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Giovani durante un incontro di preghiera Giovani durante un incontro di preghiera

Leone XIV ai giovani: la felicità non nasce dai social ma dall’incontro con Dio

Nel videomessaggio per il 50. mo anniversario delle Steubenville Summer Youth Conferences, il Papa invita a riscoprire l’eredità di San Francesco d’Assisi. La vera pace è un dono di Dio da portare nel mondo, mentre la gioia perfetta non si trova nei beni materiali o scrollando sul cellulare, ma nella relazione viva con Cristo. L’incoraggiamento a seguire con fiducia la propria vocazione

Lorena Leonardi – Città del Vaticano

Diventare strumenti di pace “portandola alle nostre famiglie, alle nostre comunità, ai nostri Paesi e al mondo intero”. È il mandato che Leone XIV affida ai giovani riuniti in diversi luoghi degli Stati Uniti d’America in occasione delle Steubenville Summer Youth Conferences. Nel cinquantesimo anniversario dell’evento promosso dall’Università francescana di Steubenville, nell'Ohio, e nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, il Papa sceglie di aprire con una riflessione sul Poverello d’Assisi il videomessaggio, in lingua inglese, trasmesso nella serata di oggi, 19 giugno.

Sarebbe opportuno riflettere sul messaggio che san Francesco potrebbe dare ai giovani oggi”, dice il Pontefice, immaginando che “potrebbe parlarci di molte cose, ma specialmente della pace autentica e della perfetta letizia”, temi che sono stati “una parte importante” della sua vita.

La pace autentica

Chi avesse incontrato nel XIII secolo San Francesco per le strade di Assisi, avrebbe visto un uomo con un sorriso “sereno e amorevole” pronunciare il saluto “Pace e bene” esprimendo “uno dei desideri che aveva nel cuore”.

Anche noi possiamo domandarci: desidero la vera pace per coloro che entrano in contatto con me? Tratto gli altri in un modo che porti loro pace?

“Non è sempre facile”, riconosce Leone XIV, e capita che il nostro comportamento susciti, anche in coloro che amiamo, “frustrazione e conflitto invece che pace”. Però va tenuto a mente che san Francesco riuscì a “seminare” pace “non per i propri sforzi, ma perché possedeva dentro di sé la fonte della vera pace”. Quest’ultima, ribadisce, è “un dono di Dio”, del quale farsi strumenti in ogni ambito della vita. Dal Papa ai giovani l’invito “ad approfittare dei momenti di silenzio durante questa conferenza per scoprire la pace di Cristo”.

La perfetta letizia, gioia sorprendente

Quindi il Vescovo di Roma approfondisce l’altro tratto caratterizzante san Francesco, insieme alla pace autentica: la perfetta letizia.

San Francesco era anche conosciuto come persona particolarmente gioiosa. Si rallegrava della bellezza del creato, della bontà e della misericordia infinite di Dio, della conversione dei peccatori.

Eppure, la “perfetta letizia” per come la intendeva il Poverello “potrebbe sorprendere”, prosegue il Papa raccontando che una sera d’inverno, rientrando ad Assisi, il Santo elencava a frate Leone, uno dei primi membri dell’Ordine francescano, una serie di cose “in apparenza ‘buone’ che non portano alla gioia perfetta”. Alla richiesta del confratello di sapere “dove si può trovare la perfetta letizia”, Francesco “descrisse una situazione tragica che implicava soffrire per il freddo, la fame e il rifiuto – il contrario di ciò che ci si aspetterebbe – aggiungendo poi che se quelle difficoltà venivano accolte con pazienza, senza lamentarsi e con amore verso Dio”.

È davvero possibile provare gioia in circostanze tanto difficili? È possibile solo se la nostra vita è fondata sulla nostra relazione con Dio come Padre amorevole.

Lontano dai social e dalla superficialità

Di fatto, chiarisce il Papa, la gioia di cui parlava san Francesco “non può essere trovata attraverso dispositivi elettronici, trascorrendo ore davanti a uno schermo o scrollando ogni giorno all’infinito nei social media”. Anzi, queste sono attività che “fanno sprecare tempo prezioso” altrimenti utilizzato “per momenti di preghiera silenziosa, per coltivare amicizie autentiche, per trascorrere tempo di qualità con la famiglia, per imparare di più della fede, per studiare o praticare sport”.

Al tempo stesso, la gioia “non va mai ricercata attraverso l’uso di droga, l’abuso di alcol, la promiscuità, le relazioni superficiali, l’ossessione per la nostra immagine o qualsiasi altro tipo di comportamento dannoso”. E sorprendentemente, aggiunge il Pontefice, “non può essere trovata nemmeno in beni come la ricchezza, la bellezza, la fama o persino la salute, perché un giorno ci lasceremo dietro tutto ciò”.

Solo l’amore di Dio può darci una gioia vera e perfetta. Se siamo profondamente convinti che Dio si prende cura di noi come suoi amati figli, non saremo confusi o scoraggiati, nemmeno nelle situazioni difficili.

Il segreto della felicità

Quindi Leone XIV insiste sulla consapevolezza dell’amore di Dio e svela ai giovani il “segreto” per affrontare le circostanze impegnative “con un sorriso”: “Se coltivate con lui un rapporto di fiducia, attraverso la preghiera regolare, attraverso la ricezione dei sacramenti, se vi abbandonate nelle sue mani, allora l’ansia o la tristezza e la solitudine svaniranno mentre la sua grazia vi colmerà e il suo amore infiammerà il vostro cuore”.

Il messaggio di san Francesco - e il mio - è semplice: la vera pace e la perfetta gioia sono doni di Dio che giungono quando ci apriamo a lui e confidiamo nel suo potere di cambiarci

Non temere la vocazione

In cambio di un amore così grande, è possibile dare sé stessi, perché c’è bisogno di missionari che portino la Parola a quanti non la conoscono, di “uomini e donne santi che diano vita a famiglie cattoliche amorevoli”, di “sacerdoti che siano padri spirituali e ministri dei sacramenti”, nonché di religiosi e religiose testimoni della “vera gioia”.

Dal Papa poi un incoraggiamento a seguire ciascuno la propria vocazione, senza allontanarsi per la paura e parlandone con qualcuno di fiducia.

Infine, l’affidamento alla Madonna, la benedizione e l’augurio di giornate da vivere “colmati dell’amore di Cristo” con altri giovani “che desiderano donare la loro vita totalmente a lui e, così facendo, trovare la vera felicità”.

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20 giugno 2026, 09:00