Un gruppo di giovani davanti al sagrato della basilica di Santa Maria degli Angeli Un gruppo di giovani davanti al sagrato della basilica di Santa Maria degli Angeli

I giovani attendono il Papa ad Assisi: "I social non saziano, vogliamo cose grandi"

Domani, 6 agosto, Leone XIV si reca in visita pastorale nella città del Poverello per onorare gli 800 anni della sua morte ed incontrare migliaia di adolescenti europei, impegnati nel “GO! Franciscan Youth Meeting”. Il Pontefice risponderà alle loro domande e presiederà la Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Fra Massimo Fusarelli, ministro generale dell'OFM: "Non sono una generazione passiva, hanno a cuore il creato e le periferie esistenziali"

Daniele Piccini – Inviato ad Assisi

Assisi, quella che tutti chiamano la “cittadella della Pace”, sa trasformarsi, all'occorrenza e a dispetto del suo soprannome, in una vera “macchina da guerra”, quando si tratta di organizzare con efficienza grandi eventi che richiamano migliaia di giovani da tutto il mondo. È proprio quello che accadrà domani, 6 agosto, con la visita pastorale di Leone XIV che atterrerà in elicottero alle ore 8.30 nel campo sportivo Migaghelli da dove raggiungerà in auto la Basilica di Santa Maria degli Angeli e, al Convento, sarà accolto dai ministri generali degli Ordini Francescani. Poi, alle ore 8,45 incontrerà i giovani, risponderà ad alcune loro domande e, alle ore 10.30, presiederà la Messa in Basilica. Sarà il culmine di “GO! Franciscan Youth Meeting”, quattro giorni di incontri, seminari, momenti di preghiera e workshop dedicati ai giovani europei, credenti e non: una manifestazione promossa proprio dai francescani.

Gli ultimi ritocchi

Alla vigilia dell’arrivo del Pontefice, migliaia di sedie sono già allineate sul sagrato della Basilica, la cui facciata domani sarà adornata da uno striscione che ricorda il transito di San Francesco d’Assisi, avvenuta proprio qui, a pochi metri, in quella Porziuncola che la Basilica custodisce. Gli operai che allestiscono la piazza sfidano i 36 gradi da “bollino rosso” e gareggiano in rumorosità con il frinire delle cicale: martellano, trascinano transenne, testano l’impianto audio e il maxi schermo che troneggia a destra dell'imponente edificio sacro. Le poche zone d’ombra sono occupate da decine di ragazzi ancora impegnati nei loro seminari. Sono gli unici, noncuranti del caldo, ad animare la città: passeggiano, chiacchierano, si riuniscono in circolo attorno a una chitarra. Il loro accento comune tradisce che sono gruppi, comunità, parrocchie, amici. Assisi e il futuro appartengono a loro.

I laboratori dei giovani davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli
I laboratori dei giovani davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli

I giovani, ponte verso il futuro

“La nostra attesa è segnata dalla gioia che il Papa abbia scelto proprio i giovani come interlocutori”, spiega fra Massimo Fusarelli, ministro generale dell’Ordine dei frati minori. “Quello che il Pontefice dirà loro domani, dopo averli ascoltati è il segno che vuole guardare al futuro. Vuole dare loro proprio una spinta di futuro. E anche noi celebrando il centenario del transito di Francesco vogliamo avere uno sguardo aperto al domani, proprio coinvolgendo i giovani”. I ragazzi sono capaci di gettare un ponte diacronico, verso il futuro, ed uno sincronico, che li unisce, oggi, ad altri ragazzi nel mondo. “Sono giovani da diverse parti d'Italia e d'Europa. Come sempre i giovani sanno fare, si incontrano, si conoscono, socializzano. Sembrano già un gruppo sperimentato, già unito. Molti parlano inglese, cosa che facilita l'incontro tra di loro. Sono abituati ad attraversare confini, frontiere”, nota il francescano. Il lavoro in cui il GO! Franciscan Youth Meeting li sta coinvolgendo, dimostra che sono tutt’altro che prigionieri del guscio del loro smartphone: “Stanno mostrando reattività, reagendo a temi importanti: come quelli delle periferie esistenziali, dell’identità e della vocazione; della casa comune. Non sono affatto una generazione passiva – conclude fra Fusarelli - solamente ripiegata sui social media, come noi adulti spesso pensiamo”.

Alla ricerca di relazioni autentiche

Non si accontentano, infatti, i giovani, della mediocrità che le reti sociali o i modelli dominanti diffondono ed impongono: per un incontro e un’amicizia sinceri, zaino in spalla, sono capaci di fare chilometri. “Sono qui per vivere momenti di incontro con altri giovani della mia età, che vivono la fede nella loro quotidianità. È bello che si crei questo clima di allegria, di entusiasmo. Qui c'è la possibilità di costruire relazioni vere, in maniera spontanea”, confessa Giovanna Buso, 21 anni, originaria di Belluno, al quarto anno della Facoltà di Medicina all’Università di Padova. Assisi può offrire quello che nessun’altra tecnologia può dare. “Fuori da questo contesto – prosegue la giovane, giunta nella cittadina umbra con un gruppo di Frati di Padova - tante relazioni sono ostacolate dalla paura, invece qui tutti noi giovani arriviamo con la volontà di incontrarci e stare bene, passare del tempo prezioso insieme”. Una schiettezza che è lo stesso Leone XIV a promuovere. “Dal Papa – aggiunge Giovanna - colgo un affetto autentico verso i giovani, un modo sincero di parlare, calmo e timido, ma che arriva a noi giovani ed è questo il bello”. La studentessa, futuro medico, era presente anche a Roma, un anno fa, al Giubileo dei Giovani e porta ben scolpito nel cuore quell’incoraggiamento a “fare cose grandi” che il Papa diede alle centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze riuniti sulla spianata di Tor Vergata: “Bisogna osare, credere in se stessi, nelle proprie capacità e cercare di mettere a frutto quelle capacità al servizio dell'altro, per fare del bene, così come riusciamo a farlo, con tutti i nostri limiti”, conclude.

Uno dei workshop presso la Domus Pacis di Assisi.
Uno dei workshop presso la Domus Pacis di Assisi.

I giovani, alfieri di una pace disarmata e disarmante

“C'è un messaggio di Papa Leone che mi piace tanto, che mi ispira”, erompe Paolo Vu, 23 anni, nato a Hochiminh in Vietnam, ma trasferitosi con la famiglia in Italia quando aveva tre anni. “Che la pace è sempre con noi, con noi tutti. E pensavo che la nostra missione come giovani è che dobbiamo essere anche operatori di pace, portare pace ai nostri amici, nella nostra vita quotidiana, portare il nostro cuore pieno di pace, di amore e di Gesù a tutti”. Paolo è già pieno di gratitudine per la questa prima volta che potrà vedere il Papa. “Per me sarà un momento speciale. Da questo incontro con il Pontefice – assicura il giovane studente di Ingegneria dell’Informazione all’Università di Padova –mi aspetto che faccia sprigionare nei giovani un’energia in grado di portare la nostra stessa gioia al mondo”.

Sedie pronte davanti a Santa Maria degli Angeli
Sedie pronte davanti a Santa Maria degli Angeli

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05 agosto 2026, 16:00