Leone "pellegrino" in America Latina: dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
C’era stato da missionario, da parroco, da formatore, da superiore generale e da vescovo, ora Leone XIV, “el Papa peruano” come tutti lo definiscono in Perù, torna da Pontefice in quella terra andina che è stato scenario dei suoi anni missionari. Lo farà a suggello di un lungo viaggio apostolico – il sesto del suo pontificato – annunciato oggi, 5 agosto, che lo vedrà pellegrino oltre che in Perù anche in Uruguay e Argentina. Un ampio tour in America Latina dal 6 al 17 novembre che, con i suoi dodici giorni e le dieci città visitate, supera il record finora detenuto dal viaggio di aprile in Africa.
L'annuncio ufficiale
Da mesi - ma anche poche ore fa - i media locali e le stesse Conferenze Episcopali dei tre Paesi avevano dato anticipazioni su una possibile visita del Papa, fornendo dettagli e indiscrezioni su date e luoghi. Oggi, dunque, la dichiarazione ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede che annuncia la tanto attesa trasferta. Si legge nel testo:
Accogliendo l’invito dei Capi di Stato e delle Autorità ecclesiastiche dei rispettivi Paesi, il Santo Padre Leone XIV compirà un Viaggio Apostolico in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre 2026
Tappe in dieci città
Il Papa, riferisce ancora l’annuncio, si recherà in Uruguay a Montevideo, Paisandú e Florida dal 6 all’8 novembre; a Buenos Aires, Córdoba e Luján dall’8 all’11 novembre, nel viaggio in Argentina; e, infine, a Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa dall’11 al 17 novembre, nella tappa in Perù. “Il programma del viaggio sarà reso noto a suo tempo”, informa ancora la Sala Stampa.
Il viaggio latino-americano sarà, come detto, il sesto internazionale di Papa Leone dopo quelli in Turchia e Libano, nel novembre 2025, e nel Principato di Monaco (marzo); Africa (aprile); Spagna (giugno), tutti nel 2026. Ad essi si aggiungerà la Francia dal 25 al 28 settembre prossimi.
Un Papa di nuovo in Uruguay dopo quasi 40 anni
Oltre alla lunghezza e alla varietà delle tappe, si preannuncia un evento significativo per diversi motivi. Anzitutto segna il ritorno, dopo 40 anni dalla visita di Giovanni Paolo II del 1987 e del 1988, di un Papa in Uruguay, nazione con il tasso di cattolici più basso dell’intera America Latina (poco più del 36% della popolazione). Un Paese che, tuttavia, conserva una profonda religiosità popolare evidente nella devozione alla patrona, la Virgen de los Treinta y Tres, la Vergine dei Trentatré, piccola statua lignea mariana, che pur trovandosi in un territorio fortemente laico, viene considerato un simbolo. Simbolo anche storico e patriottico legato all'indipendenza nazionale. Il Papa renderà omaggio alla Vergine recandosi a Florida, nella cui cattedrale la statua originale è custodita.
La visita all'Argentina, terra natale di Francesco
Un’altra tappa mariana è quella che il Pontefice vivrà a Lujan, cuore spirituale dell'Argentina, dove è custodita la Nuestra Señora de Luján, patrona del Paese (ma anche del Paraguay e dell’Uruguay). Una devozione nata da un miracolo a inizio ‘800 e in quello stesso luogo oggi sorge la maestosa Basilica, tempio in stile neogotico francese.
Il Papa vi farà visita a conclusione del pellegrinaggio in Argentina, dove mai nei suoi dodici anni di pontificato si era recato Papa Francesco, originario di Buenos Aires, che in diverse occasioni aveva però manifestato l’intento di far ritorno “a casa”.
Il "ritorno" in Perù
E in tema di “ritorni”, sarà certamente di grande impatto emotivo la visita di Robert Francis Prevost in quel Perù di cui il Pontefice è pure cittadino. Un Paese che lo ha visto giungere negli anni ’80, dopo studi negli Stati Uniti, come giovanissimo agostiniano alla sua prima esperienza di missione. Un Paese che lo stesso Leone XIV, alla sua prima apparizione pubblica dalla Loggia delle Benedizioni, ha voluto ricordare inviando “una palabra, un saludo a todos y en modo particular a mi querida diócesis de Chiclayo, en el Perú”. Chiclayo, città costiera del nord nella regione di Lambayeque, è la piccola Diocesi gremita da fedeli - poveri nei mezzi ma ricchi in umanità - di cui l’attuale Pontefice è stato vescovo dal 2015 al 2023, anno in cui ha assunto l’incarico di prefetto del Dicastero per i Vescovi.
In quell’arco di tempo l’allora monsignor Prevost ha affrontato non poche difficoltà tra le inondazioni de El Niño e la pandemia di Covid-19 e ha stabilito legami stabili e sinceri con una popolazione che gli è affezionata e riconoscente e che ha celebrato la sua elezione al Conclave con una “Misa multitudinaria” dalla enorme partecipazione. Chiclayo sarà la seconda tappa peruviana di Leone XIV, dopo la capitale Lima e prima di Cusco, culla dell'Impero Inca e porta d'accesso per i viaggiatori diretti a Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo moderno anche Patrimonio dell'Umanità dall’Unesco. L’itinerario peruviano si concluderà a Pucallpa, capoluogo della regione di Ucayali, nel pieno della foresta Amazzonica peruviana, così da ribadire l’attenzione della Chiesa per le popolazioni indigene, per la difesa dei loro territori e delle loro tradizioni e culture, e la cura per il Creato, fil rouge che lega i due ultimi pontificati.
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