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Papa Leone XIV in Piazza San Pietro Papa Leone XIV in Piazza San Pietro

Dal Papa per dimostrare che la musica è via per la pace

All’udienza generale il ritmo e i balli della “Alleluya band”, dal Malawi, e il suono dell’orchestra del Centro Artístico Solidario Argentino con l’opera “Rezo del mundo”, comprendente frammenti di preghiere di varie religioni, hanno testimoniato a Leone XIV come la musica sia ponte tra culture e realtà diverse, e via per la pace.

Fabrizio Peloni – Città del Vaticano

"La musica come la pace è donna, e come la pace è disarmata e disarmante, e quando nei concerti pronunciamo la parola 'pace' i cuori delle persone si aprono alla solidarietà fraterna e gioiosa". Lo confida il monfortano Mario Pacifici che, in occasione dei 50 anni di sacerdozio e di missione nel Malawi, ha accompagnato all’udienza generale di oggi, 24 giugno, — l’ultima e probabilmente anche la più calda di giugno — una ventina dei componenti della “Alleluya band”, nata nel Paese africano pochi mesi dopo il suo arrivo. 

Il Papa con i componenti della “Alleluya band”
Il Papa con i componenti della “Alleluya band”   (@Vatican Media)

"In questa piazza cantiamo la vita con gioia e nel nostro tour in Italia vogliamo offrire un prezioso scambio di ricchezze umane e culturali, cercando di raccogliere fondi per aiutare l’Andiamo Comfort Community Hospital di Balaka", spiega il religioso, sottolineando che “Yamika”, il titolo del tour, "vuol dire che desideriamo 'ammirare e ringraziare' insieme le meraviglie di bellezza in noi e attorno a noi, in questo mondo colpito da odio e guerre".


L'arte come strumento di inclusione

Sulla potenza della musica, ponte tra culture e realtà diverse, e tramite per un riscatto di tanti giovani provenienti da luoghi o situazioni di disagio, si esprime anche Mailen Ubiedo Myskow, direttrice d’orchestra e presidente del Centro Artístico Solidario Argentino. La donna racconta che "il gruppo intende l’arte come strumento di inclusione, trasformazione e comunità". Per questo, ne "fanno parte giovani poco più che ventenni provenienti dalle 'Villas' e dai 'barrios', che grazie a questo progetto stanno apprendendo, e per fortuna non solo loro, quanto nella dimensione artistica non sia importante il luogo di nascita". L’orchestra che in piazza ha eseguito l’opera “Rezo del mundo”, comprendente frammenti di preghiere di varie religioni, domani — con il supporto dell’Ambasciata di Argentina presso la Santa Sede — si esibisce nella Chiesa degli artisti in piazza del Popolo e sabato presso la chiesa nazionale spagnola di Santiago e Montserrat, in via di Monserrato.

Il Papa con i membri del Centro Artístico Solidario Argentino
Il Papa con i membri del Centro Artístico Solidario Argentino   (@Vatican Media)

"Icone senza confini"

Nella Giornata internazionale delle donne impegnate nella diplomazia, sono state donate al Papa due icone: “Madre non piangere per me” e “Madre del Soccorso”. Le ha realizzate la polacca Mariola Zajączkowska Bicho. "La prima opera è dedicata alla strage di Cutro, in cui persero la vita 94 migranti, di cui 34 minori; mentre la seconda è stata pensata per la diocesi di Chiclayo, in Perú", afferma l’artista promotrice del progetto “Le icone senza confini”, con il quale ha offerto icone, mosaici o vetrate per comunità, missioni o piccole chiese locali che non potrebbero dotare i propri luoghi di culto di oggetti d’arte sacra. "È molto importante che chi guarda le icone possa costruire una relazione profonda e personale con Dio, basata sull’amore e sulla misericordia", dichiara ancora la donna, le cui opere sono arrivate fino in Siria, in Mongolia, nella chiesa del campo profughi Bidi Bidi, in Uganda, dove si trovano trecentomila sudsudanesi e operano i missionari verbiti per i quali ha dipinto un’icona di sant’Arnoldo Janssen.

L'impegno delle donne nella Chiesa

E proprio dall’Africa, precisamente dalla Tanzania, 40 donne dell’Associazione Wawata, in rappresentanza delle quasi 15.000 che ne fanno parte, hanno concluso in piazza San Pietro il loro pellegrinaggio di fede in Europa dopo essere state a Lourdes, a Saragozza, Barcellona e Fátima. Accompagnate da don Alister Makubi — responsabile della Pastorale in seno alla Conferenza episcopale del Paese africano —, hanno testimoniato a Leone XIV il loro impegno, all’interno della Chiesa del proprio Paese, nella formazione e per la difesa dei valori della famiglia e per la cura del creato, ponendo attenzione alla tutela delle generazioni più giovani, spesso vittime di violenza, e al rispetto della libertà di culto, difendendola come fondamento su cui poggiare un futuro di fraternità e pace.

Il Papa con i membri dell’Associazione Wawata
Il Papa con i membri dell’Associazione Wawata   (@Vatican Media)

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24 giugno 2026, 14:30