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Leone XIV giunge in piazza San Pietro in papamobile tra le bandiere degli Sbandieratori e Musici "Federiciani" Puer Apuliae. Leone XIV giunge in piazza San Pietro in papamobile tra le bandiere degli Sbandieratori e Musici "Federiciani" Puer Apuliae.  (@Vatican Media)

Dal Papa con la speranza che in Africa germogli un seme di riconciliazione

All’udienza generale Leone XIV ripercorre nella catechesi le quattro tappe — Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale — del viaggio apostolico appena compiuto nel continente africano. Ad ascoltarlo, tra gli altri, il camerunese don Adolphe Ndouwe e l’ivoriano Kouame Koffi Guy-Rodrigue, vicerettore e diacono del seminario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) a Monza

Fabrizio Peloni - Città del Vaticano

Ascoltando Leone XIV ripercorrere nella catechesi le quattro tappe — Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale — del viaggio apostolico appena compiuto nel continente africano, don Adolphe Ndouwe e Kouame Koffi Guy-Rodrigue, rispettivamente vicerettore e diacono del seminario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) a Monza, hanno mostrato con sorrisi gioiosi e occhi commossi il viscerale legame con le proprie radici. Don Adolphe è infatti originario del Camerun, anche se sta per tornare nuovamente in Bangladesh come missionario, e Guy-Rodrigue, ivoriano, a giugno riceverà l’ordinazione sacerdotale e la sua terra di missione sarà la Guinea Bissau.

Gli auspici della visita del Papa sul continente africano

"Auspichiamo che l’effetto della visita del Papa e il messaggio di pace espresso nei suoi discorsi ottengano nel tempo un risultato permanente di speranza e di serenità per la vita politica e sociale dei vari Paesi visitati, e aiutino a debellare la sofferenza e la corruzione, male endemico in molte parti del nostro continente", afferma il sacerdote camerunese che ha accompagnato all’udienza i sette diaconi del Seminario del Pime — cinque indiani, uno zambiano, e appunto l’ivoriano — i quali, una volta divenuti sacerdoti, saranno inviati in Messico, India e Guinea Bissau.

Il Papa osserva piazza San Pietro durante l'udienza generale, cui hanno partecipato 25 mila fedeli.
Il Papa osserva piazza San Pietro durante l'udienza generale, cui hanno partecipato 25 mila fedeli.   (@Vatican Media)

La Madonna del Buon Consiglio per la pace in Medio Oriente

Seduti proprio accanto a loro, alcuni presbiteri che studiano a Roma e abitualmente si ritrovano per pregare insieme per la pace nel mondo e in particolar modo per il Medio Oriente, loro regione d’origine. Guidati in piazza San Pietro dall’agostiniano scalzo padre Harold Maurin Toledano e da Emiliano Eusepi della diocesi di Grosseto, vengono dal Libano, dall’Iraq, dalla Turchia e dalla Siria. E "portano nel cuore le sofferenze e le attese delle loro Chiese e dei loro popoli", racconta padre Toledano, sottolineando che, al termine dell’udienza generale, con il Pontefice hanno vissuto un breve momento di preghiera per la pace, "chiedendo la protezione della Madonna del Buon Consiglio — mostrando una copia dell’icona custodita nel santuario, affidato ai padri agostiniani, di Genazzano dove il 10 maggio 2025 Leone XIV ha effettuato la sua prima uscita pubblica dopo l’elezione — su tutto il Medio Oriente".

Perché non ci sia un’altra Chernobyl

A ringraziare il Papa per quanto affermato domenica scorsa, 26 aprile, al termine del Regina Caeli nel 40° anniversario dell’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, dall’Ucraina presente in piazza San Pietro una delegazione di oltre 45 “liquidatori”, ossia quelle persone che nei mesi successivi alla tragedia operarono per tentare di decontaminare il sito della centrale, con la costruzione di un sarcofago per contenere il reattore esploso. Tra loro il presidente dell’associazione Chernobyl-Fukushima, Andrii Kurchytskyi — all’epoca elicotterista addetto alla costruzione della cupola protettiva — il quale ha usato le stesse parole del Pontefice per auspicare un futuro in cui "ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace".

Dal Papa le mamme che hanno perso un figlio.
Dal Papa le mamme che hanno perso un figlio.   (@Vatican Media)

Rinascere dal dolore grazie alla fede

Quaranta tra mamme e papà  feriti dall’atroce perdita di un figlio, ma "rinati dal dolore grazie alla fede", hanno partecipato all’udienza generale con al collo la foto del "proprio tesoro volato in cielo". Fanno parte del gruppo “Mamme come Maria” — attivo dal 2011 nella diocesi di Sorrento - Castellammare di Stabia — e  hanno chiesto al Papa di indire una Giornata mondiale per i genitori che hanno vissuto questa terribile esperienza.

Il Pontefice ha poi salutato Ghislaine Henenquart, che il 5 febbraio scorso ha compiuto 102 anni ed è figlia di Edmond Cordier, annoverato nel 2025 tra i “Giusti tra le Nazioni”.

Questa mattina, alla destra del Papa per la prima volta durante l’udienza generale, era presente l’arcivescovo Petar Rajič, nominato prefetto della Casa Pontificia lo scorso 30 marzo.

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29 aprile 2026, 15:29