Il vescovo di Pavia al Papa: una visita che incoraggia a prendere il largo
Daniele Piccini – Città del Vaticano
“La accogliamo come successore di San Pietro, che viene a confermarci nella fede e a incoraggiarci nella missione, come ‘figlio di Sant'Agostino’ che si fa pellegrino di pace e viene a deporre nelle mani e nel cuore del grande santo pastore il ministero che il Signore le ha affidato, a servizio della Chiesa universale, della pace e del bene dell'intera famiglia umana”. Con queste parole di saluto e benvenuto il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, ha accolto oggi pomeriggio, 20 giugno, Leone XIV nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro per la celebrazione della Parola di Dio e l’adorazione delle reliquie del vescovo di Ippona, conservate nella cattedrale diocesana da oltre 1.300 anni. All’incontro con il Papa, in visita apostolica a Pavia, partecipano sacerdoti e diaconi, membri della vita consacrata, del Consiglio pastorale e della Consulta delle aggregazioni laicali.
Una Chiesa a contatto con il mondo laicale
Il vescovo si fa portavoce presso il Papa delle aspettative della comunità, che si attende di essere confermata nella fede dal Vescovo di Roma, incoraggiata a proseguire nel suo cammino di “annuncio dell’unico Vangelo di salvezza”, aiutata a “prendere il largo”. Nel presentare la sua diocesi al Pontefice monsignor Sanguineti la descrive come “una Chiesa viva, presente nel tessuto cittadino e nel territorio diocesano”, soprattutto attraverso i suoi sacerdoti che “vivono il loro ministero a contatto con la gente”. Un contatto con le persone, sottolinea ancora monsignor Sanguineti, maturato anche grazie all’esperienza del Cammino sinodale che, spiega ancora il presule, ha insegnato ai presbiteri a svolgere il loro “ministero di guida”, sapendo “valorizzare e far crescere la piena corresponsabilità dei laici”.
Un’osmosi tra Chiesa pavese e mondo laico che vivifica il lavoro di associazioni e movimenti, in grado di promuovere “percorsi di pastorale” che entrano “in contatto con il vissuto“ delle persone e del territorio: nel mondo sociale e del lavoro, nel mondo della cura e della salute, nella vita delle famiglie e delle giovani coppie, nell'ambiente cruciale della scuola e dell'università, nelle comunità dei migranti in crescita, nei mondi della povertà e dell'emarginazione, nel carcere”, aggiunge monsignor Sanguineti.
Infine, il vescovo illustra al Papa quelli che chiama i “germogli belli nella pastorale giovanile e universitaria”: la Chiesa locale sa accompagnare ragazzi e giovani adulti nella loro ricerca di un’“autentica esperienza spirituale” con la speranza, riconosce monsignor Sanguineti al termine del suo discorso, che dai loro “percorsi autentici di vita cristiana” possano nascere “nuove e vere vocazioni” per la vita sacerdotale e missionaria. Poi lo scambio dei doni. Il vescovo di Pavia consegna al Papa una scultura di bronzo con un crocefisso e Leone XIV ricambia con un calice per l'eucaristia.
L’accoglienza dei “fratelli” Agostiniani
“Con la Sua visita odierna, da ‘figlio di Agostino’ e membro della nostra stessa famiglia religiosa, ci permette di pregare insieme a Lei presso la tomba del Dottore della Grazia, e ci onora di rinnovare con Lei il nostro atto di affidamento al Santo Padre Agostino”. Questo il saluto al Papa del priore generale degli Agostiniani, padre Joseph Farrell, che poi sottolinea come la visita di Leone XIV - “che rimarrà sempre nel nostro cuore l’amato fratello in Sant’Agostino” - abbia per tutti i membri dell’Ordine un “significato inestimabile”.
La devozione verso il vescovo di Ippona non cessa ancora oggi di fortificare nella fede in Cristo tante persone. “Chi visita la basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, luogo in cui riposano le spoglie mortali di Agostino, vede numerose candele che abbracciano la splendida Arca del nostro grande Santo. Le candele rappresentano gli uomini e le donne che fanno parte della grande e variegata famiglia agostiniana”, spiega il religioso nel suo discorso di accoglienza. Padre Farrell assicura infine al Pontefice di pregare il “Dottore della Grazia” affinché continui ad “ispirarlo” e a “guidarlo” nel suo ministero di Successore di Pietro.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.
