prima Comunione, assiepati vicino le transenne con le bandierine con i colori del Vaticano in mano, ci sono gli scout e poi le famiglie che accompagnano i loro figli nel cammino di fede. Tra di loro anche alcuni bambini ucraini vestiti in abiti tradizionali e assistiti dall'adiacente Basilica di Santa Sofia, cuore della solidarietà verso il martoriato Paese in guerra. Portano una lettera per lui e un cartellone con tante frasi di affetto e con la richiesta di preghiere per l'Ucraina. 

 Buonasera a tutti! E bentrovati! Sono molto contento di trovarmi qui con voi, in questa parrocchia della Presentazione, e grazie per questa accoglienza!

Il cartellone dei bambini ucraini
Il cartellone dei bambini ucraini

Costruttori di pace

Poco prima del suo saluto, Emanuele di 10 anni ed Emma di 11 leggono al Papa i loro pensieri messi su carta. “Ci è battuto il cuore” dicono alla notizia del suo arrivo, chiedono speranza “in un futuro più bello e in un mondo migliore di quello che stiamo vivendo”. A Leone XIV chiedono ancora “qualche consiglio” per prepararsi all’incontro con Gesù. Anita ed Emanuele sono del gruppo scout e consegnano al Vescovo di Roma una busta con alcune lettere. Ana e Valerio, del gruppo giovani, chiedono come diventare gli uni per gli altri compagni di strada nei momenti bui. Sono molti gli incoraggiamenti che Leone offre, ma soprattutto alcuni toccano nel profondo in questo tempo di conflitti e di grande preoccupazione.

Vorrei invitare tutti a riconoscere che tutti noi possiamo essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione. Quanto è importante questo!

Il Papa saluta i fedeli di Santa Maria della Presentazione
Il Papa saluta i fedeli di Santa Maria della Presentazione   (@Vatican Media)

No al bullismo

Il Papa sprona anche i bambini più piccoli a “fare la pace con l’amico, con l’amica, con i compagni, quando ci sono delle difficoltà nel gruppo, delle differenze di opinioni”. Esorta a rifiutare il bullismo.

Rifiutare tutte quelle forme di violenza, di odio, cose che causano divisione, e cercare di essere tutti noi promotori di pace, promotori della riconciliazione nel mondo di oggi. Così, da piccoli, tutti possiamo imparare ad essere costruttori di pace, qualcosa veramente necessaria nel nostro mondo oggi.

Il saluto del Papa ad alcuni fedeli
Il saluto del Papa ad alcuni fedeli   (@Vatican Media)

“Qualcuno bussa al tuo cuore”

Rispondendo poi ai bambini della Prima Comunione, Leone XIV racconta che poco prima di uscire da casa ha preso in mano un libro che ha come titolo “Qualcuno bussa al tuo cuore” di Mario Delpini e i vescovi delle Chiese di Lombardia, una lettera sulla preghiera per vivere la propria vocazione. Da qui l'invito a bussare al cuore di Gesù. 

Sarà Gesù che arriva a casa tua, nel tuo cuore, nella tua vita. Noi dobbiamo tutti essere pronti ad aprire la porta per trovare Gesù che ci aspetta.

Testimoni nel mondo

“Gesù vuole arrivare da noi, a casa nostra, in famiglia, tra gli amici – afferma il Papa - e soprattutto nella preghiera”. Invita a parlare con Lui, ad affidare preoccupazioni, difficoltà, dolori ma anche a riconoscerlo nelle persone che soffrono, “trovare Gesù anche nella nostra generosità, nei nostri atti di carità” e anche in amicizia.

Una delle cose molto belle di questa parrocchia è proprio che qui è una specie di “giardino” dove le persone possono venire e trovare Gesù Cristo, trovare una comunità di fede, trovare l’aiuto di cui hanno bisogno. E quindi tutti noi, in questo senso, possiamo partecipare nelle diverse attività della parrocchia per essere una luce, una testimonianza nel mondo.

L’incontro si chiude con la recita del Padre Nostro. A seguire il Papa abbraccia famiglie in difficoltà economica e malati prima di recarsi in chiesa per la celebrazione della Messa.

La benedizione di Papa Leone
La benedizione di Papa Leone   (@Vatican Media)

“Un piccolo conclave” 

Nell’incontro con gli anziani e le persone malate, Papa Leone esprime la sua gioia per la “bellissima accoglienza”, di essere presente insieme al cardinale vicario Baldo Reina e al cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento. Il Pontefice ricorda anche la presenza di monsignor Stefano Sparapani, vescovo eletto ausiliare di Roma. 

