Un abbraccio verso il futuro, la grande festa del Papa e dei giovani ad Assisi
Daniele Piccini – Inviato ad Assisi
Sono divisi in gruppi, settori, ma sono tutti uniti. "In illo uno unum, nell'unico Cristo siamo uno”. Lo ricorda uno striscione della comunità del Cammino Neocatecumenale di Benevento, che cita il motto dello stemma del Papa. Ragazzi con le chitarre si siedono in terra, stendono i loro asciugamani e si "accampano", dietro alle schiere di sedie, disposte con ordine sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Gesti ed immagini che rievocano nella loro spontaneità il Capitolo delle Stuoie, il Capitolo generale dell'Ordine francescano, tenutosi proprio qui ad Assisi nel 1221. Alle ore 7.15 piazzale della Porziuncola è già gremito di pellegrini che, questa mattina 6 agosto - esattamente come 800 anni fa circa 5 mila francescani attendesero Francesco - aspettano la visita pastorale di Leone XIV ad Assisi. Un gruppo di adolescenti, più in là, invoca, in un canto, proprio il catalizzatore della loro unione Jesus Christ, you are my life!, il famosissimo inno del Giubileo dei Giovani del 2000. Le migliaia di ragazzi che nei giorni scorsi hanno partecipato all’iniziativa francescana GO! Franciscan Youth Meeting, che ha portato nella cittadina umbra oltre 2 mila adolescenti e giovani adulti italiani ed europei, attendono l’arrivo del Pontefice nella cittadina del Poverello come momento apicale di quattro giornate di incontri, preghiere e seminari, proprio a pochi metri da quella chiesetta, la Porziuncola, in cui Francesco il 3 ottobre 1226, ottocento anni fa, incontrò "Sorella morte" e “transitò” verso la casa del “Bon Signore”.
San Francesco, giovane tra i giovani
San Francesco d’Assisi in questo sagrato è nel cuore dei giovani, ancora affascinati dalla sua radicalità, è più che mai presente, un coetaneo. Una sessantina di pellegrini dalla Diocesi di San Sebastian, in Spagna, canta in basco il Cantico delle Creature. Ander, 23 anni, ingegnere delle telecomunicazioni, spiega che tutto il gruppo è qui per ascoltare parole che “ispirino la loro fede e le loro azioni”. Marco Sportellini, dell’associazione San Giorgio Valnestore, in supporto alla Protezione Civile, presidia le 200 sedie destinate ai diaconi. “Il mio compito – spiega il volontario in divisa - è accompagnare le persone ai loro posti. Ho seguito tre marce francescane e per esperienza so che i pellegrini sono persone educate e disponibili. È un onore oggi aiutarli ad incontrare il Papa”.
Leone XIV, uno di famiglia
Un appuntamento custodito nel cuore da tempo, come spiega Antonella Carelli, 22 anni, al quinto anno della Facoltà di Farmacia. È ad Assisi con un gruppo di 46 persone di Novara, accompagnato da tre sacerdoti. Rimarranno nella città di San Francesco fino all’8 agosto. “Ci fa bene ascoltare parole di incoraggiamento – riflette – che alimentano i nostri sogni. Il Papa è come uno di famiglia. Lo sento più vicino dei miei stessi genitori. Il Papa è quanto più vicino ci sia a Gesù stesso”.
Le parole del Papa sono di ispirazione a chi si occupa di pastorale giovanile tutti i giorni. “Questa è un’occasione feconda di condivisione e attenzione reciproca”, sottolinea Suor Valeria Amata, delle Suore Francescane Alcantarine, che hanno una casa di pastorale vocazionale giovanile qui ad Assisi. “Il Pontefice consegna un mandato ai giovani. Fin dall’ostensione delle spoglie mortali di Francesco, Assisi è diventata la Capitale della Pace. La chiesetta della Porziuncola è un luogo di pace, è come una porzione di Cielo sulla Terra. Proprio da questa porzione di Paradiso si può ripartire proiettati nel futuro anche in questo tempo senza rispetto per la vita. Questo è sempre lo stile di Dio – dice la religiosa - partire dalle cose piccole”.
