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Petroliere bloccate presso lo stretto di Hormuz che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman. Petroliere bloccate presso lo stretto di Hormuz che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman.   (AFP or licensors)

Il Papa: i venti di guerra non spengano la speranza, si torni al dialogo

Leone XIV dopo aver pregato l’Angelus da piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, va col pensiero al riaccendersi del conflitto in Medio Oriente e alla crisi in Ucraina invitando a percorrere le vie diplomatiche. Nella “Domenica del mare” esprime vicinanza a tutti i lavoratori marittimi e portuali, le cui condizioni sono rese difficili dalle tensioni militari. Infine ricorda il tradizionale pellegrinaggio mariano dei fedeli polacchi a Jasna Góra

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Nella prima domenica del suo soggiorno estivo a Castel Gandolfo, dopo la preghiera dell’Angelus - recitata davanti al portone del Palazzo Apostolico che si apre su piazza della Libertà - Leone XIV rivolge un pensiero alle tante zone del mondo, attraversate da conflitti armati, che causano sofferenza soprattutto tra i civili. Il Pontefice accenna esplicitamente al Medio Oriente con il riacuirsi delle tensioni tra Usa e Iran, dopo la speranza vanificata dell’accordo, e la crisi nel Libano. L’altro scenario di guerra che preoccupa il Papa è quello tra Russia e Ucraina, segnato dagli intensi attacchi dei giorni scorsi a Kharkiv, Dnipro, Kiev e Odessa.

Tornano, purtroppo, a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte, e colpendo ancora una volta tanti innocenti.

Il Vescovo di Roma incoraggia a non perdere la fiducia e a ritrovare la via del confronto e del negoziato come l’unica in grado di portare una stabile riappacificazione tra i popoli.

Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante. Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell'incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona.

Una preghiera per i “lavoratori del mare”

Nel giorno in cui la Chiesa cattolica invita i fedeli a pregare per le persone che vivono e lavorano sul mare - tradizionalmente fissato nella seconda domenica di luglio - e a riflettere sull'importanza di una risorsa da cui deriva circa il 90% delle attività del mercato mondiale, il Successore di Pietro esprime preoccupazione per le conseguenze delle guerre sulle condizioni di lavoro, già complicate, di questa categoria.

Oggi ricorre la "Domenica del Mare". Il mio pensiero va a tutti i marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che, segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli.

Celebrazioni a Jasna Gora, in Polonia (foto d'archivio).
Celebrazioni a Jasna Gora, in Polonia (foto d'archivio).

La devozione dei polacchi per la Madonna Nera di Jasna Góra

In conclusione, Leone XIV ricorda il secolare pellegrinaggio mariano a Częstochowa, una delle più importanti manifestazioni di fede della Polonia e d'Europa, che vede, ogni anno, centinaia di migliaia di fedeli raggiungere il santuario del Monastero di Jasna Góra, per venerare la celebre icona della Madonna Nera di Częstochowa.

Infine, mi unisco nella preghiera ai numerosi fedeli polacchi riuniti nell'annuale pellegrinaggio davanti all'icona di Jasna Góra perché, come discepoli missionari, siano testimoni gioiosi del Vangelo.

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12 luglio 2026, 12:22