Personale di soccorso all'opera dopo l'alluvione in Nepal. Personale di soccorso all'opera dopo l'alluvione in Nepal.   (AFP or licensors)

Il dolore del Papa per le vittime dell'alluvione in Nepal

Leone XIV esprime il proprio cordoglio per il disastro naturale che ha colpito il Paese attraverso un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Parolin. Affida a Dio le anime di quanti hanno perso la vita, prega per i soccorritori e assicura la sua “spirituale vicinanza” a tutte le persone coinvolte

Vatican News

Leone XIV ha appreso con “dolore” la tragica notizia delle tante vittime e delle “devastazioni” causate dalla recente alluvione che ha interessato il Nepal. In un telegramma a firma del segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il Papa affida le “anime dei defunti” alla misericordia di Dio, esprime le sue “più sentite condoglianze” ai familiari delle vittime. Sono al momento almeno 290 le persone morte e più di 1.300 risultano disperse a causa della catastrofe naturale. Ingenti i danni materiali: strade, ponti, abitazioni e infrastrutture idroelettriche sono stati distrutti. Il Pontefice assicura la sua “spirituale vicinanza” a tutte le persone colpite da questa “tragedia” e assicura la sua preghiera per tutto il “personale di emergenza”, tutt’ora impegnato nelle operazioni di soccorso ed invoca su tutti la “protezione divina”.

Ingenti danni umani e materiali

Sebbene la causa del disastro sia ancora al vaglio degli esperti, immagini satellitari ed analisi sismiche mostrerebbero che ieri, mercoledì 26 agosto, un collasso glaciale in alta quota avrebbe provocato la piena improvvisa del fiume Bhote Koshi nel distretto di Rasuwa, vicino al confine tra Tibet e Cina. Duramente colpite dall'alluvione le località di Timure, Syaphrubesi e altri insediamenti lungo il corso del fiume. 

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27 agosto 2026, 12:15