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L'omaggio del sindaco Lissia a Papa Leone L'omaggio del sindaco Lissia a Papa Leone

Il sindaco di Pavia: la pace deve essere una scelta politica, culturale e morale

Nell'accogliere il Papa in piazza Vittoria, il saluto del primo cittadino che presenta al Pontefice una realtà attrattiva per studenti e stranieri, attenta alle fragilità e alla tutela della dignità umana. Ispirato dall'enciclica di Leone, precisa: "Una città che può e deve fare della propria dimensione europea, scientifica e umanistica un contributo concreto alla cultura della pace". In sintonia, il vescovo Sanguineti che auspica un'alleanza proficua tra la comunità civile e quella ecclesiale

Antonella Palermo - Città del Vaticano

"Pavia è una città di pace. Pace come scelta politica, culturale, morale". Michele Lissia, il sindaco della città lombarda che oggi accoglie il Papa in visita pastorale, sottolinea, nel suo saluto al Pontefice in piazza Vittoria per l'incontro con la cittadinanza, questo aspetto che è sì congenito alla popolazione ma che in questa speciale circostanza vuole tradursi in un rinnovato impegno collettivo e istituzionale in un'epoca in cui è quanto mai urgente schierarsi a favore della promozione umana. Sotto lo sguardo della Madonna di Piazza Grande, come si chiamava anticamente la piazza, nel cuore della vita civile ed economica, il popolo pavese si ritrova, dopo l'accoglienza festosa in piazza Duomo con la comunità latinoamericana e la preghiera davanti a San Siro, primo vescovo, patrono della città e della diocesi. Da qui il grazie di cui si fanno portavoce il primo cittadino e, nuovamente, il vescovo Sanguineti.

La vita umana, prima del potere

Scuole, luoghi di cura, università, quartieri, istituzioni: sono alcuni degli ambienti dove, secondo quanto precisa il sidanco Lissia, serve una cultura di pace nel quotidiano e dove si promette di incarnarla. Così si potrà educare al rispetto, porre la persona al di sopra della sua condizione di fragilità, fare in modo che il sapere diventi responsabilità, costruire la convivenza ascoltando le differenze, mantenere la coesione sociale, prevenire le solitudini. "La nostra città conosce il valore dell’incontro", dice il sindaco che ne esalta la dimensione europea, scientifica e umanistica grazie alla presenza di studenti e stranieri da ogni parte del mondo. Questa multiculturalità viene evidenziata come valore aggiunto in un tempo "segnato da guerre, da immagini di distruzione, da genocidi, da popoli feriti e martoriati che forse credevamo solo relegato al passato". E allora la pace è declinata "come volontà di mettere la vita umana prima del potere, prima dell’interesse economico, prima della logica delle armi".

La persona, prima della tecnica

Nel discorso pronunciato dal primo cittadino viene rimesso al centro l'uomo facendo riferimento al testo della recente enciclica Magnifica Humanitas: "Il progresso, la tecnica, l’intelligenza artificiale, gli avanzamenti nelle scienze e l’elaborazione di modelli sociali e politici - afferma Lissia - non possono prescindere dalla definizione del ruolo e della sorte di noi esseri umani nell’ambito di questi processi". Tener sempre presenti i destinatari delle proprie azioni, le finalità autentiche, il futuro, perché "la dignità della persona, la giustizia, il lavoro, il diritto all’educazione, la verità, la solidarietà, l’accoglienza delle diversità, tutte le diversità, devono diventare i criteri con in quali una comunità misura il proprio grado di civiltà". In quest'ottica, la figura viva di Sant'Agostino, aggiunge ancora il sindaco, assume un rilievo anche per i non credenti perché capace di comprendere l’inquietudine della persona umana alla ricerca della verità. L'impegno della cittadinanza, nelle parole del suo rappresentante, si ispira al documento magisteriale di Leone avendo come obiettivo quello di "rigovernare la tecnologia in una dimensione etica e superando le paure con la capacità di dare conforto morale e materiale a chi ne ha bisogno". In poche parole, rafforzare la consapevolezza che la persona viene prima di tutto. Che la conoscenza deve servire la vita.

L'alleanza tra Chiesa e istituzioni civili

Pace e unità, gli stessi doni auspicati dal vescovo monsignor Corrado Sanguineti. Il presule torna a ringraziare con un ulteriore indirizzo di saluto in questa piazza, accennando alla storia di una città "che ha conosciuto, nell'epoca moderna e contemporanea la presenza di correnti di pensiero di matrice più laica e illuminista e che, attraverso gli sviluppi della ricerca scientifica e medica, ha dato un apporto di grande rilievo ai progressi della scienza e della medicina". La parola del Papa, sottolinea il vescovo, può essere uno "stimolo forte a fare rete tra enti pubblici e realtà private, tra fondazioni bancarie e imprenditori, tra servizi amministrativi del Comune, della Provincia e della Regione e le espressioni della vitalità sociale che nascono dalla libera aggregazione dei cittadini, dei gruppi e delle famiglie". Pavia, infatti, si appresta a interventi urbanistici rilevanti e, sotto questo profilo, l'alleanza tra istituzioni e le varie realtà della società civile è determinante. Monsignor Sanguineti mette in luce una antica e buona collaborazione tra la Chiesa locale, in tutte le sua articolazioni caritative, e il volontariato di base civile. E, come ha fatto anche nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, cita San Siro, che rimanda proprio all'attenzione prioritaria verso i vulnerabili, "dal bimbo concepito nel grembo della madre, all'uomo che affronta il momento terminale della sua esistenza terrena", e sant'Agostino, che "nella genialità del suo pensiero, nel dialogo tra la fede e la ragione, esprime il valore della carità intellettuale, della formazione e della cultura, come espressioni di un umanesimo aperto alla trascendenza e a Dio".

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20 giugno 2026, 17:50