Dal Papa con uno sguardo di amore, rispetto e compassione
Fabrizio Peloni - Città del Vaticano
Storie “lungimiranti” di fraternità e amicizia, di coraggio e condivisione, di difesa delle tradizioni così come delle future generazioni, anche e soprattutto quelle più fragili. Sono le testimonianze raccolte questa mattina, 17 giugno, in Piazza San Pietro durante l’udienza generale in cui il Papa ha ripercorso le tappe del suo recente viaggio apostolico in Spagna, il quarto del Pontificato.
La gioia di due religiose
“Alziamo lo sguardo! Impariamo da Gesù a guardare il prossimo, la gente, il mondo “con gli occhi di Dio”, cioè con amore, rispetto e compassione”, ha detto Leone XIV nella catechesi, riprendendo il motto che ha contraddistinto la visita nel Paese Iberico. “Che emozione vedere il Papa nella mia terra! E quelle parole ai migranti, che grande forza!”. Così suor Amalia Martin Vilchez, Figlia di Cristo Re, ha raccontato la gioia di ascoltare come il Pontefice in Piazza San Pietro ha ricordato la visita in Spagna. E vivere questa esperienza insieme a suor Marie Bernadette Guillot, originaria della Normandia, appartenente alla Congrégation de la Providence de Lisieux, sua grande amica dal 1988 quando entrambe erano missionarie in Senegal, “è una gioia donataci dal Signore”. “La nostra — racconta suor Amalia — non è solo una storia di consacrate, di suore, ma soprattutto di amicizia. Dicevo proprio a suor Maria Bernadette che sono molto devota alla provvidenza del Signore: il suo amore si manifesta in gesti concreti, pieni di fiducia. Per questo mi riempie di gioia poter essere qui all’udienza oggi”.
La gratitudine dei seminaristi dalla Catalogna
Dalla diocesi di Terrassa, in Catalogna, venti giovani seminaristi hanno ringraziato il Papa per aver “portato nella nostra regione e nel nostro Paese il messaggio dell’unità e della pace, il messaggio del Vangelo”, e per “aver riconosciuto l’importanza della ricchissima tradizione cattolica europea e spagnola in particolare, ricordandoci le giuste priorità, come quella di alzare lo sguardo verso il Signore e non verso le cose materiali”, come affermato dal diacono Eduardo Camerun, e da Federico Boccardo, giovane seminarista.
Il valore della preghiera del Rosario
Sette monaci benedettini olivetani dell’abbazia dei Santi Nicola e Paolo VI, a Rodengo, hanno chiesto a Leone XIV di benedire la statua della Madonna del Rosario, venerata nella badia. Dom Cristoforo Zajchowski, il priore, ha “ringraziato il Santo Padre per la visita e la preghiera del Santo Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, ponendo così l’accento sulla vita monastica e sulla testimonianza contemplativa dei monaci, un esempio di sinodalità”. Sempre a testimonianza della preghiera del rosario, dagli Stati Uniti d’America la signora Blythe Kaufman, accompagnata dal figlio Asher, giovane seminarista della diocesi di Hartford, ha presentato al Papa “Children’s Rosary”, il movimento laico da lei fondato 15 anni fa, e oggi presente in 53 Paesi, che promuove momenti di preghiera per bambini nelle parrocchie, nelle scuole e negli orfanotrofi. Al termine dell’udienza hanno donato al Papa un libro contenente le testimonianze di tanti piccoli che vivono questa esperienza, e di sacerdoti che nelle parrocchie ospitano l’iniziativa.
Il dono del pallone ufficiale dei mondiali di calcio
Gli ambasciatori presso la Santa Sede di Messico, Stati Uniti d’America e Canada, congiuntamente, hanno portato in dono al Pontefice il pallone ufficiale dei mondiali di calcio iniziati giovedì scorso 11 giugno proprio nei tre Paesi americani. I tre diplomatici, con questo omaggio, hanno voluto “celebrare la forza dello sport come strumento di pace, fraternità, rispetto e unità tra i popoli”.
Lo scambio del proprio tempo
A testimoniare un’esperienza di coraggio è stato il vescovo dell’eparchia di Piana degli Albanesi, Raffaele De Angelis, che dalla Sicilia ha accompagnato in piazza una delegazione di circa 90 membri dell’Associazione Banca del Tempo – “Insieme Ore per Hora”, che opera nei locali dell’episcopio. “Tra i soci — racconta il vescovo — c’è un vero e proprio scambio del tempo: ognuno offre la propria disponibilità per piccoli servizi, mettendo a frutto i propri saperi senza alcun pagamento in denaro”, promuovendo “una cultura della gratuità che costituisce un valido antidoto alla mafia, alla logica della sopraffazione e del profitto illecito, creando relazioni umane sane fatte di fiducia reciproca e coesione”.
Percorsi per ragazzi con disabilità intellettive
Una decina di ragazzi con disabilità intellettiva coinvolti nel progetto G.I.O.I.A. (Giovani, inclusione, occupazione, impegno, accoglienza) — promosso a Roma dal Sovrano Militare Ordine di Malta, la sua Ambasciata presso la Santa Sede e la Cooperativa Sociale Integrata DiversaArte — accompagnati dall’ambasciatore Antonio Zanardi Landi e dalla sua consorte, hanno salutato il Papa al termine dell’udienza. “Grazie a questo progetto i ragazzi possono sperimentare percorsi di autonomia abitativa e formativa, acquisendone competenze professionali utili per il settore turistico e alberghiero, e al tempo stesso, stringendo relazioni, diventano protagonisti attivi del proprio futuro”, ha affermato il diplomatico.
La tutela delle tradizioni popolari
Come custodi delle tradizioni popolari, in maniera particolare quelle fiorentine, una delegazione della Società San Giovanni, in vista delle celebrazioni patronali che ogni anno si svolgono a Firenze il 24 giugno, memoria liturgica di San Giovanni Battista, ha partecipato all’udienza generale. Per l’occasione Claudio Bini, l’attuale presidente della Società che da 230 anni è impegnata in un prezioso lavoro di tutela dell’identità e della memoria fiorentina, ha donato al Pontefice il riconoscimento “Bel San Giovanni”, realizzato da una rinomata bottega orafa.
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