L'attesa per una parola di senso
Dal mattino si preparano i canti che animeranno la Messa di Leone XIV a Santa Maria degli Angeli. Attorno alle ore 8.30 un elicottero bianco volteggia più volte intorno alla piazza. Il Papa sta per arrivare. Suor Luciana Desini, delle Suore Francescane dell’Addolorata - che qui ad Assisi hanno due case, mentre la casa generalizia si trova a Roma – spera per i giovani giunti ad Assisi la stessa grazia che ha ricevuto lei: “Qui possono ascoltare dal Papa una parola che può dare senso alla loro vita. Anche io mi sono trovata da giovane in questa situazione di smarrimento, poi sono stata raggiunta dalla Parola di Dio e ho scoperto che lui era molto più vicino a me di quanto pensassi”.
L'arrivo del Papa
Il Papa atterra in elicottero attorno alle ore 8.30 nel campo sportivo Migaghelli e pochi minuti dopo arriva in automobile davanti a Santa Maria degli Angeli. Percorre quello che i francescani di Assisi chiamano il “Vascone”, uno spazio, delimitato a destra e sinistra da lunghe scalinate, che precede il sagrato della Basilica. Arriva in macchina fino alle transenne che dividono in due la folla di fedeli. Scende ed inizia a salutare e a benedire. Diversi minuti dopo raggiunge la poltrona bianca, posizionata sotto l’ingresso della basilica. Da qui il Pontefice riceve il saluto di benvenuto di fra Marco Vianelli, ministro provinciale della Provincia Serafica di Umbria e Sardegna dei Frati Minori. Poi, verso le ore 8.45 Leone XIV si siede ad ascoltare e rispondere alle domande di tre giovani: sulla vocazione, sulla vita, sulla possibilità di attualizzare il messaggio del Vangelo nella quotidianità.
Attorno alle ore 9.20, finito dialogo con i ragazzi, entra nel chiostro del Convento e saluta i rappresentanti degli Ordini Francescani. Col passare del tempo, la temperatura mite e gradevole del mattino diventa un lontano ricordo, arriva un cannone che nebulizza acqua per temperare il caldo sul sagrato e dare un po’ di refrigerio ai pellegrini.
Spezzare il pane davanti alla Porziuncola
Alle 10.18 il Papa, pronto per presiedere la Messa nella festa della Trasfigurazione del Signore, si dirige in processione attraverso il sagrato all’interno della Basilica. Il Pontefice era già stato qui a Santa Maria degli Angeli il 20 novembre 2025, per chiudere la 81.ma Assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana. Oggi, i suoi paramenti bianchi, mentre legge l’omelia e benedice pane e vino sull’altare, si stagliano vividi contro gli affreschi della Porziuncola, opera del 1830 del pittore tedesco Johann Friedrich Overbeck, appartenente al movimento artistico dei “nazareni”.
Concelebrano la Messa, tra gli altri, il cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata; il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve; il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca Latino di Gerusalemme; monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno; monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza Episcopale Umbra. Il servizio all'altare è offerto dai novizi dei Frati Minori delle case di formazione di San Damiano e della Verna.
Verso la fine della Messa, alle ore 11.35, Francesco, un giovane in camicia bianca, ringrazia il Pontefice per essere stato con loro: “Un abbraccio che ci raggiunge personalmente”. Riassume le esperienze fatte nei quattro giorni del GO! Franciscan Youth Meeting e sottolinea che l’incontro con Leone XIV è il culmine di questo percorso. Lo ringrazia per ricordare costantemente ai giovani, spesso disorientati, che “In colui che è uno, siamo uno”. Infine, prima della benedizione ai fedeli, Leone XIV dona a fra Massimo Fusarelli, ministro generale dell’OFM, un calice per la celebrazione dell’eucaristia. Al termine della celebrazione, il Papa entra nella Porziuncola per un breve momento di raccoglimento che conclude con il segno della croce. Uscito dalla chiesetta, l’assemblea lo saluta con un applauso pieno di affetto che gli arriva al cuore: la commozione si legge negli occhi del Pontefice, che diventano lucidi. Prima di uscire dalla Basilica, Leone XIV trova un momento per un'ultima carezza sulla guancia di un disabile in sedia a rotelle.
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