Oggi facciamo un piccolo “conclave”, ci sono due cardinali accanto a me, che mi accompagnano

E ricorda anche i suoi 10 mesi dall’inizio del magistero, “da quando - dice - sono stato chiamato, eletto a servire come Vescovo di Roma”

L'incontro del Papa con anziani, malati e famiglie in difficoltà
L'incontro del Papa con anziani, malati e famiglie in difficoltà   (@Vatican Media)

La dignità di essere figli di Dio anche nella fragilità

Salutando i volontari della Caritas, Leone XIV li chiama “segni dell’amore di Dio alle persone tante volte più vulnerabili: quelle che soffrono, per età, per malattia, per situazioni sociali, perché sono emigrati, perché non hanno il necessario per vivere”.

Vorrei sottolineare una cosa: ognuno di voi, anche la persona più anziana, la persona più malata, la persona più debole, ognuno di voi ha tantissimo valore, perché tutti siamo creati a immagine di Dio, tutti condividiamo questa dignità di essere figli e figlie di Dio. E tante volte il mondo di oggi vorrebbe farci dimenticare questo fatto, ma non è così. 

La grande famiglia di Dio

Figli che sono un tutt’uno, come famiglia che insieme ha “un grandissimo valore, perché siamo figli di Dio, creati a Sua immagine, amati da Dio, e allora chiamati, anche noi, a condividere questo amore con gli altri”. Il Papa lo definisce “Un valore grandissimo nel mondo di oggi”. 

Avanti, anche forse con il dolore, l’età, la malattia, tante sofferenze, sapendo che siete amati da Dio, e che questi gesti che vediamo, tanto importanti, attraverso la Caritas, la parrocchia, ci aiutano ad essere davvero la grande famiglia di Dio, presenza del suo amore, la sua vicinanza con tutti.

Un momento dell'incontro di Leone XIV con gli anziani della parrocchia
Un momento dell'incontro di Leone XIV con gli anziani della parrocchia   (@Vatican Media)

Chiesa in uscita

Un incrocio di date e coincidenze vengono messe in luce da Papa Leone nell’incontro con il Consiglio pastorale, avvenuto al termine della Messa. Il Pontefice ricorda che nel 1982, quando Giovanni Paolo II venne a Torrevecchia, lui diventava sacerdote a Roma e sempre in quell’anno tornava negli Stati Uniti, spostandosi poi in Perù e tornando di nuovo a Roma. “La storia – afferma il Vescovo di Roma - continua ad essere un segnale della presenza, della vicinanza del Signore”. Guardando al futuro, il Papa invita a guardare i doni del Signore, la grazia di rendere una comunità, “segno della presenza di Dio in un mondo che tante volte è lontano” dalla fede.

Vorrei lasciare un lavoro, una cosa che tutti dobbiamo fare: ed è precisamente essere una parrocchia che rappresenta questa Chiesa in uscita, quello che diceva tante volte Papa Francesco.

Un momento dell'incontro del Papa con il Consiglio pastorale
Un momento dell'incontro del Papa con il Consiglio pastorale   (@Vatican Media)

Il centro di Roma è qui

Il Papa invita a guardare alla “parte spirituale della parrocchia” e alla sua “dimensione missionaria” in un tempo in cui le famiglie si allontanano dalla Chiesa, i bambini, i ragazzi non ricevono il Battesimo, non conoscono il Signore, “perché – dice Leone - abbiamo perso qualcosa in ciò che chiamiamo la ‘trasmissione della fede’”. Un “regalo” che prima facevano i nonni, le mamme ma che oggi risulta sempre più complesso per la “mobilità” per i “cambiamenti della società”, perché “la vita è andata avanti” e manca il tempo “per conoscere Gesù, per conoscere la parola di Dio, per conoscere la bellezza di ciò che è vivere in fraternità, in comunità, ma anche vivere uniti a Gesù Cristo”. Il lavoro da fare è trovare la strada, accompagnare le persone.

Chiedo al Signore per tutti voi, che siete la Chiesa viva – questa Chiesa, questo quartiere – parlavamo di periferia oggi, siete il centro di Roma qui! Siete veramente dove il Signore ha voluto essere presente e ci ha convocati, ci ha chiamati ad essere questa presenza.

(ultimo aggiornamento domenica 8 marzo h 19.58)

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L'accoglienza per Papa Leone
08 marzo 2026, 17:10