Leone XIV in Africa per il suo terzo viaggio apostolico
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Un saluto prima di entrare nell’aereo ITA e poi la partenza del volo alle ore 9.07 dallo scalo romano di Fiumicino e che lo ha portato nel grande continente africano dal 13 al 23 aprile, atterrando ad Algeri alle ore 9.49. Il Papa è in Algeria, primo Pontefice a visitare il Paese, alle 10 ore locali, un’ora indietro rispetto all’Italia. Prima tappa del suo terzo viaggio apostolico sulle orme di Sant’Agostino, poi Camerun, Angola, Guinea equatoriale.
Bandiere con i colori del Vaticano sventolano accanto a quelle algerine nello scalo Houari Boumédiène, il Papa arriva sotto la pioggia ma tra gli onori che gli riserva la Guardia d’onore con lo sparo di 21 colpi di cannone. Ad accoglierlo il Nunzio Apostolico, monsignor Javier Herrera Corona, e il presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmadjid Tebboune, con cui il Papa ha un breve incontro al Salon d’Honneur.
Il programma della giornata
Dopo la cerimonia di benvenuto, l’omaggio di Leone XIV al Monumento dei martiri Maqam Echahid, inaugurato nel 1982 per ricordare il ventesimo anniversario dell’indipendenza. Nel programma della giornata di oggi, 13 aprile, anche la visita di cortesia al presidente della Repubblica e l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Nel pomeriggio la visita alla Grande Moschea di Algeri e la visita privata al Centro di accoglienza e di amicizia delle suore agostiniane missionarie di Bab El Oued. Una tappa per rendere omaggio alla memoria di due religiose uccise il 23 ottobre 1994 durante la guerra civile algerina. La giornata si chiude infine con l’incontro con la comunità algerina.
Fratelli nella fede
Nel telegramma inviato in volo al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il Papa porge il suo saluto e assicura le preghiere “per il bene e la prosperità dell’intero popolo italiano”. Ricorda poi il suo viaggio nei quattro Paesi che toccherà compiuto nel “vivo desiderio di incontrare i fratelli nella fede e gli abitanti di quelle care Nazioni”. Nel messaggio di risposta, il capo di Stato italiano ha ringraziato il Papa sottolineando quanto l'Africa, il “continente giovane”, sia protagonista di cambiamenti e foriera di speranza. Mattarella ha poi evidenziato il legame con l'Europa e con l'Italia condividendo la responsabilità "di individuare assieme le risposte a tutte le sfide principali del nostro tempo, dalle ripercussioni di guerre e conflitti alla globalizzazione, dalle divisioni settarie alla pressione demografica e migratoria, dall’uso delle risorse naturali alla crisi climatica". Ricordando poi il valore della visita del Pontefice e il suo richiamo alla pace, il presidente si dice convinto che gli appelli del Papa contribuiranno ad "alimentare la consapevolezza dell’indispensabile contributo che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità dell’uomo".
(Ultimo aggiornamento, h. 11.28, 13 aprile 2026)
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