Il Papa: il fenomeno migratorio è complesso, la Chiesa si lasci interpellare

Venerando la reliquia del cuore di santa Francesca Saverio Cabrini, nella Basilica a lei intitolata a Sant'Angelo Lodigiano, Leone XIV sottolinea l’attualità del messaggio della patrona dei migranti, che raggiungeva ovunque, dai tuguri alle carceri. Esorta i giovani a conoscere gli ideali della prima canonizzata degli Stati Uniti cita i suoi scritti: “Nessuna terra troppo lontana, nessuna persona troppo ferita per l’amore del Cuore di Gesù”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

“Non all’Oriente, ma all’Occidente”. Abbandonare un sogno per inseguirne un altro, perché “nessuna terra è troppo lontana” e “nessuna persona troppo ferita” per non essere toccata dall’amore del Cuore di Gesù. I traumi che santa Francesca Saverio Cabrini curava erano quelli dei tanti migranti in cerca di fortuna negli Stati Uniti, in quell’“Occidente” da sanare indicatole da Papa Leone XIII. Un impegno portato avanti intrecciando contemplazione e azione, fino alla morte avvenuta a Chicago, la città natale di Leone XIV.

Quando ho saputo che Sant’Angelo Lodigiano dista pochi chilometri da Pavia, ho pensato di cogliere l’occasione… Ed eccomi qua

È quindi un cerchio che si chiude: quello del Pontefice che oggi, 20 giugno, si pone in adorazione del Santissimo Sacramento e della reliquia del cuore di santa Cabrini nella Basilica a lei intitolata e a sant’Antonio Abate, a Sant’Angelo Lodigiano, dove si conclude la visita pastorale che ha precedentemente coinvolto la città di Pavia.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DEL PAPA NELLA PARROCCHIA DEI SANTI ANTONIO ABATE E FRANCESCA CABRINI

Il Papa per le strade di Sant'Angelo Lodigiano
Il Papa per le strade di Sant'Angelo Lodigiano   (@VATICAN MEDIA)

La vocazione del servizio ai migranti

Il Papa atterra nello stadio comunale “Carlo Chiesa” dopo un brevissimo viaggio in elicottero. Ad accoglierlo lì e lungo le strade sono radunate più di 7mila persone, mentre in Basilica, raggiunta in papamobile, circa un migliaio. Nonostante il lungo pomeriggio e il caldo che, nonostante il crepuscolo, ancora si fa sentire, il Pontefice non risparmia saluti e strette di mano ai fedeli. Dopo qualche momento di raccoglimento in preghiera, il Papa ascolta le parole di benvenuto del vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti. Prende poi parola, e traccia un parallelo tra l’affetto dimostrata dalla Chiesa locale per il Vescovo di Roma e quello della sua concittadina santa Francesca, la quale, quando dovette scegliere quale “rotta” dare alla missione del suo istituto religioso – la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù – volle che fosse l’allora Pontefice Leone XIII a indicarla. Da qui, grazie anche al suggerimento del vescovo di Piacenza, san Giovanni Battista Scalabrini, nacque il servizio della religiosa verso le migliaia di emigrati italiani in America, mettendo da parte il sogno di recarsi in Cina, sull’esempio di san Francesco Saverio, per realizzarlo là dove in quel momento era maggiore il bisogno.

Ma, care sorelle e cari fratelli, se guardiamo al mondo di oggi, che cosa dobbiamo dire? Quel “segno”, cioè il fenomeno migratorio, è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa


L’amore, il motore della vita

Leone si domanda che cosa avrebbe chiesto alla santa Papa Francesco, figlio di emigrati italiani, che ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti chiave del suo pontificato. Nella sua terza enciclica, Dilexit nos, egli ha dedicato ampio spazio all’“amore umano e divino del Cuore di Cristo”, quel “mistero di carità infinita” che è stato il vero “motore” della vita di santa Francesca, “di tutto ciò che ha realizzato e, ancor più, del modo in cui lo ha fatto”.

L’attualità della devozione al Cuore di Cristo è particolarmente evidente nell’opera evangelizzatrice ed educativa di numerose congregazioni religiose femminili e maschili che sono state segnate fin dalle loro origini da questa esperienza spirituale cristologica

Leone XIV venera la reliquia del cuore di Santa Francesca Saverio Cabrini
Leone XIV venera la reliquia del cuore di Santa Francesca Saverio Cabrini   (@VATICAN MEDIA)

“Nessuna terra sarà troppo lontana”

Lo stesso Leone XIV, ereditando e portando avanti il magistero di Francesco con l’esortazione apostolica Dilexi te sull’amore verso i poveri, là dove si parla della carità nella forma di “accompagnare i migranti”, cita, accanto alla figura di san Giovanni Battista Scalabrini, santa Cabrini.

Il suo cuore materno, che non si dava pace, li raggiungeva dappertutto – gli emigrati –: nei tuguri, nelle carceri, nelle miniere. Lei stessa ha scritto così: ‘Nessun lavoro sarà troppo difficile, nessuna terra troppo lontana, nessuna persona troppo ferita per l’amore del Cuore di Gesù e per tutti coloro invitati ad essere portatori dell’amore di Cristo nel mondo’

E proprio di fronte alla reliquia portata per l’occasione dalla Casa Madre della congregazione a Codogno, salutando con affetto le sue figlie spirituali presenti, il Papa riafferma la piena attualità di un “carisma missionario” posto al servizio dei migranti.


L’appello ai giovani

Dalle religiose ai giovani, il Pontefice esorta a conoscere santa Francesca, lasciandosi conquistare dai suoi scritti e dalla storia della sua vita, immersa nell’amore del Cuore di Cristo e per questo dotata di una capacità di lavoro e di una forza d’animo straordinarie, sintetizzate nel motto paolino scelto per l’istituto: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”.

Con il suo esempio e la sua intercessione, santa Cabrini vi aiuti a essere innamorati di Cristo, testimoni del suo Vangelo con stile operoso e generoso, al servizio dei più poveri. Vi aiuti a vivere una sinodalità effettiva, camminando uniti e tendendo insieme alla santità, nella varietà dei doni e dei ministeri

Il saluto del Papa ai giovani di Sant'Angelo Lodigiano nel campo sportivo
Il saluto del Papa ai giovani di Sant'Angelo Lodigiano nel campo sportivo   (@VATICAN MEDIA)

Il saluto prima del decollo

Prima di salire a bordo dell’elicottero per fare rientro in Vaticano, il Papa si è trattenuto al campo sportivo per un breve saluto alle circa 2200 persone presenti, molti giovani e ragazzi, ringraziandoli per la loro testimonianza di speranza: “Voi giovani potete cambiare il mondo, noi vi aspettiamo”. Successivamente Leone XIV è salito in elicottero e alle ore 20:18 è decollato in direzione del Vaticano.

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20 giugno 2026, 19:45