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Una delle abituali distribuzioni di beni alimentari al Centro Bartolo Longo, presso il Santuario di Pompei. Una delle abituali distribuzioni di beni alimentari al Centro Bartolo Longo, presso il Santuario di Pompei. 

L’altro volto di Pompei, il Papa nel Santuario della carità

Don Antonio Protano, responsabile delle Opere di Carità del luogo di culto mariano, spiega ai media vaticani le tante iniziative di solidarietà promosse oggi in quelle stesse strutture fatte costruire a fine Ottocento da san Bartolo Longo per dare alloggio agli operai. Leone XIV le conoscerà venerdì 8 maggio alle ore 9, durante la sua vita pastorale nella cittadina campana

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei non è solo un tempio della fede, visitato ogni anno da oltre due milioni di pellegrini. Dietro le quinte della dimensione devozionale della basilica mariana c’è l’“ospedale da campo”. Qui la Chiesa è in trincea, tutto il giorno, tutti i giorni. Anche quando, venuta la sera, sul quadro della Vergine, scende il drappo che lo copre fino al giorno successivo. Qui la Chiesa, proprio come voleva Papa Francesco, si sporca le mani accanto ai più fragili: madri in difficoltà, donne vittime di violenza, bambini con storie di sofferenza alle spalle, poveri senza nulla da mangiare. Una realtà con cui Papa Leone XIV entrerà in contatto, visitando venerdì 8 maggio il Santuario a pochi chilometri da Napoli. Il Pontefice incontrerà, poco dopo il suo arrivo, previsto attorno alle ore 9, il “Tempio della Carità”, un edificio fatto di pietre vive che si erge - meno visibile, ma altrettanto grandioso - accanto al più famoso Tempio della Fede di Pompei. “Siamo felici che il Vescovo di Roma potrà ammirarli entrambi”, commenta ai media vaticani don Antonio Protano, responsabile delle Opere di Carità del Santuario di Pompei.

Don Antonio Protano, responsabile delle Opere di carità, al Centro Beata Vergine.
Don Antonio Protano, responsabile delle Opere di carità, al Centro Beata Vergine.

Don Protano, può spiegare brevemente che tipo di iniziative di solidarietà vengono promosse dal Santuario di Pompei?

Certamente. Il “Tempio della Carità” nasce come eredità di quelli che erano i vecchi orfanotrofi, o rifugi per orfanelle, o per i carcerati. Abbiamo la “Casa Emanuel”, dedicata all’accoglienza per gestanti e madri con bambini che si trovano in difficoltà. Poi abbiamo due centri oratoriali semiresidenziali. Uno gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane, i Lasalliani, e un altro dalle Figlie del Santo Rosario di Pompei, fondate da Bartolo Longo. Poi abbiamo la realtà del Centro di Aiuto alla Vita, dove mensilmente vengono assistite famiglie che hanno difficoltà a portare avanti la maternità. Inoltre c'è la “Mensa Papa Francesco”, che ogni giorno serve pasti caldi alle persone che si trovano attualmente in difficoltà, italiani o stranieri. In più abbiamo cinque case famiglie: due sono gestite dalla Fraternità di Emmaus, due dalla Società Papa Giovanni XXIII e una dalla Fondazione “Chiara Luce”. Ecco, queste sono le realtà che rappresentano l’impegno caritativo di Pompei e al contempo portano avanti il carisma del fondatore, Bartolo Longo.

Un incontro al Centro per l'Aiuto alla Vita.
Un incontro al Centro per l'Aiuto alla Vita.

Dove si trovano queste strutture?

Le cinque Case Famiglia sono presso il Santuario. È un complesso costruito tanti anni fa per dare alloggio agli operai che lavoravano alla costruzione della chiesa. Quindi questo fabbricato è stato messo a norma, ristrutturato e attualmente ospita le cinque Case Famiglia. Mentre nell'Istituto “Bartolo Longo”, di fronte al Santuario, c'è il centro residenziale tenuto dai Fratelli delle Scuole Cristiane. C'è anche la Caritas Diocesana, nello stesso edificio. Mentre l'altro centro oratoriale tenuto dalle Suore, così come la Casa Emanuel per madri e bambini, è all'interno del centro educativo “Beata Vergine”, che si trova proprio nel perimetro del Santuario. Diciamo che abbiamo al centro il Tempio della Fede e intorno al Santuario sono nate queste Opere di Carità.

Quali di queste iniziative Leone XIV potrà conoscere?

Il Papa, arrivando a Pompei, appena scenderà dall'elicottero presso l'area meeting del Santuario, incontrerà nella “sala Luisa Trapani” tutte le Opere di Carità di Pompei. Conoscerà i bambini che sono accolti ogni pomeriggio nei centri oratoriali, le mamme con i bambini, gli ospiti della mensa. Incontrerà tutti e ascolterà tre testimonianze. Una da parte di una persona ospite della Casa Famiglia per madri e bambini. Una di una coppia di sposi che ha adottato un bambino con disabilità. Infine, la testimonianza di una donna sulla sedia a rotelle.

La "Mensa Papa Francesco" per i poveri.
La "Mensa Papa Francesco" per i poveri.

Attraverso quali percorsi queste persone arrivano qui?

Per quanto riguarda i minori, ospiti della Casa Famiglia, collaboriamo naturalmente con il Tribunale dei minori che ci presenta le esigenze del territorio. Per quello che riguarda i centri oratoriali, le famiglie che hanno difficoltà ad accompagnare i figli a scuola, ad accompagnarli nei compiti, a tenerli durante la giornata, li portano qui al mattino nei nostri centri educativi. Di loro si prendono cura le Suore e i Fratelli delle Scuole Cristiane che li accompagnano a scuola, li fanno pranzare, li aiutano nello svolgimento dei loro compiti scolastici, li coinvolgono in qualche attività ricreativa. La sera infine tornano a casa. Mentre per quanto riguarda le madri in difficoltà, oppure donne che hanno subito violenza o minori, queste esigenze passano attraverso il Tribunale dei minori.

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06 maggio 2026, 14:13