Sinodo, Grech: "Dal Papa un segno di sostegno e incoraggiamento"
Vatican News
"L'incontro con il Santo Padre è stato per i partecipanti un forte segno di sostegno e di incoraggiamento nel proseguire il loro lavoro per la conversione sinodale della Chiesa". Così il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, a conclusione dell'incontro dei responsabili degli organismi continentali (CELAM, SECAM, FABC, CCEE, FCBCO). L'incontro a porte chiuse con Papa Leone XIV ha coronato la tre giorni di lavoro (23-25 giugno 2026) dei rappresentanti dell'America Latina, dell'Africa, dell'Asia, dell'Europa, dell'Oceania, del Medio Oriente e dell'America del Nord, accompagnati dai coordinatori delle équipe sinodali continentali. I responsabili degli organismi continentali sono giunti a Roma per lavorare insieme sulla fase attuativa del Sinodo, alla luce della recente pubblicazione Verso le Assemblee 2027-2028: tappe, criteri e strumenti per la preparazione.
Ad aprire i lavori, martedì 23 giugno, è stato il segretario generale del Sinodo, il cardinale Mario Grech, che ha proposto un breve bilancio del cammino finora compiuto, ricordando l'unicità dell'attuale processo. Sono numerose, infatti, le iniziative realizzate dalle Chiese locali - scuole di sinodalità nate per sostenere la formazione, simposi, convegni, percorsi di ascolto e discernimento - per coinvolgere i fedeli. Il saluto del cardinale era stato preceduto da un ampio tempo di preghiera, animato da suor Nathalie Becquart, XMCJ, sottosegretaria del Sinodo. I giorni seguenti sono stati dedicati all'ascolto e al discernimento nella realizzazione di questo "nuovo" tempo sinodale. La fase attuativa, che pone al centro il Documento Finale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, non è infatti copia del processo pre-assembleare: è un nuovo processo, mai sperimentato finora, in cui le comunità locali sono chiamate a tradurre, a partire dal proprio contesto, le raccomandazioni del documento sinodale.
Mutuo ascolto
Parte dei lavori è stata dedicata all'ascolto dei principali sviluppi nell'attuazione del Documento finale del Sinodo nei vari continenti: esperienze significative, difficoltà emerse, questioni aperte e priorità pastorali. Ne emerge una Chiesa creativa e in movimento, che sente soprattutto il bisogno di formazione, di uno sviluppo della spiritualità sinodale e di un maggior impegno nell’inculturazione dello stile sinodale. Pur nella diversità dei contesti sociali, culturali ed ecclesiali, le Chiese locali sono all'opera anzitutto per trasformare la sinodalità da evento puntuale a dimensione permanente della vita della Chiesa. A rendere più faticoso il cammino, senza però fermarlo, concorrono difficoltà economiche, di strutture e di personale, e talvolta la geografia del territorio, l'instabilità politica o la povertà.
Al centro dell'incontro, la riflessione attorno al documento, presentato da padre Giacomo Costa, SJ, consultore della Segreteria Generale del Sinodo. Il testo scandisce il cammino verso l'Assemblea ecclesiale dell'ottobre 2028 in quattro tappe progressive: Fare memoria - primo semestre 2027, con le assemblee di valutazione nelle diocesi ed eparchie, chiamate a rileggere l'esperienza di attuazione del Documento finale; Interpretare - secondo semestre 2027, con le assemblee delle Conferenze Episcopali, nazionali o regionali; Orientare - primo quadrimestre 2028, con le Assemblee continentali, dalle quali emergerà un rapporto di prospettiva; Celebrare - ottobre 2028, con l'Assemblea ecclesiale di tutta la Chiesa, riunita in Vaticano insieme al Santo Padre.
Assemblee diocesane-eparchiali e nazionali
Suor Becquart ha quindi animato il tempo di lavoro dedicato al ruolo degli organismi continentali della Chiesa cattolica e delle loro équipe sinodali nel percorso e nelle assemblee diocesane-eparchiali e nazionali. Ad integrazione, una comunicazione sul ruolo della comunicazione nel percorso, offerta da Thierry Bonaventura, communication manager della Segreteria Generale del Sinodo. I partecipanti hanno sottolineato con forza che il loro compito è anzitutto di accompagnamento e non di supervisione: promuovere forme di scambio di doni tra le Chiese locali, in un'ottica di reale sussidiarietà. Hanno inoltre ribadito che le assemblee - da quelle delle Chiese locali fino all'Assemblea ecclesiale 2028 - non costituiscono un punto finale nel cammino di conversione sinodale intrapreso dalla Chiesa, ma un tempo di celebrazione e di discernimento per comprendere come proseguire.
Assemblee continentali
Prima dell'incontro conclusivo con il Santo Padre, i partecipanti hanno dedicato la terza giornata di lavoro alle Assemblee continentali, in riferimento anche all'Assemblea ecclesiale del 2028. Gli organismi continentali, con le loro équipe, sono già al lavoro non solo per organizzare l'assemblea vera e propria, ma anche per l'intero cammino di preparazione dei delegati che vi prenderanno parte. Sono allo studio varie forme di assemblea, tutte con lo scopo di permettere la partecipazione del più gran numero di fedeli.
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